Intervista

Ma dico io… possibile che ora divento pure famoso? In ogni modo sabato alle 12:00 collegatevi con la radio Kombi P4 svedese e sentirete l’intervista che mi hanno questa mattina per strada! Bisogna dire che però c’era il tranello… l’intervistatrice era troppo carina, occhi verdi e capelli scuri… mi ha fermato per strada e potevo non rispondere? Mi ha chiesto quali sono le cose per cui è importante vivere secondo me (forse è un programma per prevenire i suicidi, boh!), ed io le ho risposto che la cosa più bella della vita è la vita stessa… con tutti i suoi imprevisti e le cose che ti possono capitare ogni giorno!

In ogni modo ormai sono famoso anche in Svezia… ed ho ricevuto in regalo un lucidalabbra della radio contro il gelo… mah che fortuna eh? : )

Bianco

Un tappeto bianco si stende a perdita d’occhio davati ai miei occhi, mentre avvicino il mio viso alla finestra del laboratorio. Siamo stati per tutto il giorno al centro di una vera tempesta di neve (almeno così la hanno chiamata), e vedevi milioni di fiocchi bianchi turbinare nell’aria e posarsi per terra. Tra di loro le persone continuavano a camminare tranquille, ad andare in bicicletta come se fosse la cosa più naturale possibile. Intanto ogni aiuola, ogni albero, si riempivano di questa soffice coltre bianca, i tetti, i giardini, le panchine, le sedie di plastica usate in estate… tutto fermo ed immobile, quasi sepolto dalla neve.

Eppure era bellissimo andare a mensa, sedersi vicino alla finestra illuminata dalle luci di Natale e vedere il vento entrare nel vialetto e colpire le siepi con frustate di neve, ed io lì dentro, in silenzio… a godermi quello spettacolo.

Sonno

L’unica cosa che davvero non sopporto di questo clima è la luce che non c’è al mattino… capisco la sera, ma la mattina aspettare le 9:30 – 10:00 per vedere un pochino di luce è davvero dura e soprattutto faccio fatica a svegliarmi e poi sto rintronato tutta la giornata, come adesso che sono ancora in laboratorio, ma dormo in piedi! In ogni modo stamattina mi sono svegliato con la neve per le strade, poca roba, però sempre affascinante camminare per i sentieri e sentire questa soffice coltre bianca sotto le mie scarpe, girarmi indietro e vedere le orme delle mie scarpe che mi inseguono leggere…

Camminavo stamattina verso il laboratorio e mi sono fermato presso una siepe piena di neve bianca, ne ho presa un pò tra le mani e l’ho trovata soffice, come cotone la tenevo tra le mani senza sentire freddo e poi l’ho sfogliata piano come si trattasse di un libro, togliendone pian piano i pezzi e lasciandoli sbriciolarsi tra le mie mani. Lontani alberi ormai senza foglie con tante piccole gocce ghiacciate che si fermavano sui rami e sembravano cadere per terra. Nelle orecchie la mia solita musica, questa mattina mi è capitato Ben Harper… when you have everything, you have everything to loose ,  ma la vita val la pena di essere vissuta sempre… anche quando rischi di perdere tutto o di non avere niente. Mi sento così, un pò frastornato, un pochino stanco, molto pensieroso, ma sicuramente sorridente perchè domani c’è un altro giorno pieno di cose da affrontare.

La febbre del venerdi sera

Ieri sera incontro con dei giovani italiani di una associazione svedese…. tutto molto simpatico ed insomma a me poi fa sempre molto piacere incontrare persone nuove, parlare, incorciare nuovi sguardi 🙂 Certo è da dire però che alcuni italiani all’estero si individuano come immediatamente e sono assolutamente meglio da evitare! Alcuni studenti Erasmus veneti che l’italiano non sanno nemmeno dove sta di casa… io non dico di parlare in inglese, ma se almeno conoscete la vostra lingua madre senza quell’accento ostrogoto sarebbe meglio. Contemporaneamnte invece conosco un’altra ragazza di Belluno che mi punta appena entro e poi si chiede di sedersi vicino a me al ristorante… beh una gran bella scoperta! Insomma una ragazza interessante, simpatica, con le mie stesse idee… e quasi leggendomi nel pensiero mi fa… "io qua gli italiani li evito!" eh eh eh insomma tra gli altri personaggi della serata un napoletano (insomma salernitano di provincia) che inizia a fare quanto gli manca la mamma, la pizza ed il suo paesino e mi dice "ma che devi fare con questa Svezia, torna da mammà" e poi fa il cretino con la cameriera dicendole "bella, ciao, come ti chiami…"… insomma per farvi capire il livello. In ogni modo le altre persone erano normali ed anche simpatiche. In particolare come avrete capito la Bellunese ; )

Quindi essendo venerdi sera dove si può andare in Svezia? Ma ovviamente alla discoteca dove si pagano quattro soldi e ci sono tutti gli studenti di Uppsala… considerando che sono una persona che non si tira mai indietro, che non entro per fortuna in una discoteca da quasi 6-7 anni e che alla fine si era tutti insieme ho pensato che dovevo farmi anche questa esperienza. E’ stato davvero allucinante… e vi fà capire secondo me molto di quanto queste persone siano represse dentro. Cioè voi siete rigidi, fermi e bloccati tutta la settimana, poi uscite la sera, vi ubriacate come dei pazzi… e sulla pista succede davvero di tutto… ma quello che ti colpisce è il vuoto che hanno negli occhi… il vuoto spinto e totale di alcuni di questi ragazzi (non di tutti chiariamoci)… è come se ci fosse un seme di follia dietro questa società esternamente perfetta. Ovviamente c’erano anche tantissime persone normali che erano lì solo per divertirsi e ballare… molti erano anche simpatici, ho fatto anche qualche conoscenza, ma certe scene mi hanno davvero colpito…

E poi un’altra cosa… le ragazze svedesi sono oggettivamente molto belle, quando le vedi per strada, o quando vanno al lavoro, così semplici, sorridenti, serene… ma alcune si vestono davvero come dei puttanoni (scusate il termine) in discoteca e devo dire che il la loro bellezza sparisce tutta all’improvviso. In ogni modo quelli che sono più allucinanti qui sono gli uomini, alla fine le ragazze si salvano un pochino di più.

Dopo essere tornato alle 4:00 a casa (mi sono scansato un after-party a casa di uno studente Erasmus ubriaco e poi ora vado al lavoro) stamattina finalmente sono riuscito a fare il bucato. Qui le lavatrici sono in comune nel seminterrato, ma vanno prenotate almeno con 15 giorni di anticipo! Poi c’è la chiave, poi devi pulire… hanno la mania delle code : ) Però sono contento, ero arrivato quasi alla fine dei vestiti puliti!

Glog

Per festeggiare la prima domenica di avvento hanno fatto qui una piccola festicciola con le cose tipiche locali… mi sto ancora leccando i miei baffoni! Comunque giusto per farvi sapere in queste feste loro bevono il "glog", che è una specie di vino passito e zuccherato che si serve caldo con uvetta e mandorle, quindi biscotti al miele con una specie di gorgonzola (buonissimi!) e dei dolcettini vari della consistenza del cemento armato ma dolcissimi, oltre a mele, e vari frutti… certo c’è da dire che anche in queste situazioni (il glog era poco alcolico) stanno molto sulle loro, ma non capisco come faccio a stare sempre al centro dell’attenzione… insomma basta che dico una cosa un pochino più spiritosa e tutti si girano verso di me, aspettano la prossima battuta… eppure non penso di essere particolarmente "smart" o simpatico, insomma stiamo festeggiando e facciamola una battutina no? In ogni modo almeno sembra che mi tengano in buona considerazione : )

Finestre

C’è la Luna sui tetti, c’è la notte per strada, le ragazze ritornano in tram….

così cantava de Gregori ed ora mi torna in mente nel vedere come qui si preparano, con la loro consueta metodicità e prevedibilità al Natale vicino. Mi hanno spiegato che la tradizione vuole che la prima domenica di avvento si mettano candele e luci di Natale alle finestre, in modo che camminando per strada le persone possano vedere le case illuminate. Queste luci rimangono accese tutto il giorno (se si può chiamare giorno queste 3-4 ore di luce di dicembre!), e vi assicuro che camminarci in mezzo è una sensazione "fiabesca". Insomma cammini per queste strade tranquille, con case basse, l’acciottolato un pò bagnato per terra ed ad ogni finestra queste piccole luci, le lampade, gli addobbi di Natale…

Oggi hanno iniziato anche in laboratorio, mettendo poi sette candele ad ogni finestra (elettriche però), e poi dei candelabri a 4 candele nella coffee room (vorrei farvela vedere, due volte la mia casa con mobili di legno, la cucina, il caffè the e biscotti gratis…). Queste candele saranno accese una per ogni domenica di avvento, fino a quando tutto il candeliere sarà completamente illuminato a Natale. Ci sarà pure il buio, la pioggia, il ghiaccio… ma camminare per queste strade di scalda il cuore.

Tempo

Sempre meno tempo, sempre più cose da fare… ma forse non mi sono mai sentito così vivo come in questi giorni. Vorrei parlarvi della sensazione che ho nel vivere qui, nella sensazione di vedere le cose italiane come lontane ed indistinte… la sensazione di entrare in una banca ed io, straniero, nero nero con la barba scura trattato come un qualunque altro cliente, di aprire un conto in banca gratis, senza portare altro se non il proprio passaporto e la lettera di assunzione, senza costi… tutto gratis, di andare all’ufficio delle tasse ed in 5 minuti avere il mio nuovo codice fiscale svedese, di non fare mai file, di trovare sempre tutto a 10 minuti di cammino, di parlare con tutti, anche con i garzoni del supermercato in inglese… insomma qui living is easy in tutti i sensi. Anche la burocrazia ti aiuta, gli impiegati pubblici ti spiegano cosa fare, se non capisci te lo spiegano di nuovo, ti fanno telefonare gli altri uffici dal loro telefono…

E’ una terra che ti accoglie e che mi ha fatto subito sentire a casa, nonostante i locali siano caratterialmente chiusi, basta chiedere e ti si aprono, se sei un cliente diventi per loro prezioso come l’oro… di una gentilezza che quasi dà fastidiio!

Il sole diventa merce sempre più rara da queste parti giorno dopo giorno, e ci si avvicina al solstizio d’inverno, quando le ore di luce saranno poco più di 3 o4 . Intanto cammino di notte tra le strade della città vecchia ed ogni finestra è illuminata da una lampada o da una candela… con quelle loro luci tenui sembrano voler dire di esserci, di superare questo inverno buio e freddo, dove però ogni particolare, ogni luce per strada, ogni casa illuminata di scalda il cuore e ti fa dimenticare il freddo che fa fuori. Un italiano del sud che si sente a casa nel nord della Svezia…