Colori

Continuano queste giornate di cielo bellissimo, luce profonda e calda… tutto intorno a me sembra illusione, come in un mondo incantato. Mi chiedo spesso quando spunteranno gnomi e folletti nella mia prossima passegiata in bicicletta.

Poche parole questa sera, poche parole che mi tornano in mente, sugli occhi stanchi, che vorrebbero trovare un pochino di riposo stasera, lontano da troppi pensieri e da troppe cose da fare.

Luce

Mi sono svegliato con una luce fortissima, bella… un cielo azzurro e nuvoloni grandi e bianchi. E’ una giornata incantevole, una forse delle più belle che ho visto da quando sono qui. L’aria è fresca e pungente, il sole fortissimo in lontananza tramonterà tra un paio d’ore, e tutta la città è letteralmente inondata da una luce rosso/arancio che si riflette sulle nuvole veloci e di passaggio. L’atmosfera è ovattata, macchine e biciclette in lontananza passano veloci attraverso i rami degli alberi, come occhi che si aprono e chiudono in un istante.

Non desidero nient’altro, adesso, che rimanere qui alla finestra e guardare il mondo, questo che è il mio mondo.

Telefonate di notte

E così poi sei venuta da sola a casa mia, con il tuo solito passo svelto ed il tuo umore veloce come le nuvole in Svezia, scombussolandomi come al solito. Abbiamo cenato fuori al balcone, guardando il giardino e la notte scendere piano mentre solo la luce delle candele ci illuminava piano e ti ho parlato e ti ho regalato fiori. Alla fine sei andata via, ed hai rivelato sentimenti diversi dai miei ma volevi assolutamente vedermi ancora. Allora ti ho detto che devo difendermi da te e dai sentimenti che provo per te, e quindi forse era meglio di no. Mentre andavi via ti guardavo con lo sguardo lucido, con quegli occhi verdi che non sapevano più cosa dire.

Poi ieri sera per dimenticarti sono uscito con un’altra, e mentre eravamo a letto insieme mi telefoni, ed io lascio il cellulare squillare nella stanza buia, sapendo dentro di me che eri tu. Infatti quando poi l’altra è andata via ho letto il tuo messaggio : "You don’t want to talk to me anymore?".

Ho saputo solo risponderti : "I already miss you, if you want to know".

Sunday morning

Mi sono svegliato questa mattina prestissimo, dopo aver dormito come un bimbo tutta la notte. Il giorno è ovattato in una luce grigia fortissima, e sprazzi di cielo azzurro come un mare tropicale si intravedono tra queste nuvole velocissime. L’aria è tersa e fresca e sono qui a scrivere con la finestra aperta, quella sul giardino. Ogni tanto il sole fa capolino tra le nuvole, creando ombre nuove e sconosciute nella mia stanza, mentre tutto intorno è silenzio. Sento gli uccelli muoversi tra i rami del grosso albero al centro del mio giardino. Mi preparo ad uscire ed andare un pò al lavoro, e mi sento "esay like sunday morning", ma allo stesso tempo pesante come questi nuvoloni grigi.

Vorrei solo capire quale è la cosa giusta da fare adesso, in tutti i sensi.

Vent’anni

E’ stata una serata particolare quella di ieri sera. Mi chiama la mia amica tedesca e mi chiede se vogliamo uscire insieme e vederci, cosa che personalmente non mi dispiaceva, giusto così per fare due chiacchiere (almeno per me). Mi ero sentito anche con la bionda dagli occhi verdi di cui ho parlato qualche giorno fa ("Ancora tu") che avrebbe voluto vedermi ma era impegnata con alcuni amici, e mi dice che avrebbe voluto raggiungermi più tardi. Le dico che ci possiamo vedere direttamente un altro giorno, così non deve andare avanti ed indietro, e come atteso verso le 19:00 mi ritelefona dicendo che preferisce venire da me. Mi dite perchè uno le ragazze le deve far stare sulla corda?

Cmq alla fine finisce che arrivano entrambe a casa mia, la tedesca tutta vestita carina (uhm come mai?) e la biondina, e rimaniamo a parlare sul divano fino all’1:00 di notte tra una canzone ed una fetta di torta allo yogurt sfornata per l’occasione ; ) All’inizio si guardavano di sbieco, poi penso abbiano anche fatto amicizia.

Ah, vent’anni, a guardarli sembran pochi, poi ti volti a guardarli e non li trovi più.

Altro giro

E poi mi spunti tu, dal nulla, in modo incredibile. Ed allora decidiamo di vederci in piazza, mi aspetti con un ombrello che ha disegnato sotto cielo azzurro e nuvole bianche, in una giornata di pioggerellina leggera. Andiamo a prendere un the con una torta, e ci troviamo a parlare fino alla chiusura tra luci bassi e vetri bagnati all’esterno, mentre una strana e varia umanità ci corre intorno. Poi accetti di venire a casa mia, e percorriamo il lungo fiume sotto la pioggia, in una città illuminata da luci gialle, calde ma fioche… immersi in un’atmosfera irreale, come se ci conoscessimo da sempre.

E quindi rimaniamo a parlare, ad ascoltare Billie Holiday sul divano bevendo limoncello gelato, freddo come i tuoi occhi azzurri intensissimi. E’ successo quello che sapevamo sarebbe successo, mentre tu mi stringevi con quelle mani strapiene di lentiggini e scioglievi i capelli rossi sul cuscino. E poi li hai chiusi leggeri ed hai respirato prima piano e poi sempre più forte, e sembravamo come in un altro posto.

Sei andata via, come volevo anche io, ed oggi mi hai scritto, ma io non so cosa voglio da te. Ho un’altra persona nella testa eppure tu mi intrighi, saranno i tuoi geni svedesi / russi / finlandesi, ma ho voglia di capirti di più, e di sentire ancora le tue labbra, e poi forse chi sa.

Ancora tu

E così sei tornata, spuntata nella fine di un’estate calda ed assolata… all’arrivo delle prime pioggie sei comparsa come un temporale estivo, con i tuoi occhi verdi grandissimi che mi guardano sorridenti. Sei tornata  e sei entrata nella mia casa come facesti qualche mese fa con le tue gambe lunghe e snelle, il tuo passo sicuro ma leggero, muovevi i tuoi capelli biondi nell’aria appena fresca della sera, mi hai parlato con il tuo incredibile accento francese… sei rimasta come quella volta sul mio divano a fissarmi ed a ridere mentre ballavamo "The time warp" sul parquet del salotto all’una di notte… sei arrivata ed io sono rimasto lì a guardare il tuo profilo acceso contro la lampada gialla, lì nell’angolo… e ti sei stesa sul divano cantando parole leggere… ero stanco ma hai insistito per vedermi di nuovo, e non ho saputo dirti di no.