Fine luglio

Sono tornato ad accendere la luce della mia lampada, su questa scrivania di legno strapiena di carte, articoli da leggere, calendari e teoricamente cose da fare. Il mio ufficio al lavoro, un pò distante dal laboratorio vero e proprio, è una stanza grande, dove ci sono varie scrivanie, tutte dedicate a quelli che come me sono "post-doc". In pratica quelli che hanno finito il dottorato, e che quindi all’estero sono gli unici a potersi chiamare "dottore".

Il silenzio è interrotto a tratti dal rumore delle macchine in lontananza, oppure da quello di una grossa ape che cerca di uscire dalle finestre. Il tempo diventa pian piano più fresca, qui l’estate sta per finire, o almeno si avvia alla sua conclusione. Mi dicono che agosto è un mese "a metà", tra il caldo e poi qualche pioggia, fino all’arrivo di settembre quando l’aria si farà già più fresca.

Certo non posso lamentarmi. In pratica da metà maggio abbiamo avuto un tempo bellissimo, pieno di sole e di caldo. Mai oltre i 25°C, tranne con qualche giorno di punta a 30°C. Aria sempre secca, cielo pulito e cristallino e sempre un pò di vento a rinfrescare l’aria. Anche adesso siamo sui 20°C, il cielo cambia ed è pieno di nuvole sparse. Ormai è tornata anche la notte, che dura qualche ora, così come le stelle sono tornate a farmi compagnia ogni tanto…. il triangolo estivo è lì, dove sapevo che avrebbe dovuto essere, ma fino ad ora nascosto dal sole che non tramontava mai.

E’ ora di andare a casa, mangiare e chiudere gli occhi pensando al domani. Ci sono cose da fare, esperimenti da portare avanti, cose da progettare e sistemare, persone da incontrare… c’è una vita da vivere, e va bene così, forse non è mai andata meglio di adesso… con tutte le sue ombre ed i suoi chiaroscuri, è una vita fatta da tante sfumature di colori, talmente tanti da farti "strabuzzare" gli occhi, per quanto il mondo sappia essere vario.

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Un post per me

E’ un pò di giorni che penso e ripenso a molte cose della mia vita, sia di quella presente che di quella che è da poco passata. E’ stato un anno pesante, pieno di cose nuove ed inaspettate. Ho lasciato la mia fidanzata storica, quindi ho finito il dottorato, mi sono ritrovato in Svezia, mi sono innamorato, mi sono guardato in fondo, mi sono lasciato buttare già e poi sono risalito sopra. Ho vissuto ed ho visto e conosciuto più in questi nove mesi che forse negli ultimi 28 anni della mia vita. Sono continuamente immerso in un’atmosfera diversa e nuova, e mi sembra di scorgere emozioni e pensieri nuovi ad ogni attimo, ad ogni respiro, ad ogni pedalata.

Mi accorgo che ogni attimo è diverso da quello precedente, ed ognuno mi dà sensazioni diverse e forse a volte sconosciute. Vi possono sembrare parole stupide, ma i commenti al mio post precedente mi hanno fatto bene, per una questione di autostima interiore. A volte chi fa questo mestiere perde di vista il perchè lo sta facendo, il perchè sia importante fare scienza… non solo per pubblicare, per fare carriera o perchè quello ci si è ritrovati lungo la via, ma perchè forse, almeno un pochino, è importante… sempre con la convinzione che qui nessuno è impegnato a vincere nessun Nobel, nè ora nè domani.

Sono stati giorni intensi, in cui mi è venuta a trovare un’amica "sconosciuta", ma con cui mi sono sentito a mio agio dopo 10 secondi insieme. Mi ha fatto bene averla qui, e mi sento caricato per svegliarmi presto domani mattina, anche se nessuno mi richiede questo, ma solo perchè ho voglia di far bene, per quello che riesco, per quello che passo.

Assaggiavo una mela verde, quasi acerba, piena di succo prima… e lasciavo quel dolce liquido, un pò asprigno, stimolare i miei sensi… fuori l’estate è calda, il cielo azzurro schizzato di nuvole che corrono veloci come i miei giorni… l’aria fresca e frizzante, la mia casa illuminata da poche luci e da questo crepuscolo azzurro che passa sui mobili e sulle pareti… mi siedo al computer e guardo le mie parole andar via, sono parole scritte per me… che mi piace condividere con voi, ma pur sempre parole per me…

Lavoro

Tutti i lavori sono strani, così come tutti sono difficili ed in tutti bisogna lavorare tanto… cercherò di non fare il solito ricercatore che si lamenta di quanto deve lavorare 😀 In questo "mestiere", per buon parte del tempo non si hanno risultati, solo cose che vanno male, esperimenti da mettere a punto, condizioni da trovare etc etc… insomma è facile buttarsi giù quando le cose non funzionano. Per fortuna questa fase l’ho passata molto tempo fa, quando ero ancora piccolino, avevo 20 anni e gironzolavo per il mio laboratorio all’Università.

Adesso ho altre responsabilità, posso fare le veci del capo, vado ai congressi da solo, presento i miei dati, invento i miei esperimenti da me etc. etc… però ci sono dei giorni in cui mi dimentico che teoricamente io sarei qui per "scoprire" cose nuove, per capire come funzionano queste simpatiche celluline… anche in questo mestiere si può essere a volte sopraffatti dalla quotidianità, e poi passa un pò di amore…

Beh, oggi mi sono ricordato perchè sono qui, che tutto questo ha un senso, e secondo me un senso anche importante. Lavorare nella ricerca sul cancro (che poi qui non si cura nessuno e nessuno vincerà mai il Nobel, si cercano di capire i meccanismi di base molecolari/cellulari della crescita cellulare) forse un pò importante è. Scusate se lo scrivo qui, ma ho bisogno di ripetermelo ogni tanto, fa bene all’umore ed all’autostima!

Passa il tempo

E mi sono accorto solo oggi che siamo già alla fine di luglio, tra un pò saranno quasi nove mesi in Svezia, e le cose sono corse così velocemente… quasi da non farmi accorgere di quello che è passato tra le mie mani, come se tutto scorresse velocissimo.

Adesso ho come la sensazione di un treno che rallenta, il paesaggio non è più un insieme di linee, ma inizia ad assumere contorni e colori più definiti… rallenta piano, e ci mette tempo… ma è una delle sensazioni più incredibili che io abbia vissuto… o forse sono solo il solito sentimentale….

La vacanza tipo per lo svedese

Vi direte voi… a noi cosa ci frega? Beh diciamo che raccontare cosa fa lo svedese medio in vacanza fa capire molto di questo popolo secondo me. Ne avevo già parlato la settimana scorsa, ma vediamo se riesco ad approfondire l’argomento dopo alcune chiacchierate di questa mattina con gli indigeni.

Come dicevo la cosa tipica è, dopo un anno a lavorare (mai più di 8 ore al giorno con larghissime pause caffè/chiacchiera etc… almeno un’ora e mezza al giorno), bisogna rilassarsi! E quindi via nella "stuga" (ovvero casa in campagna), dove si passa in genere un mese, a non fare niente 😀 Le caratteristiche saliente delle stugor classiche sono : completamente di legno, possibilimente pittata di rosso fuori e senza fondamenta (insomma la appoggi dove capita), senza bagno interno, ma con un bagno a secco esterno dove "il tutto" finisce in un bidone che si svuota solo alla fine dell’estate, senza acqua corrente (ci si porta quella da bere o la si prende da pozzi) e, massima lussuria, senza corrente elettrica. Si cucina con il fornellino a gas, ovviamente senza frigorifero ed in genere sono in posti dove non si possono vedere essere umani nel raggio di almeno 10-20km, bisogna pur rilassarsi! Altra cosa caratteristica è che nel bagno c’è sempre la foto della famiglia reale (non me ne chiedete il motivo, non lo sanno nemmeno gli svedesi), poi intorno è tutta erba e si cammina sempre e comunque scalzi, ovunque, all’interno, all’esterno, nel bagno.

Per lavarsi ci si lava nel lago (che tanto uno vicino ce ne è sempre), e si passa così l’estate senza far nulla, alzandosi tardi (8:00), mangiando roba cruda (senza frigo) o che si conserva bene molto tempo, facendo il barbeque, lasciando giocare i bambini nell’erba (spesso il tutto è infestato da zecche, animali vari che si impiantano sotto pelle, etc…), si legge, si cena, si va a pescare nel lago e via.C’è anche da dire però che ormai stanno riammoderando quasi tutti, e quindi sembra essere sempre più difficile trovare una stuga originale, anche se sono molto richieste.

Per lo svedese medio questo vuol dire il massimo rilassamento. Sono persone talmente abitudinarie che ogni minimo "scossone" le stressa in una maniera incredibile, per questo hanno bisogno di chiudersi in questo mondo "antico" che ridona loro pace e serenità.

La mia non vuole essere una critica, ogni paese ha le sue tradizioni, e loro considerano pazzi gli italiani che fanno vacanze diverse. Nessuno è pazzo, semplicemente vive la vita a modo suo, con la sua cultura, e secondo me vanno tutte bene… l’importante è essere contenti, e loro lo sono eccome! E poi, come sempre, questa è la vacanza dello svedese medio, ne conosco tanti che non sopporterebbero un minuto così, così come altri che vorrebbero vivere in questo modo tutto l’anno!

Dalarna

E’ una regione molto bella, circa 300km a nord di Stoccolma, anche definita come la "Svezia classica"… in pratica uno dei posti dove più si conservano le tradizioni svedesi, piena di laghi, fiumi e casette rosse. E’ dove sono stato due sabati fa per il fine settimana… un posto incredibilmente rilassante come vi dicevo.

Ho finalmente avuto il tempo di organizzare le foto, ve le lascio in visione… questa è la Svezia "rurale" 😀

Qui per le fotografie.

Tempo incerto

E’ da ieri che il tempo continua a cambiare nell’arco di ogni 10 minuti. Sono rimasto bloccato in citta’ sotto un portico mentre cercavo di raggiungere il laboratorio mentre diluviava… poi sotto una pioggerellina leggera e gli alberi pieni di pioggia mi sono incamminato con la bici, tra prati freschi, bagnati e profumatissimi. Quindi e’ uscito un sole incredible, bello, giallo, caldo ed un cielo azzurro e potente. Adesso di nuovo grigio… ma tanto sono sicuro che passera’ nei prossimi minuti, o almeno spero!

Ieri sera la pizza e’ venuta molto ma molto bene, con gran piacere sia del sottoscritto che di fanciulla gentile ospite (invitata quasi per caso). Questi sono i risultati di ieri (compreso dessert di pannacotta, caramello e frutti di bosco). La pizza e’ stata farcita con una parte di salame, una di olive, un altro "formaggio" (in quanto non mi azzardo a comprare la mozzarella), ed un altra con halloumi (non ricordo se si scrive cosi’), un fantastico formaggio proveniente da Cipro (se lo trovate e’ ottimo, sia fresco, che cotto che alla brace!).

Oggi me ne sono venuto in laboratorio, cosi’ mi porto un po’ avanti sul lavoro (considerando che ieri me la sono presa di festa eh eh eh), tenere la mente occupata spesso fa bene?