Il pardino uno, due e tre

Ho finito stasera di vedere finalmente dopo tanto tempo la trilogia del padrino. A parte le grandi prove di attori di tutti, la storia è, secondo me, un’incredibile metafora del potere, di come alla fine si rimanga "soli" a comandare, e come spesso ci si perda alla ricerca di qualcosa che alla fine non vale la pena di avere. E’ poi anche interessante vedere come un italiano che queste cose le ha viste e conosciute reagisca in maniera diversa da una svedese che invece vede tutto questo come una "fiction". Per me il tutto è intriso di una tragedia profondissima, e vedo la mia terra sporca di sangue, persa e perduta. Sono frasi molto riduttive le mie, ma devo dire di essere davvero scioccato dal finale della parte terza, la solitudine di chi ha vissuto una vita intera come il padrino più potente ed il sapere di aver perso tutte le cose più care, nonostante alla fine si abbia vinto su tutti i fronti.

Assolutamente tre film incredibili. Non ho più parole.

Fecondazione in vitro

In Sardegna la diffusione del gene della talassemia è quasi al 25%. Quindi le coppie, anche potendo avere figli normalmente, facevano la fecondazione in vitro ed i bambini nascevano sani. Adesso invece non si fa più, e si deve controllare dopo 2-3 mesi, ed in caso abortire. Ovviamente cosa fanno i cattolicissimi sardi (che probabilmente non saranno andati al voto come buona parte degli italiani) ? Abortiscono, ed il tasso di aborto è in continua salita, come ci racconta una puntata di Report di tanti anni fa.

Perchè vi racconto questa storia?

C’ ‘è una coppia con due bambini malati della stessa malattia genetica. Il più grande ha dieci anni e purtroppo non ce la farà. Il più piccolo 4 e tra un pò si ammalerà per morire anche lui. Oggi la scienza permette di prelevare cellule staminali da un eventuale altro figlio sano (dalla placenta o dal cordone ombelicale) e trapiantarle in quello di 4 anni, in modo da guarirlo. Ovviamente per fare ciò c’è bisogno di una fecondazione in vitro e selezionare l’embrione sano. In un paese cattolico (o finto tale) come l’Italia, la chiesa decide le leggi, quindi il bambino di 4 anni morirà, in Svezia, paese che della religione se ne frega, il bambino vivrà, come racconta questa notizia (in inglese). E meno male che bisognava aiutare i deboli, i poveri e gli ammalati.

Rabarberpaj

Piove, fa freddo e tira il vento, come cantava Tony Tammaro in uno dei suoi momenti di più alta poetica! Bene, iniziamo con una citazione colta oggi. Il tempo è uno schifo totale, e si prevede che continui così per tutta la settimana se non peggio. La cosa tragica è che quando qui c’è tempo brutto in estate non c’è nemmeno il sollievo della notte, che almeno il grigio non lo vedi. Qui no, essendoci quasi 20 ore di luce ormai, ci toccano 20 ore di cielo grigio, sembra quasi Blade Runner.

A parte queste amenità, ieri mi è stata cucinata da una studentessa che seguo un’ottimo "pasticcio di rabarbaro dolce" (non so come tradurre "paj", in questo caso "dolce / torta" andrebbe bene, ma non sempre credo), che me ne ha portato un pezzo visto che se ne parlava qualche giorno fa. Ottima e molto svedese in verità! A questo link la ricetta. Per chi non capisce lo svedese ( ;P ) vediamo se riesco a tradurre!

Ingredienti : 3 stecche di rabarbaro, 2 cucchiai di farina di patate, 3-4 decilitri di zucchero ; per l’impasto 3 decilitri e mezzo di farina, 1 decilitro di cocco in polvere, 1 dl di zucchero, 150 di burro o margarina.

Preparazione : tagliare il rabarbaro in pezzi da circa mezzo centimetro e mettere in una teglia da forno. Cospargere con la farina di patate e lo zucchero. Preparare l’impasto : unire farina, zucchero e cocco e poi la margarina tagliata in piccoli pezzi. Lavorare con le mani fino ad ottenere un impasto granuloso. Metterlo quindi sul rabarbaro e cuocere in forno a 225 gradi per 20 minuti. Va servito (fondamentale) con crema alla vaniglia o gelato alla vaniglia.

Considerando che il mio svedese non è dei migliori spero di non aver fatto troppi errori… voi provate e ditemi come viene che sono curioso! L’aspetto è quello delle foto nel link.

Immagini

Dopo la fantastica giornata di ieri ovviamente oggi ci sono di nuovo 10°C, piove e tira il vento! Comunque poichè non bisogna scoraggiarsi mai mi sono finalmente messo a sistemare le foto fatte due sabati fa, foto piene di luce e di bellezza, di questo cielo incantevole fatto di un sole che non tramonta mai. Spero di potervi così comunicare la bellezza infinita di queste notti d’estate, almeno a distanza! Tutte le foto sono state fatte tra le 22:00 e le 23:00.

1) Panorama di Uppsala dal castello (forse un pò troppo larga)

2) Il fiume in centro

3) Il fiume da un’altra angolazione

Un balcone per l’estate

Continua a fare un caldo incredibile e bellissimo, ed oggi sono uscito addirittura in pantaloncini, fantastico, davvero non si può chiedere di meglio al tempo. Poichè mi piace sempre pensare a nuove cose per la mia casa, ho pensato che era il momento di sistemare un pò il balcone, che è un posto in Svezia molto usato in estate, si cena, si rimane fino a tardi (tanto la luce lo permette) etc. Il problema è che i balconi in Svezia sono in cemento, quindi un pò freddi e si sporcano facilmente. Aggiungi poi che si gira senza scarpe in casa in quanto c’è il parquet ovunque, risulta un pò scomodo uscire sul balcone ogni volta. Sono quindi andato da Ikea, dove vendono questo "pavimento per esterni" in legno (nel sito italiano lo chiamano "pedana"), facile da pulire, comodo e caldo… ma era finito! ll commesso mi ha detto che è talmente di moda che lo hanno finito tutto per quest’anno. Non mi scoraggio e vado da un altro grande magazzino proprio di fronte, dove li trovo, un pò più piccoli in verità ma anche un pò più economici. Il problema però è che dovendone comprare di più per la stessa superfice spendo un 200 SEK in più. Visto che ero deciso li compro, vado a casa, monto… e non mi accorgo che ho calcolato la superfice per difetto!!! All’inizio ho trovato un modo per farli entrare comunque, ma non era proprio bellissimo… quindi visto che siamo in ballo balliamo! Prendo la bici, arrivo di nuovo al negozio e ne compro altri tre pacchi, carico tutto sulla bici (qualcosa come un 20-25 kg), torno a casa e monto. E non mi accorgo che uno dei due pacchi è un modello leggermente diverso, che per montare aveva bisogno di un pezzo in più (nella foto a sinistra un pò più scuri)? Ma per fortuna, visto che questi pezzi in più stavano in una cesta lì vicino, e c’era scritto "incluso nel prezzo", li avevo presi comunque 😀 Insomma alla fine monto tutto, una capolavoro, sono troppo soddisfatto (anche se mancano sotto al tavolo, ma forse è meglio così), è troppo bello camminare a piedi nudi sul legno, sentire il tepore dell’aria e godersi le notti bianche. Ed ecco il mio balcone :

Pallacanestro

Qui ad Uppsala è scoppiata l’estate, con giornate davvero caldissime. L’aria è piacevolissima, e finalmente sono andato in giro in pantaloncini e maglietta a mezze maniche.  Questo pomeriggio, poi, me ne sono andato a giocare a pallacanestro, sport che ho sempre praticato, almeno fino ai 18 anni! Una delle cose belle di queste parti è che i giardini delle scuole rimangono aperti durante il fine settimana. Qui ci sono in genere giochi per i bambini più piccoli, panchine e campi da calcio, basket, pallavolo, tutti perfettamente attrezzati. Quindi chiunque il sabato o la domenica (il sabato le scuole sono chiuse) si porta un pallone da casa ed inizia a giocare, in tutta tranquillità. Era tanto tempo che non giocavo, ma dopo un pò di riscaldamento ho ricominciato a giocare proprio benino, sono piccole soddisfazioni!

Ora mi metto a leggere fuori al balcone, con il venticello fresco che rigenera e che ti fa sentire meglio, mentre l’aria è calda, un tepore bellissimo.

Disordine

Sarà questo cielo che odora di nuvole grigie, sarà la settimana che termina e le persone che vedi andar via, e poi capisci che non c’è nulla da fare, chiuso in un’impasse che non dà altri segni se non l’attesa. E poi pensi che rischi di buttare tutto al vento, sempre che un pò di vento soffi oggi, in quest’aria soffocata dalla calma piatta dei tuoi pensieri. E poi torni a casa e pensi di andare a dormire tra i tuoi pensieri ed i vestiti lasciati lì alla rinfusa.