Ancora tu, ma non dovevamo rivederci piú ?

A volte mi chiedo il perché di questi momenti di felicitá intensa, quando so giá che dopo tutto sará come prima. Come se niente fosse esistito, come se tutto fosse solo un passaggio di vento.

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Chisciansa

Stamattina la sveglia all'alba non é stata proprio piacevole, ma devo dire che svegliandosi guardando il mare é una bella sensazione. In ogni modo sono andato in aereoporto, e mi sono diretto nel sud della Svezia, a Kristianstad, che si pronuncia proprio "chisciansa". Sará l'accento dello Skåne, non so.

In ogni modo abbiamo anche dovuto fare un bel giro in auto per la riunione di oggi, e devo dire che sono molto colpito dalla bellezza dei luoghi, e dal fatto che lí sia ancora quasi estate, con un bel sole caldo. E poi il mare, grande, mosso, che ti guarda da ogni lato. Siamo anche stati vicino ad una spiaggia di sabbia finissima, lunga chilometri in un paesino chiamato Åhus, con il sole proprio di fronte. Ed il rumore del mare che si infrange sulla riva, quello scroscio continuo. Mi ha riportato a momenti lontani nel tempo. Vi lascio due foto, peccato non poter sentire il suono.

Lo sai che non mi va

Oggi pensavo a questo… Ricordo quando ero piccolo ed adorava gli ultimi giorni di agosto quando eravamo al mare. Aspettavo che il tempo cambiasse, che iniziassero a venire le giornate piovose, i temporali di fine estate li chiamava mio padre. E ricordo che non potevo andare in bicicletta dopo pranzo perché pioveva. E poi adoravo uscire fuori e sentire il profumo della terra bagnata in estate. É una sensazione che sento ogni volta dopo la pioggia, e mi sembra di essere un bambino, torno a quei pomeriggi di fine estate in cui correvo con i sandali sull'asfalto bagnato, e mia madre mi chiamava da lontano perché dovevamo uscire. A volte mi chiedo dove siano finiti quei giorni.

Di ritorni

Ed eccomi tornato da Copenhagen in una sera dal cielo pulito e terso, in cui l'aria inizia a farsi fredda, le giacche stringersi sui corpi, le strade illuminarsi di luci di lampioni. L'autunno si sente avvicinarsi nell'aria, eppure é come se fosse una primavera. Almeno in alcuni giorni.

Un giorno in Danimarca

Oggi poco dopo pranzo ho preso un aereo, e sono atterrato a Copenhagen. Capito nella capitale danese ancora e solo per lavoro, la guardo dall'alto, la attraverso in taxi, eppure non sono mai riuscito a visitarla. Anche questa volta ho lavorato praticamente fino a qualche ora fa, incontrando persone, parlando, discutendo. Sono stato per qualche ora in un grattacielo altissimo, e dall'alto si dominava l'intera cittá, fino a vedere in lontananza la Svezia. Verso sera una luna rossa gigante si é alzata dal mare nel cielo azzurro e caldo, inondando di luce le strade lunghe e trafficate, i canali, le persone, gli occhi. Mi piace guardare le cittá dagli alberghi nei grattacieli, tutto sembra cosi ovattato e lontano. Ho visto in questo modo Miami, Göteborg, Parigi, Copenhagen, Helsinki, Oslo. Mi chiedo come mai le stanze di questi alberghi siano sempre in edicifi altissimi, dai mille piani, dai mille occhi.

Santa voglia di vivere

Oggi pomeriggio sono stato per l'ultima volta nella mia vecchia casa ad Uppsala. Ho riguardato le stanze, pulite, completamente vuote cosi come quando ci entrai per la prima volta 5 anni fa. Quindi, prima di andarmene, ho messo questa canzone ad alta voce, e mi sono seduto sul pavimento ascoltando le parole passare sui muri, fermarsi nell'aria. Per l'ultima volta. Poi mi sono girato indietro, ho messo la chiave nella serratura, e per l'ultima volta ho sentito quel "click" inconfondibile, che mi potreró nella testa forse per tutta la vita. Della mia vita ad Uppsala adesso non rimane piú nulla, a parte ricordi. E qualcosa rimane, tra le pagine chiare e le pagine scure.

Prima di partire per un lungo viaggio

Ritrovo nei miei passi il rumore dei giorni andati, delle stagioni che sono passate e che mi rimbombano nella mente. Dovrebbe essere facile stare qui e guardare il tramonto sul mare, ascoltare il rumore dei gabbiani, respirare la salsedine, eppure mi trovo a guardami indietro mentre la vita mi spinge in avanti, ed a chiedermi domande a cui non riesco spesso a dare una risposta. Mi piace fermarmi alla finestra e vedere il sole scendere dietro la cittá vecchia, guardare la luce rossastra invadere l'aria e trasformare i tetti lontani in sagome nere che spezzano il cielo in tante guglie. Mi piace la mattina molto presto trovare la casa inondata di luce, sentire l'aria fresca e guardare le prime persone che vanno al lavoro mentre il mondo si risveglia sotto di me. Poi rimango a pensare, a sentire gli spazi vuoti che sono rimasti dentro di me, e mi tuffo in una tazza di latte freddo, bianco, dal sapore indecifrabile, come questi miei giorni.