Prima dell’alba… o del tramonto

Ieri (e nei giorni scorsi), ho visto due film molto belli, intimisti, teneri. Sono "Prima dell’alba" ed il suo seguito, "Prima del tramonto". Il primo è incredibilmente bello e sognante, ed in parte mi ricorda cose che sono accadute anche a me. Un film molto "reale", dietro l’idea di sogno, di due persone che si incontrano su un treno, passano l’intera notte a Vienna insieme parlando e poi baciandosi e poi tutto il resto. Si lasciano con una promessa e poi… e poi c’è il secondo film, piccolo, breve (77 minuti), molto intimista.

E poi ci sono i protagonisti, con le loro piccole storie normali, con la loro vita ed un attimo che le fa incontrare. Non so quante volte nella mia vita mi sono innamorato di una ragazza come Cèline.

Da una chiacchierata con una lei

Gatto : pronta a venire a XXXX ?
Lei : si
Lei : Spero di non combinare casini con lui
Gatto : e ci mancherebbe pure… ma la vogliamo smettere o no ?
Lei : mannò lo sai che io sono laureata nel fare casini
Gatto : insomma siamo andati alla stessa università e non ci siamo mai visti ?

Uscita per gatti

Una delle cose che mi piacciono del posto dove vivo è che i gatti di casa hanno generalmente libera uscita nel quartiere. Li vedi ogni tanto passeggiare tranquilli con il loro collarino da soli e poi tornare a casa dopo un pò di tempo in giro, e questo anche in pieno inverno con la neve. C’è una casa, lungo il tragitto che faccio in bici per andare al lavoro, dove il propietario ha costruito una "gatto-uscita" in legno dalla finestra. Ogni tanto vedo anche il gatto scendere, ed oggi gli ho fatto una foto. Sembra un pò meglio del solito (la foto con il cellulare), ma in ogni modo quella macchia arancione in cima alla scaletta di legno vicino alla finestra è un bellissimo persiano che oggi se ne stava lì a guardare il paesaggio. La scaletta è quella linea scura che va dalla finestra fino a terra. Ma non è troppo carina questa cosa ?

Domande senza risposta

Leggevo ieri delle persone che hanno bloccato i treni a Tiburtina per il problema dell’aumento della tariffa, anzi meglio, della cancellazione delle agevolazioni. Conosco un pò la situazione di queste persone, che spesso lavorano durante la settimana, e poi ogni venerdì tornano al paese e ripartono la domenica notte per stare al lavoro la mattina. Un mio amico una volta prese questi treni, e mi ha raccontanto di scene bibliche, di transumanze di persone di vario tipo che dormivano nei posti dove si mettono i bagagli in alto, di frittate di maccheroni offerte dalle signore. Ma sopratutto mi ha detto che tutti viaggiavano senza biglietto perchè i controllori si mettevano paura di salirci sopra!

Ora io capisco la situazione economica difficile, ed ammiro chi si sposta per trovare lavoro, ma non accetto questa mentalità mafiosa tipicamente meridionale, per cui il treno è un "diritto". Ma di chi? Ma se paghi il biglietto, come tutti. Infatti mi chiedevo una cosa.

Se domani vado in aereoporto e mi stendo sulla pista perchè la regione Campania non mi dà 300 euro alla settimana di biglietto aereo per tornare a trovare mammà, pensate che in Svezia mi danno ragione o mi caricano di mazzate e poi mi arrestano ?

Il mare verde

Mi affaccio dalla finestra del laboratorio e vedo nuvoloni bianchi e grigi venire da est, e sorvolare, quasi sfiorare, il bosco di fronte. La luce del sole é vividissima a quest´ora e crea ombre rosa e gialle, dietro gli alberi e le ruote delle biciclette, mentre poche macchine passano per strada. É passato da poco un acquazzone improvviso, che ha lasciato l´aria tersa e leggera, fresca, da respirare piano, perché ti entri dentro meglio, perché la senti piú viva dentro di te. In lontananza i tetti rossi della facoltá di matematica e di ingegneria rompono a tratti il verde del bosco, quasi a spezzare questo bicolore azzurro e verde che si riflette ovunque nei miei occhi.

Ieri sera, approfittando del bel tempo, siamo usciti verso le 23:00 per camminare. C´era ancora moltissima luce, ed il sole tramontava verso nord, dietro un bosco. Siamo passati tra villette tranquille ed addormentate nel silenzio della notte, una notte piena di luce, una notte avvolta dal crepuscolo. Siamo arrivati nel bosco che si trova a cinque minuti da casa, e da lí c´erano solo campi aperti, infiniti, verdi e pieni di fiori gialli, che si perdevano all´infinito. Dei ragazzi si sono buttati nell´erba senza scarpe, e correvano a braccia aperte verso l´orizzonte giallo, rosa, poi arancione, poi bluastro. Mi sono fermato a guardarli e sembravano come gabbiani sul mare, un mare d´erba mosso dal vento leggero. Sono andato via e li sentivo gridare e ridere, persi nell´infinito. Perché in Svezia il mare é un posto lontano, freddo e distante, ma ci sono oceani d´erba e di boschi, dove lasciare perdere lo sguardo, come se dietro ogni bosco si nascondesse un nuovo orizzonte.

Dopo la ferrovia

Ieri sera il cielo era grigio, di un grigio pesante e cupo, ed attraverso le nuvole si poteva intravedere la luce persistente che c’è in questi giorni. E’ una strana sensazione vedere il cielo grigio verso le 22:00, e sapere che lì dietro c’è il sole, ancora alto nel cielo. Sono sceso di casa per fare due passi, e mi sono incamminato per le strade silenziose sotto una pioggerellina leggera, che accompagnava i miei passi tra le strade circondate da villette. Giardini silenziosi dove un’amaca si muoveva leggera al vento, macchine parcheggiate e silenziose, non si muoveva niente nell’aria. A tratti la pioggia aumentava ed ho alzato il cappuccio del giubbino, mentre sentivo l’aria fresca entrare nel naso, passo dopo passo. Sono arrivato fino alla ferrovia e quindi ad un passaggio a livello, che si stava chiudendo davanti a me. Cielo grigio, nessuno intorno, tutto chiuso, ed io solo nella pioggia con il mio giubbino blu ad attendere il treno, che è passato dopo poco velocissimo, lasciando dietro di se il rumore di freni e di grasso, odore di stazioni e di viaggi. E’ passato lasciando dietro di se storie di persone che probabilmente non conoscerò mai, di finestrini illuminati e di fanali rossi che si allontanavano nella sera. Dopo la ferrovia il mondo cambia, e mi sono trovato da un quartiere residenziale benestante ad una sorta di zona industriale deserta, vuota, disabitata. Capannoni e macchine da lavoro abbandonate per il fine settimana, grandi negozi di arredamento con le vetrine illuminate. C’erano tavoli da giardino quasi in attesa di persone, silenziosi, nel grigio che avanzava nella notte. Passava raramente qualche macchina, poi sono tornato indietro, ho riattraversato la ferrovia, e mi sono ritrovato di nuovo nel mio quartiere, pieno di giardini, di giochi per bambini deserti, di case illuminate e di rumore di biciclette in lontananza.

Universi paralleli

Oggi, giornata di festa, la maggioranza degli svedesi sono talmente ubriachi da ieri sera che rimarranno in casa fino a stasera per smaltire la sbornia, padri e mamme di famiglia compresi. Quindi stamattina ci siamo andati a fare una passeggiata per la città deserta, come se fosse appena passato un tornado o una bomba a neutroni, o forse tutte e due insieme. Il tutto aveva un fascino alquanto surreale, considerando anche il tempo grigio, i nuvoloni, il vento ed una pioggerellina sottilissima… insomma sembrava davvero la fine del mondo.

Camminando camminando siamo arrivati ad un supermercato gestito da mediorentali, in cui si trovava merce di qualunque paese, tranne che svedese. Una cosa incredibile… appena entrati era come aver preso un aereo per Damasco o per l’Iran. Olive, olio, formaggi, scritti in persiano ed arabo, carne halal, surgelati mai visti, buste di riso da 20kg l’una, cibo indiano riconoscibile ed altre cose mediorentali assolutamente assurde. Siamo rimasti a girare imbambolati da questo "viaggio" in un universo parallelo che si trovava giusto a pochi metri dalla piazza principale. La cosa divertente è che poi mentre camminavamo girava nell’aria una musica che mi sembrava familiare, erano canzoni napoletane ed italiane al mandolino!!!! Insomma in un negozio gestito da siriani (penso), con merce iraniana, indiana, turca ed acquirenti di qualunque provenienza tranne che Europa (a parte noi due), ci hanno propinato tra gli altri "Anema ‘e core" , "Diamante" e nientepocodimeno che "L’italiano" di Toto Cutugno, tutto al mandolino.