Campagna

E’ una giornata di nuvole bianco panna, gonfie e leggere, insomma una giornata quasi normale, con l’aria frizzantina che passa tra gli alberi e la pelle mentre cammini. Da qualche giorno ho anche iniziato a correre, cioè fare jogging come si dice. Devo ammettere che è un gran piacere, soprattutto dopo le prime volte quando mi sono accorto di essere abbondantemente fuori forma. Mi piace girare per le strade del quartiere, ovviamente silenziosissime, passare attraverso i parchi e fermarmi a guardare il sole che tramonta dietro il bosco. Le campagne sono stracolme di fiori e di grano maturo, che dà al paesaggio un colore giallo che si mischia con il verde delle campagne. Ogni tanto spunta in lontananza una casa di legno rosso con le finestre bianche, tutto così, fino all’infinito.

Bergman

E così oggi è andato via il più famoso regista svedese, come penso abbiate letto un pò su tutti i giorniali. Tra l’altro era di Uppsala, ed una volta mi hanno fatto vedere il cinema dove, da bambino, andava a guardare i film invece di andare a scuola, o almeno così mi hanno raccontato, chi sa se sia vero. Credo proprio che allora sia per me il momento di guardare alcuni suoi film (che tra l’altro ho a casa), tra cui Fanny ed Alexander, che, guarda caso, è proprio ambientato qui ad Uppsala.

Viveva da solo, da anni, in una piccola isola al largo di Gotland, l’isola di Fårö. Incredibile come il suo nome da queste parti abbia una vera e propria aura di leggenda. Quando parli di lui le persone hanno un tono molto "rispettoso", il che mi sembra anche un pò strano per il solito modo svedese di essere (esteriormente) molto informali nei confronti di tutti.

Era tra i registi preferiti di Woody Allen, di cui sono ho visto e rivisto quasi tutto, e quindi questo gioca in suo favore. In molti film di Woody, tra l’altro, ci sono continui riferimenti a Bergman come quando in Annie Hall stanno per entrare al cinema a vedere un suo film, arrivano tardi e lui non vuole più entrare perchè ha perso i titoli di testa, ed Annie gli dice : "Ma sono in svedese!" 😀

Giorni

Casa finalmente sembra tornare ad assumere un aspetto decente, mi rimangono solo da sistemare le ultime piante, ma penso proprio di aver bisogno di qualche vaso nuovo. E’ incredibile come alcune delle mie piante crescano ad un ritmo vertiginoso, i gerani che mettono tantissimi fiori nuovi, altre che se ne escono con tantissimi nuovi rami, talmente tanti che devo tagliarne una parte, altrimenti mi sembra proprio che la pianta non ce la faccia più!

Intanto il tempo si alterna tra pomeriggi fantastici come ieri, con il sole che tramonta lento verso le 22:00 a mattine come questa, dove l’unica cosa che si vede dietro le tende è pioggia spessa e grigia, che nasconde tutto alla vista, come se non esistesse più il mondo di fronte.

Mi sento ancora un pò stanco dalle vacanze, ma piano passerà, come i giorni che si succederanno agli altri giorni.

Ordine e disordine

Vivo in questa casa da circa un anno e mezzo, ma è incredibile la quantità di roba che sono riuscito ad accumulare, e soprattutto di cose spesso inutili. Quindi, considerato che sono uno molto ordinato e noioso, mi sono fatto prendere dai cinque minuti della casalinga, ed ho svuotato un intero ripostiglio, con la tragicomica intenzione di mettere ordine. Per non dire che poi me ne sono andato anche all’Ikea prima per comprare dei cassettini ed al. per mettere tutto meglio in ordine con rispettive targhette.

Beh, i cinque minuti della casalinga sono diventati quasi tre ore, ho finalmente montato i cassetti dell’Ika, spostato le mensole perchè altrimenti non ci entravano, svuotato tutto ed ora il caos regna sovrano nel soggiorno, con tutte le cose tolte ora sparse in giro. Poichè la notte porta consiglio però mi sa proprio che ci penserò domani!

Ed il cielo è sempre più blu

E mentre il cielo splende azzurrissimo sulla Svezia, mi ritrovo in una Uppsala ancora quasi semideserta per le vacanze estive, che qui terminano la settimana prossima. Intanto mi guardo intorno, riprendo il controllo dei miei fiori e delle mie piante, che sono cresciute a dismisura, e torno a cucinare, pulire, ordinare, insomma vivere. Ieri sera verso le 21:00 era ancora pieno giorno, e faceva quasi freschetto, ma sono sceso comunque a mezze maniche per passeggiare nel bosco vicino. ho riempito i polmoni di aria fresca e di colori da tramonto, ho camminato e visto persone passeggiare e correre, approfittando delle bellissime giornate.

Tutto appare simile e conosciuto, eppure ogni volta diverso negli angoli che riscopro intorno casa mia. Le persone le stesse, con i loro pregi ed i loro difetti, insomma come me, un pò come tutti. E’ un ritorno alla normalità leggero, preso piano, quasi a non frenare bruscamente.

Caldo

Dopo la bellissima vacanza in Toscana ed Umbria siamo ancora a Napoli come da programma, e l’unica cosa che riesco a pensare è a questo caldo asfissiante che permea l’aria, la rende irrerispirabile, densa e fumosa come una coltre attraverso la quale è difficile passare. Tutto mi sembra fermo ed immobile, in quest’atmosfera incredibile, densa e piena. L’unica cosa che avverto è una patina di sudore (fa un pò schifo mi rendo conto), che mi avvolge la pelle e mi impedisce di dormire.

I rumori delle case vicine di notte sembrano frastuoni lontani che riverberano nell’aria calda, quasi rifrangendosi in mille onde lente, lentissime. Televisioni lontane che filtrano con le loro luci bluastre nella notte, macchine che passano veloci e bambini che piangono. Adulti che cercano un pò d’aria fuori ai balconi in canottiera, o più spesso in mutande. Tutto sembra immobile nell’attesa che l’aria cambi, sembra un altro mondo, come se fosse un altro pianeta.

Il caldo ferma tutto, immobilizza quasi anche l’anima.