Dove eravamo rimasti

Domenica scorsa spendeva un sole incredibile, il lago era completamente ghiacciato da poterci camminare sopra senza problemi, e le temperature erano di molto al di sotto dello zero. Adesso siamo a +2, c’é fanghiglia ovunque e cielo scuro. Sicuramente questo inverno avrá altri colpi di coda, ma per il momento siamo qui, a guardare questa pioggererellina che si ferma sui vetri. Troppo sporchi ma anche inutile pulirli fino a quando non arriverá la primavera. Per il resto sono stato quasi sempre qui a Stoccolma, a parte un giorno a Brussels. Anche se forse dovrei dire all’aeroporto, visto che sono atterrato, ho iniziato le riunioni e poi sono ripartito in serata. Dopo i tanti voli e viaggi dello scorso anno, questo piccolo periodo stanziale mi sembra quasi una vacanza, un modo per fare cose a cui non avevo dato peso da tempo, e ritrovare un ritmo quasi normale. Intanto i giorni si allungano a vista d’occhio. La primavera ci metterá almeno 3-4 mesi ad arrivare, ma in qualche modo, é meglio cosi.

Cronache di Istanbul

Le giornate ad Istanbul sono passate veloci, anche se con diversi episodi interessanti. A parte le due scappate in cittá, a passeggiare tra i vicoli del Corno d’Oro, entrare nella Moschea Blu, guardare l’Hagia Sophia ed il Topkapi da fuori. E poi all’improvviso si fa notte, e mentre scende un tramonto rosso infuocato sul bosforo i muezzin alzano le preghiere verso il cielo. Istanbul mi ha davvero dato l’idea di essere un posto tra Oriente ed Occidente. Sembra una banalitá, eppure vedevi per strada persone di tutti i tipi, ragazze in minigonna ed altre coperte. Case che sembravano potessero star bene a Parigi ed interi quartieri che sembrava di essere di nuono ad Amman. L’atmosfera mi ricordava, in qualche modo, l’Italia degli anni ´80, ma poi passavi attraverso quartieri pieni di grattacieli che nemmeno in America. E poi questo stretto lembo d’acqua che separa due continenti, due storie e due civitá. Fa davvero impressione pensare a quanta storia ne era passata. Una cosa che mi ha colpito é come pochissimi, quasi nessuno, parlasse inglese. I tassisti guidavano come se non ci fosse un domani e cercavano di fregarti quanto piú possibile, nel mezzo della cittá alcuni ragazzi fermavano i passanti cercando di fare “il pacco”. E poi il cibo, assolutamente incantevole, delizioso, buonissimo. Ho mangiato cosi tanti dolci da sentiermi soddisfatto almeno fino a Pasqua…

Continuare il viaggio

Parti, voli, atterri e sei in Europa, almeno geograficamente. Poi passi un ponte, li sotto città, chiese e moschee, e sei in Asia. Un panorama da toglierr il fiato. Adesso interno di un albergo nel mezzo del centro commerciale / affari di questa metropoli da 15 milioni di persone. Arredamento stile matrimonio alle pendici del Vesuvio, forse un pochino più kitsch. Bellissime stanze moderne ed eleganti peró, strano contrasto. Ragazzi in tuta che bevono tea nella reception, ragazze vestite con la stessa sobrietà delle subrettes di telecafone, mr. B potrebbe trovarci la sua nuova fidanzata. Fuori è notte. Io intanto mi guardo intorno e continuo ad essere felice che il mondo sia così grade e vario.

Generale inverno

Ed ora eccoci qui, a guardare ancora questo lago diventare ghiaccio. Stamattina -11, era un poco di tempo che non vedevo,queste temperature. Il freddo sulla faccia, l’aria tersa, pulita, praticamente immobile di questo grande nord che ti guarda con aria indifferente.

Tromsø ancora tu

Non pensavo ci sarei mai tornato. Erano esattamente due anni fa, e venni qui su, oltre il circolo polare artico, nel nord del nord della Norvegia, per una riunione di lavoro. Ed da ieri eccomi qui di nuovo, stavolta per vacanza. Le sensazioni sono simili, il buio della notte artica, questa luce blu riflessa dal sole dietro l’orizzonte che fa capolino verso mezzogiorno, questo senso di essere quasi su un altro pianeta. Tromsø ha dei paesaggi incredibili, montagne, fiordi, neve su neve, ma è anche un centro piccolissimo, dove dopo un giorno hai praticamente visto tutto quello che c’era da vedere. Si organizzano poi qui tantissime escursioni all’aperto, bellissime, anche se il prezzo medio è dai 170 euro a persona a salire. Si arriva tranquillamente a 1000 euro per qualche giorno alla ricerca dell’aurora boreale. La Norvegia resta infatti un paese carissimo, dove una cena non costa meno di 50 euro a persona per un piatto singolo senza vino, ed una pizza veleggia verso i 30 euro. In ogni modo ieri notte abbiamo fatto una escursione notturna con slitta di husky nelle montagne alla ricerca dell’aurora boreale. I cani erano bellissimi, molto ben addestrati, ma dei pazzi furiosi quando si gettavano nelle curve o in discesa. Il tragitto completamente sconnesso, insomma molto divertente ma anche molto selvaggio. L’aurora la abbiamo vista, anche se era un pochino debole. Rimane questa senso di wilderness incredibile, questa sensazione di essere davvero arrivati quasi alla fine del mondo.