Affrontare le proprie paure

E cosi in questo sabato un pochino grigio, un pochino cosi mi sono finalmente deciso e l’ho fatto. Era da un pochino che ci pensavo, ma il solo pensiero mi terrorizzava… i sono dato alle grandi pulizie di casa, cosa credevate 😀 Ho preso coraggio (hehehehe), comprato tutti i detersivi necessari piú potenti che ho trovato (e da queste parti é un’impresa giá questa), e mi sono dato ai cinque minuti della casalinga, che sono diventati tre ore e che devono ancora finire. Uno dei problemi della zona di Stoccolma é la durezza dell’acqua, con conseguente calcare che si ferma ovunque. Quindi via di spruzzino e spugnette, e la doccia é stata completamente pulita, poi tutto l’alluminio e tutto il resto. C’é voluto molto olio di gomito. Quindi é toccata alla cucina ed alla mia nemesi, il forno. Anche qui super-spray solo per forno e poi via a pulire, pulire, togliere le parti in metallo e pulirle uno alla volta. Poi ho tolto tutte le varie cose dagli scaffali che sono stati tutti ripuliti. Quindi fornello e lavandino, ora ci si puó specchiare dentro, sono soddisfazioni.

Adesso chiudo qui questo post da casalinghe disperate, prometto. Almeno ho messo su Rino Gaetano come sottofondo, non male!

Ugnspannkakor

In questo venerdi pieno di sole mi sono finalmente un pochino rilassato, ed ho potuto dedicarmi un pochino alla casa, tra pulizie, cucina etc… Stasera poi mi sono dato ad una ricetta svedese (anche se penso ci sia anche in altre nazioni). In pratica si mischiano 1 dL e mezzo di farina con 150 mL di latte piú un cucchiaino di sale, mentre in un altro piatto si sbattono due uova e poi si aggiungono altri 150 mL di latte. A questo punto si mischia tutto insieme (e secondo me si potrebbe mischiare dall’inizio, ma chi sa), un pochino di burro e si versa in una terrina imburrata. Via in forno per circa mezz’ora a 180 gradi e buon appettito… mamma mia che bontá, provate e fatemi sapere.

Edit : dimenticavo ci ho anche aggiunto dei cubetti di bacon dentro, ci stanno proprio bene!

La bellezza dell’oscuritá

Dopo un lungo sonno ristoratore di quasi otto ore filate, colazione e poi via di nuovo in aereoporto, per andare un pochino piú a est e nord, verso Kuopio, dove avevo in pomeriggio un incontro di lavoro ed una presentazione. Peccato che nel contempo (tra un aereo ed un taxi), avessi anche due teleconferenze con i Paesi Bassi e gli USA, ma ce l´ho fatta a fare tutto. Divertente quando mentre una collega parlava da oltre oceano e mi chiedeva una cosa io ho dovuto rispondere :"puoi ripetere ? Sto attraversando un bosco in Finlandia in taxi e siamo a qualche centinaia di chilometri dal confine russo, non sento molto bene :D". Comunque alla fine é andata anche questa.

Kuopio, dove sono stato solo un mese fa, era completamente in inverno. Gli alberi gialli onnipresenti ad Helsinki ed in Svezia erano completamente spariti, ed il fantastico +9 di Copenhagen si é sostituito ad un piacevole -2 . Per fortuna la giornata era molto tersa, ed é stato molto bello decollare nel buio della notte stellata del nord, guardare infinite distese di boschi scuri, intervallati da centinaia di laghi su cui si specchiava una luna nitidissima. Bellissimo.

Quindi atterraggio ad Helsinki, attesa per il mio terzo volo del giorno per Stoccolma (in ritardo di quasi 40 minuti), e poi via. Svezia, auto, casa.

Il giro della Scandinavia

Poiche’ non si smette mai di viaggiare, dopo essermi addormentato verso le 23:00 ieri sera, questa mattina ero di nuovo in piedi alle 5:00. Quindi solito taxi, aereoporto, e questa volta via con il primo aereo per Helsinki. La mattina e’ stata abbastanza tranquilla, tra riunioni, pranzo e poi ancora riunioni per il tutto il pomeriggio fino alle 16:00. Quindi via in auto per Lathi, a circa un’ora di viaggio, dove mi attendevano per un seminario alle 18:00. Ho fatto il mio dovere, e quindi mi sono seduto ad ascoltare il secondo seminario, che era in finlandese. Meno male che le slides erano in inglese e che conosco l’argomento, cosi ho potuto seguire. Ha seguito cena di lavoro che e’ terminata alle 21:30, e quindi di nuovo in auto e meno male che il mio collega finlandese, santa persona, mi ha portato in albergo in macchina. Scrivo ora da qui e sono le 23:00. Non male come giornata.

Lathi, per quanto possa dire essendoci passato solo in auto, mi ha dato un’impressione particolare. E’ teoricamente una citta’ molto piccola (circa 100.000 abitanti, il che vuol dire la meta’ di Uppsala), ma al tempo stesso ha un centro che sembra quello di una grande citta’. Viali alberati a due corsie, palazzi alti in centro, negozi ovunque, esattamente il contrario di Uppsala. Lo dico sempre che la Finlandia non manca mai di stupirmi.

Volando verso sud

Stamattina sveglia presto, un salto nel mio ufficio a Stoccolma per inviare una lettera e quindi ad Arlanda, destinazione questa volta la Danimarca. Atterro a Copenhagen e mi trattengo un pochino in aereoporto a lavorare in quanto ero in anticipo sulla mia riunione, e poi taxi e via. Devo dire che l’aereoporto di Copenhagen é proprio bello, spazioso, luminoso, tanti negozi, diverse cose da mangiare, e cosa quantomai rare delle toilettes decenti. Sembra strano, ma piú giro per gli aereoporti europei, piú noto che alcuni sono moderni, bellissimi etc etc… ma i bagni sono piccolissimi, scuri, una schifezza. E a pensarci dovrebbero essere una delle cose piú essenziali 😀

Comunque, a parte questo, la giornata é andata molto bene, sono molto contento delle riunioni fatte oggi. Quindi taxi di nuovo verso l’aereoporto, e questa volta abbiamo attraversato tutta la cittá, ho quindi potuto avere un’idea della capitale danese, per quanto sia possibile farsela dai finestrini di un taxi. La cittá sembra diversa dal resto della Scandinavia, molta piú gente per strada, tanti negozi di vicinato (quasi assenti altrove), addirittura fruttivendoli per strada. Si attraversano poi bei quartieri interrotti da altri molto poveri e brutti, uno stacco continuo, che non ho visto altrove. In Svezia, ad esempio, i quartieri un pochino piú "malfamati" (che é poi sempre un’esagerazione) sono abbastanza lontani dal centro… a Copenhagen ho avuto un’impressione diversa, ma ovviamente é solo un’impressione di mezza giornata.

Ora sono di nuovo a casa, atterrato da poco.

Pensieri e parole

Mi sono reso conto che ultimamente penso troppo, addirittura piú del solito. Sará che passo una buona parte del mio tempo su qualche mezzo di trasporto, e quindi il tempo per far scivolare i pensieri abbonda. Ho pensieri diversi ed a volte simili nelle sale di attesa degli aereoporti, ad esempio mi viene voglia di telefonare. Oppure mi piace guardare le case quando vado in giro in taxi, e dai vetri oscurati guardo passare balconi, e finestre, e gerani, e luci, lampade, candele. Ed i pensieri che mi prendono quando sono sul treno per Stoccolma, le persone, i visi riflessi nei finestrini, le chiacchiere degli studenti. E poi i pensieri che faccio mentre cammino per Uppsala, mentre torno a casa. Oppure quando guido la macchina ed ascolto radio 3 (svedese), sono simili, quasi ciclici. Vorrei capire tutte queste riflessioni dove vadano a finire, come se ci fosse un grande cesto dove accumularle, per poi conservale e riguardarle tra qualche tempo. Oppure ci vorrei trovare un nesso, e collegare i pensieri del treno con quelli dei check-in. Come se tutto questo avesse un senso.

L’arte é negli occhi di chi la guarda

Sabato di lavoro questo, e solito aereo la mattina presto (ma almeno non all’alba). Mi avevano inviatato ad Helsinki per parlare ad un incontro, e quindi sono volato dall’altra parte del Baltico per il mio seminario. Finito quello, e dopo il pranzo, era abbastanza presto per il mio aereo di ritorno, e un collega finlandese mi ha gentilmente portato in macchina in centro. Tra l’altro mi ha detto che in cittá c’é una mostra di Picasso. In pratica tutta la collezione del museo di Parigi é stata trasferita lí per qualche mese a causa del restauro del museo francese. Non mi sono fatto perdere l’occasione e quindi via nel museo.

L’esposizione non é molto grande e costa anche parecchio (16 euro) ma ci sono sicuramente dei quadri molto belli, disegni, fotografie. Un museo comunque interessante. Guardando bene i quadri ho notato come una cosa che é sempre molto strana nei quadri di Picasso, sin dai tempi giovanili, sono questi occhi ovali, grandi, spesso senza le pupille. Ti guardano ma é come se fossero in un’altra dimensione. E poi le teste che si separano in due o piú parti, sempre nello stesso punto, quasi sopra la fronte. É come se volesse dare l’impressione di un’idea che non riesce ad uscire dalla mente, e poi va via tutta insieme. Come se i pensieri, le riflessioni, fossero troppo grandi e complesse per essere mantenute chiuse, e volassero via. Almeno questa é l’impressione che ha dato a me, e l’arte dovrebbe comunicare per emozioni, per sensazioni, almeno secondo me.

Quindi ho fatto una passeggiata in centro, chiacchierato con una commessa bellissima nei grandi magazzini Stockman che mi spiegato tutto sulle macchine da cucina. E davvero sono interessato all’oggeto in questione, non solo per la commessa, prometto. Poi taxi, aereoporto, aereo semivuoto che atterra tra le nuvole grigie al tramonto, taxi, autostrada di notte, luci, cittá, casa.