Un gatto che si guarda intorno

Dopo un viaggio abbastanza lungo, sono atterrato di nuovo in una cittá molto particolare. Ci arrivi in genere da Nord e la pista di atterraggio é parallela alla cittá. Vi vedono benissimo i ponti, gli edifici, i grattacieli, e poi, in mezzo alla baia quella donna francese che una volta salutava gli immigrati di tutto il mondo. L'aereoporto era quasi deserto, ed ho sbrigato tutte le formalitá in qualche minuto, trovando anche un addetto che ha iniziato a parlare di Napoli e di Sorrento quando ha visto il passaporto. La cosa assurda é stata invece stamattina a Stoccolma, quando un ragazzino imberbe al check-in ha iniziato a fare domande a raffiche per capire se veramente vivevo in Svezia, cosa facevo, se era vero il mio lavoro… fino ad andare a controllare con il suo superiore. In ogni modo una volta atterrato mi aspettava un'auto e da lí mi sono diretto verso sud, verso la cittá della costituzione e della dichiarazione di indipendenza. Sono comunque molto fuori, tra autostrade a 3-4 corsie che tagliano i boschi. Durante queste circa due ore di macchina mi sono guardato in giro, ed ho trovato un'archittettura quasi "scandinava", con case di legno, alberi e boschi ovunque. Certo, poi si veniva sorpassati da "monster trucks" che spuntavano ovunque, ma questa é un'altra storia. Tra le cose divertenti siamo passati di fronte a due Ikea, ed ho visto tantissimi furgoncini con nomi italiani. C'era da ditta Salerno, la Aiello (non la pasta) ed altri che ora non mi tornano in mente. É sempre interessante guardarsi intorno.

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Dentro e fuori

La temperatura esterna si continua a mantenere intorno ai -10 gradi. L'acqua ghiaccia, tutto é pieno di neve e fa sempre piú buio. Per fortuna ci sono sempre tante cose da fare, e quindi il contorno conta fino ad un certo punto. Peró devo dire che mi piace guardare le luci che si sono accese con l'avvento, i campanili che colorano il cielo nero, i riflessi nell'acqua. A volte basta poco, davvero.

Prima domenica d'avvento

Dopo quasi due giorni sembra che abbia quasi smesso di nevicare. É la prima domenica di avvento, e teoricamente bisognerebbe mettere le luci di Natale, bere il glögg e tante altre belle cose. Io me ne sto qui, a guardare il mare ghiacciarsi, mentre mi passano tanti pensieri per la testa.

Incontri ravvicinati

Ci sono delle sere come queste. Ho abbassato le luci di casa, e sento la neve cadere contro le finestre. Solo nell'aria una canzone della Mannoia mi accompagna in questa notte artica che mi gela anche il cuore. Sento i miei passi sul legno, guardo le pochissime macchine passare, lo spalaneve che sta togliendo mucchi di bianco, mentre in lontananza la torre del municipio si specchia nell'acqua del Mälaren. Tutto é fermo in un instante che non riesce a passare, immobile come guardato attraverso una bolla. Tornando ieri verso Stoccolma ho notato per un attimo una selva di lampioni gialli che si riflettevano contro i vetri del treno. Sembravano una serie di globi luminosi che si muovevano insieme come uno sciame. Spesso, quando viaggio, mi fermo a guardarmi intorno. Appoggio il viso ad un finestrino freddo, mi piace sentire il vetro contro la pelle del mio viso, e vedere il respiro formare come una nuvola. I miei pensieri sono come nuvole che volano lontano da me, ma il vento me li riporta ogni volta indietro.

La situazione di Stoccolma

Stamane mi sono svegliato particolarmente presto, per andare un attimo ad Helsinki dove avevo degli incontri di lavoro. Lí ho anche pranzato, e devo dire che non era niente male. Tra le varie cose anche le famose "piroghe di Carelia", una specie di calzone imbottito di riso fatto al forno, su cui si doveva spalmare una "frittata al burro". Ovviamente non ci facciamo mancare la calorie. Tornato a casa ho ritrovato nella mia borsa un giornale che avevo comprato ieri in stazione. Si chiama "Situation Stockholm", e viene scritto e distribuito dai senza tetto di Stoccolma, che purtroppo ci sono anche se spesso si nascondono bene. Comprando questo giornale i soldi vanno appunto ai poveri e bisognosi della capitale, quindi mi sembra una cosa giusta contribuire. Tra l'altro é anche un giornale molto interessante, che dá un'immagine molto reale di tante cose svedesi. della solitudine dei poveri, dei senza casa, di quelli che hanno perso il lavoro ed una famiglia. Sfogliando le pagine ho trovato una poesia scritta da una ragazza/donna di nome Marina, ve la traduco (forse non alla lettera).

Siedo a casa da sola nel mio appartamente senza speranza. Di fronte a me una bottiglia di sidro. Ascolto i Ramones. Quando la depressione mi prende di nuovo con quell'insopportabile dolore che non si riesce a spiegare, mi sento senza potere e tutto é scuro. Guardo i miei gatti che dormono cosi sicuri, le lacrime sgorgano e spargono il mio dolore, dolore per la mia mancanza di energia e di voglia di vivere.

Qualche ora ad Örebro

Oggi é stata una giornata un attimo piú tranquilla. Con un treno dopo pranzo ho attraversato la Svezia centrale, che é completamente ricoperta di neve. Sono arrivato in un paio di ore ad Örebro. Qui, dopo aver lavorato, ho avuto l'onore di incontrare di nuovo lei, che li ci vive. L'incontro é stato breve ma molto piacevole : köszönöm!
Il viaggio di ritorno mi ha permesso di lavorare un pochino, visto il silenzio del treno ed il vagone semivuoto. Stoccolma é immersa nel silezio della prima neve. Poche macchine per strada e fiocchi che si adagiano piano sui pensieri.

La prospettiva Nevski

Stamattina dopo aver lavorato qualche ora da casa ho guardato fuori dalla finestra e mi sono reso conto che nevicchiava. Certo che ero proprio concentrato se per tre ore non mi sono accorto di cosa succedeva ad un metro da me! Comunque stasera sono uscito un pochino e c'era un vento polare freddissimo, come una serie di lame che arrivavano a tagliarti la pelle. Una cosa davvero incredibile. Nonostante la temperatura non sia proibitiva (pochi gradi sotto lo zero), questo vento rende l'atmosfera simile ad una Leningrado di sovietica memoria. Le strade sono praticamente deserte, e sono tutti rinchiusi dentro, oppure camminano veloci su uno strato sottilissimo di ghiaccio che riempie tutti i marciapiedi. Ed é sempre piú notte.