Stoccolma di notte

Mi sono reso conto che parlo spesso dei panorami di Stoccolma, delle luci che si accendono la sera specchiandosi nel lago. Di questa città orizzontale su cui spuntano campanili e torri puntati diritti al cielo. Allora ho pensato che forse sarebbe anche il caso di farvi vedere qualche foto. Queste le ho fatte stasera.

1) Il municipio (dove viene fatta la festa dei Nobel) sulla sinistra, a seguire la stazione centrale, Klarakyrkan, i grattacieli di Sergel Torg e poi Riddarholmen a destra

2) Continuando si vede ancora Riddarholmen, la chiesa e quindi i cantieri per il tunnel ferroviario sottomarino

3) I ponti della metropolitana che porta da Södermalm alla città vecchia. in fondo appunto “gamla stan”

4) E qui mentre passava un treno

La questione delle foto felici

É un pó di tempo che rifletto su una cosa. Negli ultimi anni, visto il grande avanzare di facebook ed altri servizi on-line, molti pubblicano le proprie foto su internet, sui posti dove sono stati, sulle feste con gli amici. E sono sempre tutti felici, sorridenti, giovani, con una vita davanti che ti sembra tutto incredibile. A volte guardando queste foto mi vengono in mente i miei genitori. Strane connessioni mentali. Il fatto é che, quando ero piccolo, mi piaceva molto guardare le foto in cui mia madre era giovane, e mio padre che le scattava foto sui muriccioli, al mare, al lago, dovunque. E mi sembrava felice. Ho ancora il ricordo di queste foto a colori sbiaditi, con quel tono di viola o arancione dato dalle pellicole degli anni ´70, e le paragono alle foto di adesso. A volte sono finanche gli stessi posti. Ma gli sguardi, gli sguardi sono gli stessi. Guardo gli occhi di mia madre o di mio padre, ed hanno la stessa espressione di quella di amici che hanno adesso 25 anni. In quelle foto sembra che il tempo non dovesse mai passare, eppure passa. A vederci ora i miei in quella stessa foto vedrei persone diverse. Invece ci metti un 30enne come me, ed ha lo stesso sguardo che avevano i miei circa 40 anni fa. Allora sono arrivato alla conclusione che quello é lo sguardo della giovinezza, che non cambia mai, passa solo da persona a persona. E tutto mi sembra sfuggente, il tempo mi passa tra le mani. Nuovi ragazzi arriveranno e tra 10 anni saranno lí, sugli stessi lungomari a fare gli stessi sorrisi innamorati ad altri ventenni che adesso vanno a scuola. Non ci saranno i pantaloni a zampa di elefante, oppure non ci sarà un iPhone a pubblicare su facebook il tuo profilo. Ma ci sarà quello sguardo di fiducia verso il domani, quel sorriso negli occhi. Quella parvenza di giovinezza. Come diceva de Gregori, ventanni a guardarli sembran pochi, poi ti volti indietro e non li ritrovi più.

In volo sull’Egitto

Ho passato la giornata di ieri abbastanza confuso, certamente molto stanco dopo essere tornato mercoledí notte a Stoccolma. Il viaggio di ritorno mi ha portato prima da Sharm al Cairo. Il volo sui monti del Sinai ti faceva quasi toccare le punte brulle, le vaste gole desertiche. Intorno non c’era niente. Poi, attraversate le montagne, si vedeva una striscia di sabbia ed il mare, il golfo di Suez, e dietro l’Egitto, l’Africa. Tra la riva ed il Nilo c’é un deserto roccioso, fatto di tante piccole montagne, colorato, ma brullo. Non cresce nulla. Poi l’aereo continua e d’improvviso si vede come un serpente di vegetazione, e quindi ti accorgi che lí in mezzo, così grande da vederlo dall’aereo, c’é il Nilo. Iniziano quindi i paesi, le case, fino ad un continuum fatto di case su case, senza mai fine. Sei arrivato al Cairo e lo capisci dalla coltre di inquinamento che sovrasta la città, il fiume che la taglia in due parti, ed i palazzi in cemento armato che ti ricordano dei film sull’Africa. In mezzo alle nuvole gialle, in fondo, ecco le Piramidi. Si vedono chiaramente, distinte, spuntare in mezzo al caos. Un virata a destra, aeroporto, atterraggio, controllo passaporti, un altro controllo, un altro ancora e sei su un volo per Vienna. A questo punto tutto é diverso, internet funziona bene di nuovo, donne in minigonne, uomini d’affari, vino e birra. É solo un altro aereo, per arrivare finalmente a Stoccolma.

Nemmeno una nuvola

Questi gironi egiziani sono come alsolito molto intensi. Ho incontrato e discusso molto con il team locale, fatto da ragazzi molto giovani, estremamente motivati, con uno spirito ed una gioia in corpo che mi hanno ridato fiato. A volte dovremmo davvero pensare a come in Europa abbiamo tutto e cilamentiamo di tutto, io in primis of course. E poi arrivi qui e trovi questi colleghi, giovani, preparati, intelligenti, divertenti, che ti accolgono a braccia aperte in questo periodo in cui tutto sembra in bilico nelle loro vite e nelle loro case.

I giorni passano veloci, e la cosa che forse stupisce è questo cielo, sempre, costantemente azzurro, senza una nuvola. Guardi a nord e vedi le montagne del Sinai, brulle, dai colori rosso fuoco perché piene di ferro e di minerali. E poi ti giri ed il mare è di un azzurro che non hai mai visto. Le palme si curvano leggere al vento, e sembra tutto così irreale. Fuori le strade sono grandi e deserte, pochi autobus ed auto private le percorrono veloci. La sera scende presto ed il cielo si illumina di così tante stelle che avevo quasi dimenticato di quanto potesse essere bello il cielo di notte.  Ti metti su un maglione uno, perché è il sole che dá e poi toglie appena scende.

Ieri notte, come fantasmi, delle luci di fuochi si sono accese sull’isola dei Tiranni, proprio qui di fronte. Mi sono chiesto cosa fossero, ma nessuno mi ha saputo rispondere.

Sharm el sheikh (parte prima)

Ieri sera, dopo aver scritto il post dall’aereoporto del Cairo, ho preso l’ultimo aereo della giornata. Dopo un’ora di volo ed un’ora di ritardo in aereoporto, siamo atterrati sulla punta del Sinai, a Sharm el sheikh. Sceso dall’aereo, mentre percorrevo la scaletta, ho sentito un’ondata di aria calda, e soprattutto un profumo di mare salato. É stata la prima cosa che mi ha colpito. Un autista molto simpatico mi ha quindi portato in albergo, attraversando vialoni deserti, dove ogni rotatoria ha dei led bianchi e rossi che si alternano. Finalmente verso l’1:00 ora locale riuscivo a dormire il sonno dei giusti (almeno spero). Stamattina il sole mi ma svegliato passando dalle finestre, e con calma mi sono alzato ed andato a fare colazione. C’é un bel vento freddo, ma il sole é invece caldissimo, e sono stato tutta la giornata in maniche corte e pantaloncini. Ho anche fatto il bagno, in un’acqua trasparente, cosi cristallina da fare impressione. Di fronte un’isola rocciosa che mi appare deserta (secondo GoogleMaps), ed é giá Arabia Saudita. Credeteci o meno, ma sono qui per lavoro e nei prossimi giorni sará come al solito, tipo 10 ore al giorno di riunioni… ma almeno oggi mi sono riposato moltissimo. Sull’albergo, inondato da danesi e svedesi (di piú i primi) qui in pascolata libera, ci scrivo poi un post a parte perché merita. Intanto ecco una foto di stamattina. Temperatura dell’aria +25, mare +21.
Sharm el sheikh

Welcome to (north) Africa

Finalmente oggi le mie riunioni ed incontri a Barcellona sono finiti. Sono smolto giorni particolarmente intensi, e sicuramente con troppo poco sonno. E poiché non ci facciamo mancare mai nulla oggi pomeriggio ho continuato il mio viaggio di lavoro. Circa quattro ore di viaggio sul mediterraneo e sono atterrato al Cairo, in Egitto. È la prima volta che mettopiede nel continente africano, e sono molto curioso di vedere il cielo domani. Per adesso, mentre uscivo dall’aereoporto, sono rimasto molto colpito dal sentire i vari annunci per città africane, Nairobi, Adis Abeba, Sudan… a volte pensi che quei posti siano così lontani, poi eccomi qui e ci potrei arrivare con qualche altra ora di aereo.