Libertá

Sono sensazioni strane che si alternano nella mia mente a farmi compagnia in queste ore. Ho passato la giornata a fare dei servizi in giro, ed avevo sempre in mente che in fondo avevo preso un giorno di vacanza, che domani sarei tornato in laboratorio, cosi come ho fatto in questi ultimi 11 anni della mia vita. Invece, a pensarci, ero proprio "libero", non dovevo niente a nessuno, potevo fare quello che volevo. É una sensazione indicibile, che non penso di avere quasi mai provato nella mia vita.

Annunci

All good things come to an end

Ho finito cosi il mio discorso di "arrivederci" presso l’Istituto di ricerca dove ho lavorato negli ultimi tre anni. É stato molto toccante, e mi sento ancora in parte scosso, anche se non mi sembra di aver ben capito "cosa" sia successo. Il mio discorso, devo dire, é stato un gran successo, e mi sono anche rivisto in una registrazione, dovrei fare questo di mestiere secondo me, parlare in pubblico!

In ogni modo un altro capitolo della mia vita inizia a finire, e cosa sará del futuro lo sapremo solo vivendolo. Qualche mese fa ho avuto un’ottima offerta di lavoro da una company, e sono cose che alla mia etá, dopo aver lavorato per quasi 11 anni in un laboratorio di ricerca, non si possono rifiutare.

Rimango in Svezia e continuo a vivere ad Uppsala. Probabilmente avró molte cose da dire, sentimenti e pensieri, nuove persone, nuovi eventi, nuovi incontri. In fondo é anche per questo che si vive, per sentire la vita, e non per farsela scorrere addosso.

Di bene in meglio

Questa settimana é arrivato in istituto come sempre un giornale europeo chiamato "Lab times", che questa volta ha una copertina molto interessante.

Nuova figuraccia fatta da tutti noi italiani, anche di chi é fuori, non c’entra niente con tutto questo, ed anzi, visto che non era figlio di un professore, o non ha mai fatto "servizietti" ai gradi accamedici nostrani, si é messo a fare ricerca fuori, e gli capita pure di pubblicare su Nature (ogni riferimento é puramente casuale). Queste cose mi hanno veramente stufato. Queste sono le altre pagine, l’articolo si puó anche leggere on-line.

Reale o irreale

Stiamo vivendo un autunno stupendo in questi giorni. I boschi sono pieni di foglie rosse, arancioni, gialle, mentre il cielo é sempre azzurro e pulitissimo. L’aria fresca, pungente, rigenera la pelle e ti fa sentire vivo e bene. E mentre tutta questa bellezza mi guarda dalla finestra mi sembra quasi irreale pensare che in un pomeriggio sono riuscito a chiudere tutta la mia vita in una scatola di cartone.

I luoghi e la storia

Una dei posti che mi hanno piú colpito nel viaggio fatto questa estate sono state le spiaggie dove é avvenuto lo sbarco in Normandia. Sono immense, lunghissime, gigantesche. Di fronte solo il mare, cupo, ondoso, grigio come il piombo. Poi ricordo il vento fortissimo che quasi mi urlava addosso. Una mattina eravamo ad Utah Beach, la spiaggia piú occidentale dove sbarcarono gli americani e dove non ci fu una gran battaglia (al contrario di quella chiamata Omah). Guardavo la sabbia perdersi nel mare, e c’erano delle persone che correvano con i cavalli lungo la battigia.

Il mare si era abbastanza ritirato, complice la bassa marea, e bande di sabbia si alternavano con lunghi pezzi di mare, quasi a creare un paesaggio orizzontale, a strisce.

Dei cani si rincorrevano felici, correvano come dei pazzi, contenti di sentire il profumo del mare, di correre sulla sabbia, di sentirsi cosi felici e liberi, come forse un po’ mi sentivo anche io di fronte a quella vastitá.

Poi peró ho pensato a come un posto bellissimo come quello sia stato il teatro di una delle piú grandi operazioni militari della storia, a quanti ragazzi siano morti proprio in quella zona, probabilmente sul quel pezzo di spiaggia in cui mi trovavo io, ed ho sentito come un brivido lungo la schiena, il dolore per la follia umana. Da li siamo andati a vedere il cimitero di guerra tedesco, e non ho mai visto un posto cosi triste nella mia vita. Piccole tombe alternate da croci in granito nero, tutto sembrava far capire la sofferenza, e soprattutto, almeno secondo me, il pentimento per le atrocitá commesse dalla Germania nazista. É un luogo molto toccante, anche se sai che stai visitando il cimitero dei "soldati cattivi", di chi stava dalla parte del male. Si sente, infatti, fortissimo il cordoglio per il male commesso, e si chiede un minimo di silenzio, per chi é morto dalla parte sbagliata. Una parte che nessuno in Germania (tranne pochi pazzi che non sono al governo) per nessun motivo al mondo penserebbe possa essere giustificata.

Ho camminato tra l’erba tagliata fina, e molte delle tombe portavano nomi di ragazzi morti a 18-19 anni. Io a quell’etá avevo da poco iniziato l’Universitá, ed il vivere nella nostra epoca mi ha dato possibilitá che loro non hanno avuto. Ogni tanto, su una lapida, c’era scritto solamente "ein deutscher soldat"

Svezia inferno o paradiso ?

Ieri sera sono finalmente riuscito a vedere questo capolavoro della cinematografia italiana (sono ironico!). Il film é davvero assurdo, pieno di cose false che piú false non si puó. Ma soprattutto é strapieno di bigottismo cattolico del tipo piú becero che si possa mai immaginare. Si dipinge la Svezia (che non é un posto perfetto), come un luogo dove le persone si suicidano, dove addirittura si fa educazione sessuale a scuola, dove le donne possono scegliere il loro partner ed addirittura cambiarlo se vogliono, dove ci sono i giornali pornografici, dove il sesso é permesso é normale!!! Signora mia mi chiedo proprio dove stiamo andando….

Ovviamente il tutto é condito da ottusaggine allo stato pure, ed é un’ottima scusa per far vedere tette e culi di bellissime donne svedesi quasi sempre nude in tutto il film. Che sia forse stato questo il motivo per fare questo film e per cui incassó la cifra di 1miliardo e mezzo di Lire alla fine degli anni ´60 ?

Ho letto un po’ in giro a riguardo e ci sono storie interessanti. Tipo che avevano promesso agli attori di non far vedere il film in Svezia, mentre poi ci arrivó per vie traverse, suscitando scandali e proteste diplomatiche. Dopo l’uscita, inoltre, ci fu un boom di voli dall’Italia verso la Svezia, indovinate quanti bravi ragazzi italiani cattolici venivano da queste parti !

Piccolo edit : ho tra l’altro scoperto che la famosissima canzone "Mahna Mahna" (cercatela su youtube), é stata inventata proprio per questo film, e poi resa famosa dai Muppets…

Comunque la visione di questo film é un’esperienza assolutamente da fare, non c’é davvero limite al ridicolo.