31 Dicembre 2006

Mentre il sole scende piano in queste giornate illuminate da una luce infinita, forte e potente, mi ritrovo in questa stanza poco illuminata a pensare a me stesso ed alle cose che sono successe, a quelle che succederano, a questa vita che scorre come un fiume in piena portandoci in posti e luoghi inattesi. E’ bello vedere la luce scendere piano e sentirsi avvolti da una luce calda ed arancione, quasi come se fosse una sciarpa da portare addosso in un giorno pieno di vento.

Mi immagino una spiaggia lunga e ventosa, il cielo azzurro e la sabbia bianca. Mi piacerebbe camminare sotto un sole che non scalda con una sciarpa rossa al collo. E farei una foto in bianco e nero con un filtro rosso, e poi lascerei colorato solo un pezzo di tessuto, in alto a destra dove le onde si incontrano leggere con la terra, al confine del mare.

E’ passato un anno intensissimo e tutte le scelte che ho fatto mi hanno poi ripagato di quello che volevo, tutte nessuna esclusa. E mi ritrovo qui, in questo dicembre caldo come una primavera, a pensare ad una stupenda bionda fanciulla, l’unica che sia mai riuscita a rendermi davvero felice, chiudo gli occhi e lei è qui nel mio cuore.

Guccini canta in quest’aria ferma che odora di zafferano, il cielo è quasi amaranto ormai.

Il mare d’inverno

E’ incredibile come possa fare caldo in questi giorni qui a Napoli, un caldo bellissimo ed avvolgente, che ti permette di girare solo con una felpa leggera, nelle strade inondate da una luce calda e rossa, una luce che riscalda anche il cuore.

Sono stato ospite da un mio amico a Salerno in questi giorni, e devo dire che è stato incredibilmente gentile e carino, sono davvero commosso per le attenzioni che mi ha riservato, ma che bello! Siamo stati in giro, quindi stamattina sulla spiaggia di Paestum, dove in pratica si poteva rimanere in maglietta a maniche corte. Mi sono perso a camminare sulla spiaggia solida e deserta, lunghissima e dai tratti ondulati, mi ricordavano i fianchi di una donna. Il mare si muoveva piano, di un blu intensissimo, quasi senza onde, mentre la risacca andava e veniva in maniera ritmica. Adoro il rumore dello scroscio delle onde sulla battiga, i colori della sabbia nel cielo invernale, il silenzio e le strutture estive abbandonate sulla spiaggia, i ricordi di estati che erano e la speranza di altre che saranno. Adoro camminare in riva al mare in inverno, e lasciarmi avvolgere da quell’atmosfera un pò triste, un pò nostalgica del mare d’inverno.

Nel cielo solo gabbiani sparsi e piccole nuvole veloci.

Incontri

In una piazza dei Martiri soleggiata, con un’aria quasi tiepida a sfiorare le guance, incontri una persona dallo sguardo magnetico e volitivo, e ti ci perdi a parlarle, come se lo avessi sempre fatto. E si finisce per scoprire che anche quando la luce scende leggera sulla villa comunale le parole continuano a volare intorno a noi, come se non dovessero mai andare via. E scorrono parole e sorrisi, dietro due esistenze divise ma non per questo diverse, cose se ci fosse un tratto comune dietro le cose e le persone che sentono sentimenti simili.

E poi la villa si accende di luci fiochi e luci gialli dentro le fontane, mentre una Luna esattamente mezza mezza passeggia in un cielo incredibilmente blu. Ed allora sei anche contento di mostrare un messaggio dolcissimo appena arrivato, e sei contento perchè vedi gioia negli occhi, e sai che sei capito, e sai che la vita scorre in ruscelli che si incrociano ad ogni curva, e poi quando arriva al mare non puoi più sapere da dove l’acqua era partita, anche perchè alla fine capisci che la cosa non ti interessa affatto.

Le vite si separano sempre in una stazione o ad una fermata di autobus,  ma ormai piccole parti si sono mischiate, ed arriveranno da qualche parte, insieme, perchè ogni incontro è una crescita, e se dietro c’è un sorriso intelligente è ancora meglio.

Emigrazione

Mi sono chiesto molto spesso nell’ultimo anno cosa voglia dire "emigrare", cambiare luogo ed iniziare a costruire una nuova vita in un posto lontano da quello che ti ha visto crescere, quindi dal posto in cui ti sei formato ed in cui ci sono i tuoi affetti "iniziali". Ho conosciuto diverse persone provenienti da diverse parti del mondo e quindi con storie molto diverse alle loro spalle. Ho conosciuto esuli iraniani scappati dopo la rivoluzione, ragazzi serbi che per poter avere una vita migliore hanno dovuto prima trovare il modo di avere un passaporto UE, indiani con alta scolarizzazione che vivono e lavorano 16 ore al giorno all’Università con l’idea di tornare, giapponesi che volevano vedere l’Europa, ed ovviamente tanti italiani. Chi arrivava per seguire la fidanzata, chi non aveva niente in Italia e si è trovato un lavoro onesto, chi invece continua a girare per l’Europa come cuoco e che quando arriva in Italia inizia a gridare "eccoci a casa".

In legame con le origini è una cosa molto forte, e che in fondo ci porta a ricordare come "migliore" i Natali di quando eravamo piccoli, o qualunque cosa abbia occupato la nostra adolescenza, penso sia una cosa normale. E poi c’è chi va via perchè vuole una vita migliore, perchè trova se stesso in un posto diverso da quello in cui è cresciuto. Quindi non rifiuta nulla di quello che lascia dietro le spalle, ma che semplicemente ha trovato la felicità altrove. Ognuno ha il diritto di vivere la propria vita dove gli pare, ma soprattutto dove trova le migliori condizioni di vita, per la sua vita.

Noi, io siamo "emigranti" fortunati, che in fondo lo fanno solo per trovare qualcosa in più, non perchè morivano di fame in patria. Ho conosciuto immigranti italiani che lavoravano negli anni ’50 come operai, ed ho rivisto nei loro occhi il "dolore" per il distacco. Ma non chiamateci ingrati perchè non vogliamo tornare, non dite che non amiamo la nostra patria perchè le vediamo dei difetti, così come li vediamo in quella che ci ospita per adesso. E non diteci che la vera felicità è vivere in un posto che non ci rende felice, non diteci che l’Italia è il posto migiore del mondo, perchè non esiste un posto migliore in assoluto, ma solo quello in cui siamo felici, ognuno di noi.

Dedicato non solo a me, ma a tante persone che conosco e che si trovano a vivere "spezzati".

Ricordi dei Natali passati

A guardare nei ricordi sembra ancora ieri che salivo su una sedia per guardare i treni da dietro alla finestra un cortile grande. Ed allora tutto mi sembrava andasse bene, tutto mi sembrava andasse bene tra me e le mie parole, tra me e le mie parole, e la mia anima.

Il Natale allora sì che era una festa vera, cominciavo ad aspettarlo quattro mesi prima i regali mi duravano una settimana, ero solo un bambino.

p.s. le parole non sono mie.

Universi paralleli

Ci sono delle cose che continuo a non capire, e che forse continuerò a non capire mai. Sto cercando di uscire da questo stato di catalessi che non mi aiuta nemmeno a riposarmi, e si che ne avrei bisogno considerando l’iperlavoro delle scorse settimane. Rimango così in sospeso tra le luci dell’albero di Natale, il tempo ed il pomeriggio vuoto e perso, inutile. Come se poi di tempo ne avessimo di infinito, come se tanto poi possiamo sempre fare le cose un’altra volta.

Mi sembra di essere capitato in un universo parallelo.

p.s. dimenticavo, buon Natale a tutti.

p.p.s aggiunto : meno male che stasera fanno "Una poltrona per due", mi sa sempre ridere quel film 😀