Non ne posso più

Visto che quotidianamente la stampa italiana dà spazio alle voci di personaggi dalla dubbia moralità che parlano tutti i giorni dei massimi sistemi senza saperne nulla, che si permettono di dire al nostro Presidente della Repubblica cosa è giusto e cosa è sbagliato, che pontificano partendo dalla loro bassezza interiore… forse dovrei proprio smettere di leggere i giornali italiani. Ho una specie di regurgito quando vedo quanto spazio sia dato a questi signori, spazio che non hanno nessun diritto di occupare, se non forse in un trafiletto a parte, visto che non rappresentano nessuno. In particolare in una nazione come l’Italia dove se tutti fossero davvero cattolici (nel senso di amare e rispettare il prossimo), sarebbe l’arcadia e la terra promesso, dove invece mi sembra che abbondino le frodi, le violenze, l’evasione fiscale, il raggiro. Non ne posso proprio più di leggere di questi signori, basta vi prego giornalisti, di cosa ne pensi il Vaticano, uno stato estero, su condizioni italiane non ce ne frega nulla. Ed allo stesso modo la CEI (vescovi italiani), pensassero a far del bene al prossimo, ai poveri, ai bisognosi, agli immigrati, agli ultimi della terra, invece che alle coppie di fatto, volendo togliere loro il diritto a vivere, ad amare.

Ma questi signori il Vangelo lo avranno letto mai una volta in vita loro ? Io ne dubito fortemente.

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Calzone ripieno

Io mi rendo conto che in cucina non sono male, ma ieri sera mi sono meravigliato di me stesso, quello che pensavo uno scatafascio si è rivelato un successo incredibile. Di una bontà quasi superiore a quella pizzaiolo sotto casa a Napoli, provare per credere ; ) In ogni modo ho fatto un calzone (gigante), ricotta, mozzarella, funghi, pepe nero e salame (di alce!).

Buon appettito!

Il migliore dei mondi possibili

Ci sono giorni, che a volte possono essere pomeriggi o mattine in cui sento un’inquietudine dentro che mi prende il petto e mi si gonfia dentro. Quante volte guardo fuori e vorrei capire di più su tutta questa vita confusa, sulle rinuncie e sulle conquiste, sul dover sapere accettare e sul doversi fare accettare. Su questa vita che va tutta vissuta come un grande teatro, o una giostra che a volte va troppo veloce oppure che a volte si ferma troppo presto, quando vorresti fare almeno un altro giro.

Come nel film "Mediterraneo" a volte penso proprio che una vita non è abbastanza per tutte le cose che vorrei fare. Camminavo ieri e pensavo a come alla fine ciò che sono, ciò che sarò, è tutto frutto di una combinazione continua, che ognuno di noi si sforza al massimo di indirizzare secondo le proprie volontà. Eppure ci sono milioni e miliardi di mondi possibili lì fuori. vorrei essere sicuro come Leibnitz che questo sia proprio il migliore dei mondi possibili.

De andras liv

Ovvero "La vita degli altri" (immagino questo sia il titolo in italiano), è un film che mi ha colpito moltissimo ieri sera. L’ho visto tra l’altro in lingua originale (tedesco), con sottotitoli svedese, ma direi di aver capito quasi l’80% ; ) Il film parla di un artista ascoltato dalla polizia segreta, la STASI, e del responsabile dell’operazione, un convinto sostenitore della causa del socialismo, che proprio per questo, visto come si comportano i suoi superiori… beh, non vi rovino il finale! In ogni modo ve lo consiglio davvero, molto interessante in particolare come analisi storica sulla Germania dell’Est e sopratutto su come un’utopia come quella del comunismo sia stata trasformata dagli uomini nella realtà.

Notiza fantastica

Sto ancora a ridere a pensare alla faccia degli imprenditori forzitalioti sorrentini buggerati in questo modo dal loro capo bastone. E poi la frase finale del nano pelato, ragazzi eleganti (forse perchè sono figli di papà?) e belle ragazze (perchè le donne non possono essere intelligenti giusto ?).

Tutto questo non c’è nelle assemblee di sinistra, e ci mancherebbe altro, NOI, per fortuna, non vi assomigliamo per niente.

Aria d’inverno

C’è un silenzio irreale in laboratorio in questo momento. Sono le 21:00 della sera  ed abbiamo -14°C fuori. Tutto è immobile e fermo come l’aria gelida e pungente che mi attende all’esterno. L’ambiente sembra fermo in questi giorni anche se la vita continua come sempre, con le persone in bici, le strade sempre percorribili, le scuole e le Università che continuano come al solito. Ma la natura, la natura è immobile e la senti e la avverti ferma, quasi in attesa con gli occhi chiusi sotto la neve che aspetta, e finalmente può addormentarsi. Gli unici uccelli sono le papere che contente camminano sul fiume ghiacciato, gli uccelli sono molto pochi, nessun insetto, gli alberi fermi e spogli, ghiacciati.

L’aria è quella che sorprende di più, immobile, ferma, freddissima che ti entra nel naso e ti ghiaccia la pelle. Eppure si riesce a camminare, fa anzi quasi piacere farsi una passeggiata sulla neve, che ti invita a pensare ed ovatta tutti i pensieri.

In bici d’inverno

Generale inverno è ormai arrivato e mi sa che stazionerà da queste parti, anche se non per troppo tempo quest’anno. Nevica da sabato, e stasera siamo arrivati a -12°C, ed io ero in bicicletta. E’ molto strano pedalare sulla neve che si è ormai solidificata completamente, sentire l’aria, fredda ed immobile che ti punge la faccia e te la fa diventare di pietra, tanto che dopo un pò fa male, te la senti quasi bruciare. Nonostante i guanti da neve anche le mani hanno iniziato a farmi male dopo un pò, ma per fortuna il tragitto da casa al lavoro non è molto lungo. In ogni modo l’anno scorso non sarei mai riuscito a farcela, è proprio vero che ci si abitua a tutto, anche perchè c’è da considerare che ero anche senza sciarpa… ma domani me la porto mi sa!