Mi ricordo, io si che mi ricordo

Passo negli ultimi periodi giorni strani, in cui mi tornano in mente cose del passato. Non sono come dei fanstasmi che tornano indietro, ma piuttosto ricordi, odori, colori, che mi riportano indietro negli anni. A volte guardo su youtube dei clip degli anni ’80, e mi danno come un senso di rilassamento, mi fanno sentire meglio. Come se dentro di me ci sia la voglia di tornare ad un’epoca di purezza, spensierata, in cui tutto sembrava bello. Ed ecco che mi tornano in mente le giornate al mare, quando volevo fare il bagno e l’acqua al mattino era sempre troppo fredda. Ricordo le persone anziane che erano li sulla spiaggia, verso le 9:00 del mattino, nei loro costumi neri, quasi di un’altra epoca, passeggiare sulla battigia, quasi incuranti di quanto l’acqua potesse essere fredda. E ricordo che cantavo "gente di mare" dietro la fila della cabine di legno abbandonate, quando qualche lucertola passava d’improvviso guardandomi sorpresa. E di quelle estati ho qui nella mente, nel naso, quel profumo di terra bagnata dopo gli ultimi temporali estivi. La ricordo come se fosse adesso, la aspettavo come se fosse un regalo piovuto dal cielo alla fine di ogni estate, quando "i tempi si rompevano", ed io rimanevo in casa a guardare il mare in tempesta. E mi piaceva starmene sul lungomare da bambino e guardare quelle onde impazzite, il cielo grigio e le crete bianche infrangersi contro la sabbia.

Mi manca quel senso di libertá, quell’idea che la mia giornata sia fatta di cose sicure. Mi manca il passeggiare con un panino in mano e sentire la vita davanti a me come un libro completamente aperto, mia, di cui posso decidere qualunque cosa. Mi manca forse l’idea di libertá assoluta, di non avere legami, di volare via ogni volta che voglio anche con la fantasia.

Vorrei tanto chiudere gli occhi e trovarmi su una spiaggia a fine agosto, guardare i bagnini che ritirano gli ombrelloni, sedermi sulla sabbia e guardare quel sole rosso gigante che si tuffava a mare nei pomeriggi d’estate. Una volta andai anche al mare, e lo sentii caldissimo, tutto sulla mia pelle. Ricordo che il sole era talmente basso che tutto era arancione, sprazzi di luce e riflessi, solo ombre e siluhette di persone contro il sole, nere. Profili, visi, corpi e braccia che salutavano il giorno.

Ricordo troppe cose a volte, é come se avessi un caleidoscopio nei miei ricordi, dove tutto si mischia e mi fa sognare un passato che forse non é mai esistito.

Tra due cieli

Ieri sera nevicava, una neve piccola e leggera, fiocchi che si fermavano lentamente sui marciapiedi formando una sottolissima patina di neve, bella da schiacciare, da sentirne il suono sotto le suole delle scarpe. Mi sono perso nei colori ieri sera, e tra le forme di un qualcosa che stento ad afferrare, confuso come sono nel tepore di tutti i giorni. Vorrei scacciare via questo velo di nebbia e queste nuvole basse e grigie, e forse vedere tutto piú chiaro. Quando sono andato a Parigi lunedi l’aereo é salito altissimo nel cielo, molto di piú di quanto facciano di solito, e mi sono quasi sentito in bilico, in equilibrio su un filo appeso altissimo, da un lato un cielo azzurro ed sole incadescente, stellare, e sotto di me una coltre di nuvole grigie, come un mare in tempesta.

Controesodo e barzellette

Se non lo sapete c’é una iniziativa in parlamento per far tornare persone di talento in Italia, dopo che sono andate via all’estero per lavoro. La proposta in questione puó essere trovata a questo sito internet (www.controesodo.it). L’idea é quella di offrire uno scudo fiscale a chi decide di tornare in Italia ed é ovviamente a tasso zero per il governo, in quanto se queste persone tornano é comunque intoito di tasse per lo Stato. Figuratevi se avessero mai pensato di spendere dei quattrini. La cosa é stata discussa molto anche sul forum di Severgnini sul Corriere, ed io capisco benissimo che é meglio una goccia nell’oceano che nulla, e, per averlo conosciuto di persona, sono sicuro che Severgini pensi che sia una cosa buona e lo faccia in ottima fede.

Io devo dire che ci ho pensato a questa cosa, a questa offerta del Governo italiano, e devo dire che alla fine sono arrivato alla conclusione che sono quasi offeso, ma davvero. Come se uno se ne vada dall’Italia solo per i soldi, o se uno ci tornasse per soldi, come se potesse essere comprato. Io, cosi come tantissime persone che conosco, sono andato via in quanto non essendo figlio di nessuno non avevo nessuna possibilitá di fare carriera, perché voglio vivere in uno stato laico dove posso vivere con la mia fidanzata (o fidanzato se fossi gay) ed avere tutti i diritti di una coppia sposata, perché voglio vivere in un paese dove le cose abbastanza bene, perché non voglio vivere in una dittatura teocratico/televisiva, dove io sia rispettato per il lavoro che faccio, per quello che valgo, non perché faccio favori sessuali al mio capo/a.

In Italia nessuno mi ha o mi avrebbe preso in considerazione, mentre qui in tre anni ho pubblicato lavori su riviste internazionali, ho trovato due lavori, mi sono state data possibilitá, mi hanno dato fiducia solo per quello che sono io. E non sono per niente una persona speciale, sono uno che si é dato da fare. Per questo non ho nessuna intenzione di tornare in Italia, cosi come tutti quelli che conosco, e per questo continuo ad aiutare chiunque voglia andarsene via.

Insomma, cari politici, mi dispiace, ma non siamo in vendita, non per soldi. Abbiamo una dignitá noi che ce ne siamo andati. Anzi, forse proprio per questo ce ne siamo andati, perché ci fosse riconosciuta.

Ricordi di Parigi

Ieri notte sono arrivato tardissimo a casa, circa verso l’una di notte, e questa mattina ero giá davanti al computer prima delle 8:00… non va per niente bene : ) Scherzi a parte sono stati giorni molto interessanti a Parigi, sia da un punto di vista lavorativo che personale, ma questi sono poi discorsi lunghi e complicati!

Intanto ho fatto qualche foto qui e li :

1) Due incantevoli quadri di Matisse al Centre Pompidou

2) Ristorante parigino nei pressi dell’Hotel de Ville

3) Il Pantheon durante la mia passeggiata pomeridiana di martedi

4) Tramonto alla Defense

5) Altro ristorante a Parigi

6) Finalmente riposo all’aereoporto Charles de Gaulle prima di partire


Il gatto a Parigi

Ieri sera sono arrivato a Parigi per lavoro. Sono stato innanzitutto molto sorpreso dal volo AirFrance, tutto in classe economy, dove mi hanno dato talmente tanto cibo che quasi non riuscivo a finirlo, ed anche buono. Comunque, a parte questo, le giornate stanno passando abbastanza velocemente, sempre piene di lavoro. Sono pero’ anche contento perche’ sono riuscito sia ieri sera che questa sera a farmi un bellissimo giro per la citta’. Ieri ho visitato il Centre Pompidour, dove sono stato complemenete rapito da alcuni quadri di Matisse, non immaginavo potessero avere questi effetti su di me. Il resto del museo lo ho trovato cosi cosi, ma ci sono alcune perle sparse intorno che fanno stare bene l’anima. Stasera invece mi sono perso per la riva sinistra, incantato tra le stradine che salgono sul Pantheon. Tra le altre cose ho trovato un piccolissimo negozietto dove una signora abbastanza anziana vendeva sciarpe da donna e cappelli da uomo, tutto in stile anni ’30, seta, colori tenui e color sabbia, canapa. Ovviamente non ho potuto resistere dal farmi una chiacchierata con la signora in questione. Ho proseguito con una cena molto buona in un ristorante tutto Art Deco’.

Parigi oggi era colorata d’azzurro e di arancio, e nuvole bianche scivolavano nel cielo a volte freddo, spazzato dal vento. Parigi sono i mille volti delle persone che ti passano intorno, una ragazza bellissima che proprio di fronte a me si rifaceva il trucco in metropolitana, i ragazzi di colore che camminano in gruppi, i turisti americani persi dietro le facciate dei palazzi, i vecchi locali ed i boulevard giganteschi che si incrociano e si ritrovano in una nuova pizza. Sono le biciclette che sfrecciano intono, gli studenti universitari, le statue sulla cattedrale di Notre Dame. Parigi e’ come una leggera tristezza, perche’ sa che si sono stato tante volte, e tante spero di tornarci. Sono le strade con i palazzi e gli angoli curati, i fiori ai balconi, i senza casa che dormono in tende di fortuna. Sono le mille luci li in fondo che vedo da qui su, da la Defence, mentre in lontananza le auto si incolonnano verso l’arco di Trionfo.

Continuo movimento

Era un pó di tempo che non avevo il tempo di farmi un giro a piedi per Uppsala, ed ieri, approfittando della bellissima giornata di sole, ho camminato per le strade verso il tramonto. Mi sono ritrovato a pensare come siano ormai tre anni e mezzo che sono qui, e come molte strade, molti posti, mi siano talmente familiari da essere "casa". Giro per le strade, guardo i negozi e riesco anche a ricordarmi di chi c’era prima e chi no, dei posti che sono cambiati, dei lavori che hanno fatto, a come questa cittá sia leggermente cambiata in questi anni in cui ci ho vissuto. Sará l’arrivo della primavera, ma si sente la voglia di guardare fuori, di aprire gli occhi e concentrarsi sul futuro, che rimane pur sempre un’ipotesi, come probabilmente lo sará sempre. Ed allora ti viene da chiedere se sia giusto cambiare lo status quo delle cose, di provare nuove strade e nuovi pianeti, assaggiare e sentire nuovi sapori. É complicato scegliere che strada prendere, dove girare, ma mi sento una persona in continuo movimento, senza la paura di fermarmi, ma con la voglia di spingere ancora piú forte.