Questi gironi egiziani sono come alsolito molto intensi. Ho incontrato e discusso molto con il team locale, fatto da ragazzi molto giovani, estremamente motivati, con uno spirito ed una gioia in corpo che mi hanno ridato fiato. A volte dovremmo davvero pensare a come in Europa abbiamo tutto e cilamentiamo di tutto, io in primis of course. E poi arrivi qui e trovi questi colleghi, giovani, preparati, intelligenti, divertenti, che ti accolgono a braccia aperte in questo periodo in cui tutto sembra in bilico nelle loro vite e nelle loro case.
I giorni passano veloci, e la cosa che forse stupisce è questo cielo, sempre, costantemente azzurro, senza una nuvola. Guardi a nord e vedi le montagne del Sinai, brulle, dai colori rosso fuoco perché piene di ferro e di minerali. E poi ti giri ed il mare è di un azzurro che non hai mai visto. Le palme si curvano leggere al vento, e sembra tutto così irreale. Fuori le strade sono grandi e deserte, pochi autobus ed auto private le percorrono veloci. La sera scende presto ed il cielo si illumina di così tante stelle che avevo quasi dimenticato di quanto potesse essere bello il cielo di notte. Ti metti su un maglione uno, perché è il sole che dá e poi toglie appena scende.
Ieri notte, come fantasmi, delle luci di fuochi si sono accese sull’isola dei Tiranni, proprio qui di fronte. Mi sono chiesto cosa fossero, ma nessuno mi ha saputo rispondere.


