Tra due mondi

Non che normalmente non viaggi molto, anzi, ma in questo periodo mi sono trovato un attimo da un continente all’altro anche per lunghi periodi. Mancavo da Stoccolma da circa un mese e mezzo, passato per lavoro tra il Cairo, Dubai, Amsterdam, Osaka, Casablanca ed Istanbul. Il giro del mondo in meno di ottanta giorni. Ieri pomeriggio atterro a Copenhagen ed attraverso lo stretto per arrivare a Malmö. Mi sembra come di riconoscere molte cose, tante mi sono familiari. Altre mi colpiscono, quasi come non avessi passato circa dieci anni della mia vita in Svezia. Stoccolma questa mattina mi accoglie con una giornata piena di sole, gli alberi verdi ovunque, le campagne dall’aeroporto fino in cittá piene di fiori. La luce e le nuvole, non le vedevo da un poco. Ancora una volta questo senso di familiaritá ma anche di sorpresa. Mi ritrovo sospeso tra due mondi, in bilico.

Un altro finale

E cosi ieri sera é anche finito dopo sette anni “Mad man”, probabilmente la serie televisiva drammatica piú bella che abbia visto. Almeno per me. E cosi stasera, in una stanza d’albergo che risuona dell’incessante traffico del Cairo, ho chiuso le tende, abbassato le luci, e guardato l’ultimo capitolo. Se non lo avete visto ancora, beh meglio non continuare. É un finale molto dolce, ed allo stesso modo un attimo melanconico. Don, dopo aver ripetuto gli stessi errori tante volte, si ritrova a far pace con se stesso, anche se a difficoltá. E non conta chi lui sia sulla carta, tutto quello che é successo, un nuovo giorno puó essere un giorno nuovo come diceva Baglioni. Gli altri continuano le loro vite, ed alla fine, tutti, accettano se stessi. Che é poi una delle cose piú difficili da fare in questa vita. Roger trova pace finalmente con una donna della sua etá, Betty continua a fumare anche se condannata da un tumore terminale, Peggy trova l’amore, altri continuano avendo capito cosa fare dei propri errori. Ed alla fine c’é una delle pubblicitá piú famose della Coca-cola. Poco prima di finire Peggy chiede a Don se non gli interessase creare una pubblicitá per la bibita. Lui non risponde. Sará stato lui a crearla? Io penso di si. Alla fine nessuno puó fuggire da se stesso, e lui ha, forse, finalmente capito chi é.

Un fine settimana

Scende la sera sul Cairo, giovedi, é l’inizio del fine settimana. Dalla stanza d’albergo sento i rumori delle auto lontane, continuamente, senza sosta. É un fiume in piena di persone, di clacson, di gomme che si muovono tra strada asfaltate male, buche, discariche a cielo aperto e grattacieli di vetro. Persone ovunque, camioncini pieni zeppi fino alle finestre, auto di lusso. Senti che sei nel deserto quando la sera, appena il sole se ne va, la temperatura scende, e si alza quasi un venticello fresco, mentre in alto un altro aereo atterra tra le case di Nasr City.

Con vista sull’oceano

Dal Cairo si parte in una mattina calda di luce intensa, intorno solo sabbia e deserto che copre i finestrini dell’aereo. Dopo quasi sei ore, circa il tempo che ci vuole per volare da Londra a New York, atterro a Casablanca. Il paesaggio é come conosciuto, campi verdi e coltivati, alberi da frutta, grano giallo a piú non posso. Potrebbe tranquillamente essere il sud della Francia o della Spagna. L’aria é calda ma non troppo, arriva un vento dal mare. La cittá é caotica, ma molto piú pulita ed ordinata di tante altre capitali mediorientali, bei palazzi, parchi e tanto verde. Tanti giorni di riunioni, poco tempo per girare. Solo un pomeriggio mi incammino tra i vicoli della cittá antica, che sembra essere come in un altro pianeta rispetto ai boulevard del centro. Mercati per strada, bambini che corrono, vecchi che sembrano uscire da un film del secolo scorso. Poi la vista si apre sull’Atlantico, e sull’immensa moschea proprio sul mare. L’oceano é lí di fronte, blu intenso e contrasta il bianco e verde della moschea. Qualucuno cammina sull’enorme piazza in marmo bianco. Piú in lá la corniche dove la classe media vive quasi come fosse in Europa. Torno tra i banchi del mercato, mi guardo intorno e sento ancora il profumo del mare, che quasi si incunea tra i vicoli. Alla fine di un viaggio, fa sempre piacere raggiungere il mare.