The road not taken, Robert Frost

Two roads diverged in a yellow wood,
And sorry I could not travel both
And be one traveler, long I stood
And looked down one as far as I could
To where it bent in the undergrowth.

Then took the other, as just as fair,
And having perhaps the better claim,
Because it was grassy and wanted wear;
Though as for that the passing there
Had worn them really about the same.

And both that morning equally lay
In leaves no step had trodden black.
Oh, I kept the first for another day!
Yet knowing how way leads on to way,
I doubted if I should ever come back.

I shall be telling this with a sigh
Somewhere ages and ages hence:
Two roads diverged in a wood, and I–
I took the one less traveled by,
And that has made all the difference.

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Partire, tornare, viaggiare

Ieri mattina partenza da Liverpool in treno fino a Londra. Quindi metropolitana, treno, aereoporto, aereo, auto, casa ad Uppsala. Poi oggi sono partito di nuovo, per poi tornare. Nella strada una nebbia infinita, nel cuore devo ancora guardarci.

Liverpool numero due

Ieri ho fatto un lungo giro della citta’, passando da una parte all’altra, camminando e camminando come si fa quando si e’ in vacanza. La citta’ mi appare come un residuo post-industriale caratterizzato da alcune parti interessanti ed altre molto sporche e brutte. Il water-front e’ molto bello e moderno, con grandi edifici in vetro che si specchiano nell’acqua del mare, e l’oceano lo senti li vicino, con il vento impetuoso che passa tra i capelli, quella luce gialla di sole invernale che si riflette tra mille piccole onde. Tutto molto bello, ed anche molto intenso, mi ha dato il senso di una citta’ di mare, di mare del nord.

Il centro ricorda molto quello, come ho anche gia’ scritto ieri, quello di tante citta’ inglesi di provincia, senz’anima. Poi ieri era anche venerdi, e quindi non potevo non farmi mancare il fantastico spettacolo delle inglesi in minigonna ascellare e tacco vertiginoso, una delle cose assolutamente piu’ caratteristiche di questa nazione che tanto mi affascina in ogni modo. Devo dire pero’ che non c’erano troppi ubriachi in giro, ma forse sono anche tornato molto presto, vista la stachezza che si e’ accumulata nelle scorse settimane.

Altre cose da vedere in giro sono le due cattedrali della citta’, entrambe molto moderne, sia quella anglicana, in pietra rossa degli inizi del ‘900 che quella cattolica, ipermoderna. Sono poi unite tra di loro da una via che si chiama "via della Speranza", non male come nome devo dire la verita’.

Altra cosa che mi diverte sempre molto sono le scolaresche nelle loro divise che girano per la citta’ dopo la scuola, giacca e cravatta, e colori e stemmi diversi a seconda della provenienza, ci mancava solo di incontrare Harry Potter.

Liverpool

Stamattina mi sono svegliato finalmente tardi, fatto colazione poi via verso una delle tante stazioni di Londra, dove un treno mi ha portato a nord, a Liverpool. La citta’ dei Beatles mi ha accolto con un bel vento gelido, ma allo stesso tempo un bel sole, che cercava di riscaldare l’aria. La citta’ in se non mi ha colpito molto, mi sembra molto una tipica citta’ inglese di provincia, e si vede subito dai negozi delle vie del centro, e soprattutto dalle persone che si vedono in giro. Che differenza con la cosmopolita e bellissima Londra, davvero incredibile come il mondo possa cambiare in circa due ore di treno.

La zona del porto e’ invece stata rinnovata da poco, ed i docks sono davvero molto belli, con negozi e bar direttamente sull’acqua, ristoranti moderni e poi una "Tata gallery", che ho anche visitato. Per il resto e’ stata una giornata importante per me, poi un giorno, forse, spieghero’ anche il perche’. Ora ci sono troppe parole che si affollano l’una sull’altra.

London numero cinque

E cosi oggi il congresso e’ finalmente finito, e stranamente sono riuscito ad arrivare nel mio albergo verso le 15:00, in una Londra illuminata da un sole rosso arancione, il cielo chiaro, il vento freddo per le strade affollate. Il mondo continua a girare, ed io lo guardo da questa finestra di un albergo della city, mentre i taxi passano intorno, e la vita scorre, come un fiume senza argini.

Londra numero quattro

Questi due giorni al congresso sono stati abbastanza lunghi e sfiancanti, ma devo dire niente se li paragono al fine settimana. Solo oggi il primo seminario era alle 7:00 del mattino, quindi sveglia alle 5:00, taxi e poi solo adesso sono finalmente in albergo cercando di riposarmi un attimo. Il congresso si trova nella zona dei docklands, ed e’ davvero impressionante vedere questa gigantesca zona industriale completamente rimodernata, le gru gigantesche, e poi il fiume che scorre veloce verso il mare, circondato da casa in mattoni, che una volta erano probabilmente dei depositi. Londra mi sembra sempre una citta’ dalle mille facce, dove tutti i popoli si incontrano, dove ad ogni angolo puoi vedere qualcosa di diverso, dai ristoranti eleganti di Chealsea dove eravamo ieri, passando per le zone dei turisti, alle banche, gli uffici, i monumenti, la storia. Ieri, oggi e domani.

Londra numero tre

Ieri altra giornata particolarmente intensa, visto che dovevo dare un’altra presentazione, questa volta di fronte a tutti i delegati della company, non solo la parte medico-scientifica. Quindi era molto interessante l’idea di usare un registro diverso per comunicare dati scientifici. Devo dire che se ero contento per come era andata sabato (ma insomma niente di speciale), ieri pomeriggio mi sono sentito come in uno stato mentale assolutamente perfetto, e non mi riesco a spiegare il perche’ onestamente. Quindi sono salito sul palco sotto i riflettori, davanti qualche centinaio di persone, ed ho iniziato a parlare e tutto scorreva fluido, il pubblico rideva alle battute proprio dove avrebbe dovuto, per non parlare degli applausi avuti quando il alcune slides ha fatto la comparsa il "mio amico italiano" suoer-Mario, che cresceva o diminuiva a seconda degli studi clinici (compreso di musichetta scaricata da internet).

La sera altra cena, in un bellissimo ristorante di Chelsea, e poi per finire una birra al pub con i colleghi, e poi finalmente a nanna.