Inizio di estate

Mentre i giornali locali parlano di tempo tropicale, le giornate si sono fatte luminosissime, e soprattutto molto, ma molto calde. Mi sembra quasi strano di stare qui a casa con tutte le finestre aperte per far rinfrescare le stanze, affacciarmi e sentire, o almeno immaginare, l'odore del mare qui vicino. Le persone hanno iniziato le vacanze estive, c'é meno traffico, i mezzi pubblici hanno ridotto le corse e sembra quasi, che come ogni luglio, si cerchi di tirare i remi in barca. Chi sa dove poi andrá questa nave, ma questa é tutta un'altra storia.

Una domenica lieve

In questi giorni sto cercando un attimo di riposarmi. Con l'arrivo delle vacanze estive in scandinavia, tutto si rallenta, e quindi si riesce finalmente a dormire qualche ora in piú. Oggi ho deciso di scendere a farmi un giro a piedi, ed alla fine ho camminato per circa 3 ore e mezzo, incredibile. Ho quasi fatto il giro completo di Kungsholmen, fermandomi nei parchi, camminando lungo la riva del lago, guardando le persone. La domenica pomeriggio é scorsa lieve, con una carezza data piano prima di andare a dormire.

Una cittá per cantare

É passato un altro midsommar, con le feste intorno ai pali, le mangiate, le risate, il fresco della sera che ti si stringe intorno alla pelle, le felpe da indossare quando cala il sole. Ed intanto il mondo gira, da adesso le giornate si accorceranno, tutto torna come prima, piú di prima. Perché é tutto un viaggio. E va bene cosi .

La tempesta

Negli ultimi due giorni Stoccolma é stata colpita da temporali fortissimi, che duravano un battere di ciglia, per lasciare poi il posto al sole. E poi di nuovo, dopo meno di un'ora, acqua a catinelle. Ad un certo punto, martedi, il lago qui di fronte ha iniziato ad agitarsi in una maniera incredibile, si sono addirittura formate delle onde che sbattevano contro la strada qui vicino. Una cosa che non ho mai visto in Svezia dopo tanti anni. La pioggia era cosi forte che formava un muro d'acqua, bloccando la vista alla sponda di fronte. Poi, dopo circa un'ora, sono uscito da un caffé, e c'era un sole splendente, lucido, che illumava le vie e le persone di una luce viva, calda. Ce ne era bisogno.

La linea d'ombra

Ti ricordi, quando c'era un tempo in cui ascoltavi "Rimmel" con me, in un auto mentre fuori faceva freddo. E ti stringevi forte a me per sentire il calore, per sentire che eravamo due persone. Eravamo solo dei ragazzini che guardavano a quel mare, e pensavano al futuro. Poi la vita ci ha presi, le convenzioni, la letteratura é rimasta nei libri, ed i pomeriggi della domenica dopo pranzo hanno avuto il sopravvento. Ci siamo persi, tu mi hai perso ed io ho perso te. Abbiamo perso tutto ed io non l'ho piú ritrovato. Ho ancora quella foto in cui tu sorridevi e non guardavi, a volte mi passa sotto gli occhi come il ricordo sfumato di un'esistenza che non é mai esistita. Ora sono qui, con la vita che mi passa accanto, e vorrei per un attimo parlare con quel ragazzo, sentire i suoi sentimenti che erano ancora puri, che aveva ancora degli ideali, e vorrei rubarglieli per portarli nella mia stanza vuota. Qui la musica mi passa piano dentro, ma é come se non la sentissi. Non sento piú nulla, sono come anestetizzato, senza dolore, ed anche senza gioia. Non si puó sentire, non si puó amare, non si possono avere sentimenti, perché non ne vale la pena. Tutto va calcolato, pensato, giocato su confini strettissimi, perché in fondo c'é un baratro. Le incomprensioni, la tensione, la voglia di voler bene, di sentirsi voler bene, é tutta un'illusione, é tutto un volere cose che non esistono. Perché ognuno ha paura, ognuno sente la propria individualitá come forte, possente, e non ci sono perdoni, non c'é il tornare indietro, non c'é niente, niente. Anche il cielo mi appare vuoto, senza stelle. Mi sembra di viaggiare in un universo cieco e buoi, senza parapetto ma allo stesso modo non cado. Rimango in equilibrio su una linea d'ombra che non vedo, e mi chiedo se é perché non esista, o se é perché forse solo non la voglio vedere.

La rifrazione

Oggi ho pensato molto alla vita, in generale. La pioggia cadeva forte su Stoccolma, quasi come se interi fiumi stessero cadendo dal cielo, mi sembrava di vivere sotto una cascata, e guardavo il mondo attraverso la rifrazione dell'acqua. La vita é un processo continuo, di cambi e ritorni, dove spesso continuiamo a fare gli stessi errori. A volte bisogna avere il coraggio di guardarsi dall'esterno, per capire quanto sbagliati siamo, quanti errori, quante cose fatte di fretta perché il domani incominci giá oggi.