La luce dell’alba

Negli ultimi due giorni il sole ha tornato a brillare nel cielo, un cielo azzurrissimo, che in genere poi corrisponde ad un’aria gelida. Le giornate si iniziano anche lentamente ad allungare, ma ancora il sole rimane basso sull’orizzonte. Stamattina guardavo il lago qui di fronte. Era calmo, immobile, quasi come uno specchio. Il sole si specchiava nelle piccole onde con una luce arancione calda e mi é sembrato di tornare bambino o forse ragazzo. Quando mi svegliavo presto ed andavo vicino al mare d’estate. Ricordo l’aria ancora leggermente fresca della notte, che si sarebbe fatta calda dopo poco. E quella luce radente che passava a filo dell’acqua, creando riflessi caldi, avvolgenti. Il mare come uno specchio la mattina d’estate quando ti aspetti che possa accadere di tutto. Mi mancano a volte quei momenti, e mi é sembrato così strano, fermo ad una finestra che si specchia sul mare del nord, a ritrovarmi con la mente a 20 anni fa. E non era neanche tanto presto, erano le 11:30, di un giorno di gennaio in questo 2012 che mi porta con se.

In giro per Stoccolma

A volte mi piace proprio tanto andare in giro in macchina di notte per Stoccolma. Di notte qui vuol dire dopo le 21:00, quando molti sono quasi nel letto ovviamente. Le strade sono completamente deserte, e si possono raggiungere tanti posti che altrimenti sarebbe complicato durante il giorno. Le strade in città, infatti, sono poche ed i sensi unici non aiutano a girare di giorno. Il che é una cosa buona in quanto diminuisce molto il traffico in città. In ogni modo mi piace attraversare queste strade deserte, guidare lungo il lago e vedere le case di fronte tutte illuminate, le barche attraccate agli ormeggi con le luci accese, i pochi taxi per strada, alcuni operai che lavorano. Söder vista da Kungsholmen sembra un alveare di luci accese che si arrampicano sulle colline che dominano l’isola, mentre al contrario tutto appare come un continuo susseguirsi di eleganti palazzi anni ´30. Anche da questo si vede come Söder era un’area molto povera fino a circa 20 anni fa, sembra quasi di immaginarla con i suoi operai che tornavano a casa, gli ubriachi, i senza tetto che attraversavano le sue strade prima che diventasse un posto hippy e molto vivibile come adesso. La geografia spesso definisce anche il destino di un luogo, o forse anche come questo appare la notte. Chi sa cosa pensavano gli abitanti di Kungsholmen negli anni ´60 quando guardavano oltre il lago e vedevano Södermalm, dove anche di giorno molti avevano timore di girare per strada.

Live from Wisteria Lane

Ieri ero così pieno di pensieri che sono l’idea di metterli per iscritto mi creava come quasi una confusione. Da dove iniziare? Come finire? E tutto il resto che si trova in mezzo come lo articolo? Quindi alla fine ho preferito rimanere a pensare, a guardarmi intorno ed anche un pochino a vedere la TV che tanto male non fa. Specialmente a piccole dosi. Oggi invece la giornata é stata fondamentalmente dedicata al lavoro, ma anche alle grandi pulizie, tra lavatrici, piatti, cibo, cucina, letti, polvere, lavello, piano cottura. Non male devo dire, ma ancora qualcosa da fare c’é. Giusto, sarebbe il caso di stendere i panni ad asciugare ora che ci penso. Proprio un post da casalinga disperata.

Mi manchi sempre di meno

Io vado con le mie scarpe invernali in autunno, come ad essere sempre pronto per la tempesta. A volte posso pensare che non ci sia rimasto più nulla, che io abbia sentimenti senza interruzioni, che ho perso una sfida. Ma forse ho vinto con la mia scelta di stare lontano da tutto quello che mi fa stare male. Mi manchi sempre di meno, ci sono altre cose che arrivano in mezzo alle altre, mi sono accorto di averti dimenticato in un bella giornata. Quando incontro i miei vecchi amici non ho niente da dire loro, mi fanno tante domande ma io non contribuisco alla loro curiosità, potrei rimpiangere ogni singola parola. Sai, mi manchi sempre di meno, tante cose arrivano nel mezzo della mia vita. Davvero, mi manchi sempre di meno, era una bella giornata quando mi sono accorto di averti dimenticata. Siedo qui da solo nel parco, il sole ha già cambiato colore ai miei capelli. A volte penso che potrei dare tutto quello che ho per non avere niente in cambio, potrei fare molto di più di quello che faccio adesso, fino a fare tutto quello che posso. Ed ho bisogno di te adesso, vieni qui, muoviti perché ho bisogno di qualcuno di cui scrivere.

Non sono mie queste parole, ma di questa canzone (link). In generale la musica leggera svedese é ad un livello bassissimo. Parole da pop scontantissimo, musica senza senso… eppure ogni tanto spunta qualche perla come questa. La ascoltavo mentre tornavo a casa questa notte molto tardi. La macchina mi portava lungo Södermälarstrand, lungo il lago. Di fronte le case illuminate, in giro solo pochi taxi vuoti. E la radio che mandava questa canzone. Dieci minuti fa. Ed io ho pensato che era proprio vero. Mi manchi sempre di meno.

Metropolitana

A volte mi fermo a guardare i treni della metropolitana che passano sull’acqua, vicino a Slussen. Penso sia un posto molto popolare, dove un ponte pedonale passa sopra i quattro binari delle due linee. Un treno dopo l’altro i finestrini illuminati trasportano vagoni di visi, di occhi, di mani, di guanti, cappelli, borse, scarpe, amori, distrazioni, vita in corsa. Li vedi lí passare, a volte anche quattro insieme, che si avvicinano a pochi centimetri, ma senza mai toccarsi, quasi a sfiorarsi, come i pensieri. Frequento molto poco i mezzi pubblici in quanto mi sposto principalmente a piedi, ma quando lo faccio mi fermo a guardare le persone, ed anche se Stoccolma é una città molto spersonalizzante mi immagino che i miei pensieri si sfiorino con quelli degli altri, nei vagoni, lí nel frastuono delle rotaie che sfrigolano contro con le ruote d’acciaio. Chi sa quanti pensieri si sono fermati nella metropolitana di Stoccolma, in quelle di tutto il mondo, senza mai trovare la strada alla fine del tunnel.

Siamo dove siamo

Stasera, mentre uscivo dal lavoro verso le 19:45, ha iniziato a scendere una neve copiosa, di quelle a fiocconi grandi. Erano grandi, ma allo stesso tempo sottili, e si lasciavano cullare dall’aria fredda della sera. Erano ovunque, ed il parcheggio coperto di un manto soffice, che faceva quasi piacere calpestarlo. Mentre rimuovevo la sottile patina di neve dall’auto mi sono trovato a chiedermi cosa ci facessi in questo posto. Perché ero io. Giusto, perché siamo dove siamo? A volte tutto dipende da una coincidenza, ma spesso queste arrivano solo perché ce le cerchiamo. Sarei stato felice in un altro posto? Avrei avuto la stessa vita? Probabilmente, anche se la felicitá non avrebbe avuto gli stessi occhi.

Una sera al cinema

Sono appena tornato dal cinema, dove ho visto il film “J Edgar”, sulla vita del primo direttore del famoso organo di polizia federale americano. Il film mi é piaciuto molto. Parla di tante cose, si attraversa la storia d’America dagli anni ´20 ai ´70, si intravede il mondo che cambia ed allo stesso tempo il film offre un’immagine su una parte della società molto conservativa. É difficile poi dare un giudizio sulla persona, che appare indubbiamente molto abile da un punto di vista politico, spesso senza scrupoli, ma che appare anche fragile e forse poco adatta ad una vita normale. Leonardo di Caprio é ancora una volta incredibile, lo trovo uno dei migliori attori in circolazione. Se non avesse fatto Titanic sarebbe stato meglio, ma insomma non si può avere tutto dalla vita. É un film che parla anche e molto di omosessualità, della difficoltà di accettare questa condizione da parte dello stesso protagonista, e della repressione psicologica alla quale era stato sottoposto dalla madre. Tornado a casa un vento sotto zero portava piccole tracce di neve. Ne é caduta un pochino oggi, ma la temperatura é quasi sopra lo zero, quindi immagino reggerà poco.