Sorprese

Cose che capitano solo quando non le cerchi. Stamattina ero in fila all’Università per sbrigare delle pratiche ed una gran bella ragazza mi chiama dicendo di conoscermi… ovviamente io dico che ci conosciamo! Scherzi a parte era una ragazza che stava nel mio Liceo (di 4 anni più piccola) e si ricordava di me quando ero rappresentante d’Istituto e direttore del giornalino scolastico (ho sempre avuto l’abitudine di stare in "tredici"). Parliamo, chiacchieriamo… ed ovviamente le propongo un giro in moto che accetta volentieri 😀 Alla fine mi ha voluto lasciare il numero di telefono, la stavo quasi per chiamare quando… mi messaggia la mia compagna di Università che ho incontrato alla notte bianca (qui avevo iniziato io mandando dei saluti generici)… e mi propone di uscire con lei stasera… sai non ci vediamo da così tanto tempo… ma io non lo so… proprio ora me ne dovevo andare??? Quindi per stasera preferisco uscire con lei… era il mio sogno quella ragazza!

Per ora, viva le sorprese, viva le occasioni e la vita che ci scorre intorno…

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Notte bianca

Da bravo  napoletano anche il gatto si è messo in giro per la città e vico vico ha camminato, salito sui tetti, annusato l’aria e visto tanta gente passare. Con gli astrofili le cose sono andate bene su via Partenope (ero convinto fosse a piazza della Repubblica), con un’ottima visione, persone discretamente disciplinate ed un bellissimo panorama… molto meno al Vomero. A parte l’assurdità delle automobili che passavano per piazza Vanvitelli mentre c’era un bel concerto jazz da un lato e noi astrofili dall’altro… insomma un vero casino. Tra l’altro si è annuvolato e mi dispiace per le persone che non hanno potuto vedere Marte e che mi hanno visto un "attimino" esaurito e poco incline alle chiacchiere in quel momento!

Cmq una volta finito tutto abbiamo deciso di andar camminando… con questo tragitto, tutto rigorosamente a piedi : Piazza Vanvitelli, via Cimarosa, via Aniello Falcone, via Tasso, viale MariaCristina di Savoia, via Crispi, villa Comunale… qui qualcosina da bere e poi seduti su una panchina ad ammirare Orione alto nel cielo, poi la splendente Sirio e Saturno che sorgeva verso est… quindi via di nuovo a piedi per tutto il lungomare, Castel dell’Ovo, Santa Lucia (cantando la canzone di de Gregori), piazza Plebiscito dove era (per fortuna!) finito il concerto di Baglioni, via Roma, Piazza Dante, Museo… lì io sarei salito a piedi fino a Capodimonte ma i miei compagni di sventura mi hanno costretto a prendere un taxi che (disonestamente secondo me!) si è preso 10,00 euro in tre per portarci fino all’Osservatorio! Lì ci siamo stravaccati sul prato, visto una falcetta di Luna sorgere tra le nuvole e poi ci siamo diretti alle rispettive case mentre si alzava l’alba…

Le impressioni della serata sono state abbastanza buone, in particolare per l’aria che si respirava in alcuni punti, ma non ovunque… insomma un successo a macchia di leopardo. Gentaglia e "guglioni" sul lungomare a tarda sera mentre le persone erano molto più gentili e piacevoli prima della mezzanotte… ovviamente il gatto non poteva non incontrare una gattina ieri sera… stiamo tornando verso piazza Dante e sento una voce che mi chiama… una mia vecchia amica di università con cui non ci vedevamo da quattro anni, io la "adoravo"… peccato che eravamo entrambi "accoppiati" all’epoca. E’ una ragazza fantastica, non bellissima ma carina, con un sorriso che le rischiara il viso, semplice e spontanea ma anche intelligente, forte, capace… davvero le avrei fatto delle fusa infinite. Abbiamo parlato per un attimo, le ho detto che sto per andar via ed anche che… era la mia preferita ed in qualche modo le ho fatto capire che uscivo pazzo per lei, anche se non gielo ho mai detto… in ogni modo mi ha voluto lasciare il suo numero di telefono, penso che la chiamerò… ricordo quando fece la sua festa di laurea, sulla spiaggia, quattro anni fa.. ci trovammo ad un certo punto soli, sul mare, lei con un vestitino corto e le spalline, e camminava scalza sul bagnasciuga, la adoravo davvero… e ricordo le dissi : "sai, sei la persona che più mi mancherà di tutto il corso di laurea, sei davvero speciale"… insomma una frase banale, ma in quel momento dovevo dirglielo… ricordo che Ischia era di fronte a noi, le luci dei pescatori in fila sull’orizzonte, e lei sorrise…

p.s. grazie per tutti i messaggi che mi avete mandato all’annuncio della mia partenza.. il gatto cambia solo cuccia, ma non smetterà di guardare le stelle e di parlarvi delle sue passeggiate sui tetti, sarà solo un cielo diverso : )

Giorni che non si dimenticano

Oggi (cioè venerdì, ma vista l’ora a cui scrivo ; ) è stata l’ultima giornata di lavoro. Dalla prossima settimana il gatto cambia cuccia, cambia padrone e cambia cielo… ma rimarrà sempre libero, inafferrabile ed un pò solitario anche se sempre in mezzo alla gente, alle persone…. ai loro sguardi, ai loro sorrisi, alle parole. E’ stato strano vedere il pot dove hai lavorato negli ultimi 8 anni e poi sapere che tutto non sarà più come adesso. E’ strano anche se sai che cambi in meglio, che era il tuo sogno, che quello che volevi si sta realizzando. Mi hanno fatto dei bei regali, abbiamo festeggiato e sorriso… è stato bello vedere le persone che tengono davvero a te dispiaciute e quelle invidiose che passavano dal verde al paonazzo perchè loro non sono riuscite nella stessa cosa quando si sentivano delle grandi "scienziate"… (scusate ma certe pietrine dalla scarpa vanno tolte). E’ stato strano andarsene per ultimo (come al solito) e chiudere le luci del laboratorio, seguire quel corridoio poco illuminato fino alla porta e chiudere. Mi sono sentito come il guardiano del faro che è stato dismesso… tutto mi appariva consueto ma una vocina dentro di me mi diceva che questa sera sarebbe stato diverso… sono immerso in sensazioni che non riesco a decifrare, che ascolto crescere dentro di me e sussurrare piano sensazioni ed emozioni.

Serata in osservatorio, bellissima come il cielo nonostante la fortissima umidità. Marte è al suo massimo avvicinamento alla Terra (teoricamente domani), e si presentava in tutto il suo splendore… le sue valli, le pianure, le calotte.. poi ci siamo fatti un giro nelle Iadi, poi nelle Pleiadi e per finire mi sono perso nella galassia di Andromeda, per poi ritrovarmi qui. Sono giorni strani, ma che sono contento di star vivendo!

p.s. per i napoletani. Domani alla notte bianca la nostra associazione di astrofili terrà una postazione in piazza della Repubblica e poi al Vomero per osservare Marte, io ci sarò, chi sa che non si facciano incontri con altri blogger! Avrò (come sempre eh eh eh) barba ed occhiali… per camuffarmi meglio ; )

Assenze e presenze

Giorni velocissimi come nuvole che scorrono veloci su questo mare azzurro e blu. I miei occhi scorrono veloci su cose e persone, ed trovo sempre meno tempo per fermare i miei pensieri, che invece non si sono fermati, sono sempre più intensi, turbinosi, intensi come il sole caldo di queste giornate che non sanno d’autunno. Vorrei parlare e raccontarvi di tutte le cose che sto vivendo, delle persone che si avvicinano a me, di quelle che si allontanano, delle soddisfazioni che sto avendo, delle piccole cattiverie che mi fanno sorridere perchè scivolano via come olio… guardo le persone con occhio diverso, ora che so che sto per iniziare una nuova avventura, e come in un unico turbinio di emozioni capisci quelli che erano gli amici veri e quelli che invece non lo sono mai stati. La cosa piacevole è capire che al 90% ci avevi azzeccato, anzi che alcuni li avevi giudicati peggio di come poi sono in realtà…

Perchè le persone si comportano per come sono realmente solo quando sanno che non ti vedranno più?

Canzone della sera…

E lascia pazzià
pecchè ‘e criature songo ‘e Dio
finchè ‘a vita ‘nce abbasta
e nun resta cchiù masto
a dì ca è sempe overo
Annarè Annarè
‘sta freva addà passà
pe’ chi ha cagnato sempe lietto
pe’ chi nun trova pace
e s’accuntenta ‘e luce
capille janche e sera
Annarè Annarè
tre juorne ca cammino
senza putè parlà
e intanto votta ‘ncuorpo
pecchè nun se po’ fà
e curre curre forte
pe’ nun te fà piglià
e a nuje ce resta ‘o tuorto
‘e chesta libbertà
paura ‘e se tuccà
pe’ nun sentì ‘a stessa voce
‘a notte è di chi aspetta
‘e chi te tocca ‘o pietto
e s’annasconne ‘o bbene
Annarè Annarè.

Cose che non capisco

Oggi incontro una ragazza con cui mi sono frequentato per un pò negli scorsi mesi. Io dico, siamo usciti insieme, c’é stato qualcosa in più del solo frequentarsi ed é stato bello, poi niente più. Capito che non ti interessavo più mi sono eclissato, facendo come mi chiedevi (in modo anche esplicito), e la cosa non mi é nemmeno dispiaciuta più di tanto.

Ora ci rimani male se non ti tratto più come prima, ma come una amica qualunque?

Matrimonio

Questa sera sono stato al matrimonio di due miei carissimi amici astrofili che si sono sposati. E’ strano quando incontri delle persone e nascono dei rapporti, dei feeling che nemmeno tu capisci, però sai che ci sono persone che ti sono amiche, che in qualche modo ti vogliono bene, anche se a volte sei un gattaccio solitario, anche se a volte graffi o sonnecchi alle riunioni in Osservatorio, anche se ogni tanto ti allontani e giri di notte per il parco dell’Osservatorio perchè vuoi guardare da solo le stelle.

Sono due ragazzi davvero molto belli insieme, la coppia felice, quasi sistemata, insomma due bravi e bei ragazzi, un pò come mi vorrebbe mia madre, un pò come io non sarò mai. Li vedevo sorridere felici, quasi "incoscienti" di quello a cui andavano incontro, verso una vita semplice, fatta di lavoro, hobbies, famiglia e forse figli. Due persone intelligenti, intendiamoci, molto attive, dinamiche, intelligenti… non due bacchettoni rompicoglioni (e chi li avrebbe sopportati!!!). Ma due persone buone dentro, buone davvero…

Tornavamo a casa con altri miei due carissimi amici ascoltando de Gregori sull’autostrada deserta, un pochino brilli (avrò bevuto 5 prosecchi, 10 bicchieri di vino e 2 di spumante… ma sono lucidissimo, per quanto ho mangiato! : D ). Seduto dietro, le parole nelle orecchie, due belle persone vicine, altre nei miei ricordi guardavo la mezza Luna calante passare tra nubi veloci, le luci dei paesi correre via nel buio di una notte troppo breve da dimenticare, troppo veloce per non scappare via… guardavo il cielo offuscato, le luci che ci venivano intorno e poi il giallo dei lampioni sulla tangenziale, rumore di ruote e di freni e mi sono chiesto se un giorno sarò anche io così sereno come loro… se per un giorno vedrò la mia vita chiara come i loro occhi. Non che non mi piaccia la mia vita adesso.. amo il mio andar via, vedere e conoscere, vivere ogni momento e partire per ricominciare, amo vivere così… ma stasera avrei voluto, per una volta, avere negli occhi il sorriso dei miei amici. Ma tanto tutto questo Alice non lo sa…

Ma io non ci sto più gridò lo sposo e poi,
tutti pensarono dietro ai capelli,
lo sposo è impazzito oppure ha bevuto
ma la sposa aspetta un figlio e lui lo sa.
Non è così e se ne andrà…

Samantha

Sono stato un pochino assente in questi due giorni, perchè non mi sono sentito per cosi dire benissimo! Il vostro gattone ha deciso di raggomitolarsi su un bel cuscino, di farsi le unghiette su una bella coperta grande e morbida, e così ha passato i suoi ultimi due giorni "coccolato" da una simpatica amica che lui chiama la streghetta finnica, con tante simpatiche parole e sorrisi…. già avevate pensato a male vero?

In ogni modo, in questo sabato mattina ancora grigio, il gatto ha aperto i suoi occhi molto tardi, fatto un grande sbadiglio, un paio di capriole per terra ed ha iniziato a miagolare Guccini…

Samantha scende le scale di un policentro attrezzato comunale,
trentanni e poi l’ appartamento sarà suo, o meglio,
dei suoi genitori che ogni mese devono strappare il mutuo da uno stipendio da fame,
ma Milano è tanto grande da impazzire
e il sole incerto becca di sguincio, in questa domenica d’ aprile,
ogni pietra, ogni portone ed ogni altro ammennicolo urbanistico,
ma Samantha saltella, non sa d’ avere lunghe gambe da cervo
e il seno, come si dice, in fiore, teso, sopra a un corpo ancora acerbo
e Samantha, Samantha ancora non sa d’ avere un destino da modella
e corre allegra lungo i graffiti osceni delle scale quasi donna, quasi bella.

E fuori: Milano muore di malinconia, di sole che tramonta là in periferia,
di auto del ritorno, famiglie, freni e gas di scarico.
Lontano il centro è quasi un altro mondo, San Siro un urlo che non cogli a fondo,
ti taglia un senso vago di infinito panico.
Spunta un gasometro dietro a muri neri, oziosi vagolano i tuoi pensieri
e in aria il cielo è un qualche cosa viola carico…

Andrea è giù nel cortile, jeans regolari e faccia da vinile,
giacca a vento come dio comanda e legata al polso la bandana, un piede contro al muro e lì
l’ aspetta perchè vuol parlarle, niente, forse d’ amore, ma non sa che dire,
con le parole quasi lombarde che non sanno uscire
e si accende rabbioso una Marlboro di alibi
e si guardano di sbieco, appena un cenno istintivo di saluto,
ma a Samantha batte il cuore da morire mentre Andrea rimane muto;
e lei ritornerà con le MS per suo padre steso davanti a qualche canale
e lui mediterà al bar dietro a una birra che la vita può far male…

E Milano sembra che sia li a abbracciarsi quei due che non sapranno più parlarsi,
solo sfiorarsi in un momento vago e via.
Samantha presto cambierà quartiere per un destino che non sa vedere,
e Andrea diventerà padrone d’ una pizzeria.
Ed io, burattinaio di parole, perchè mi perdo dietro a un primo sole,
perchè mi prende questa assurda nostalgia?