Il mondo non si é fermato mai un momento

L’aereo sorvola il golfo persico, la notte all’esterno, la terra a 35.000 piedi di distanza, poche luci nel deserto di fronte. Ho appena visto due film, il tempo passa come sempre. Quanti giorni passati a vedere il mondo, a sentirsi staccati da terra. Vivere, é un mistero buffo che ci portiamo dietro. I ricordi, le parole, i silenzi, le cose fatte e quelle non dette. Potrei vivere un milione di vite possibili, eppure sarebbe sempre soltanto una. E quando il sole scende, dietro un altro dei mille tramonti, mi chiedo se sarebbe utile a qualcosa tornare indietro, rivivere lo stesso giorno per poterne apprezzare la sfumature che si perdono quando si va di corsa.

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Il carosello

É uno di quei lunedi sera cosi, in un giorno di fine febbraio qualsiasi. Lavorato tutto il giorno da casa dopo aver passato 6 giorni di riunioni a Copenhagen, ho notato che fossero le otto di sera dalle luci accese fuori la casa sul lago. Ho preparato una cena leggera per uno, merluzzo e spinaci, e mi sono venute in mente tante cene fatte un anno fa in quella stessa cucina. Ho sentito come la presenza della mia memoria nella casa silenziosa, nelle luci alle finestre delle case vicine. Mi é venuta in mente una scena di Mad Man. La nostalgia é il dolore di una vecchia ferita, una fitta nel cuore piú potente di ogni ricordo. Guardo vecchie foto come in un carosello, la mente é come una macchina del tempo, ci porta in posti dove vorremmo essere ancora una volta, in posti dove sappiamo di essere stati amati. Viaggia come un bambino, in cerchio per poi tornare a casa.

Copenhagen

Dopo essere tornato domenica sera da Amburgo, lunedì scendo di nuovo verso sud. Direzione Cooenhagen. Splende stranamente il sole, il vento taglia secco le strade e le piazze, l’acqua si muove veloce tra i canali, le biciclette come sempre sfrecciano sulle liste ciclabili con il rischio continuo di uccidere un pedone. La città é come sempre molto viva, molto moderna ma senza quella pretesa di perfezione e politically correct della vicina Svezia. In bene ed in male ovviamente. I palazzi in mattoni rossi, l’atmosfera un po’ cupa, questo design post-industriale che regna praticamente ovunque. Copenaghen é la Scandinavia dei magazine di design ed i polse rossi mangiati sui baracchini nelle strade, palazzi enormi di vetro che si affacciano sul mare e ristoranti minimalisti ultra-chic, tassisti mediorientali che mettono su canzoni libanesi mentre dietro i finestrini scorre un cielo a tratti azzurri ed a tratti grigio piombo. In lontananza le pale eoliche producono elettricità, e poco più in fondo un ponte che sembra sospeso sul mare porta in Svezia. Ma li è già nord, qui si respira aria di oceano.

I porti del mondo

Il cielo di Amburgo si é mantenuto quasi sempre azzurro, con tanto sole e nuvole sparse nel cielo del nord Europa. Finite le varie riunioni sono rimasto lí per il fine settimana. Girando a piedi per la cittá il sabato, l’ho trovata davvero deliziosa, con tanti quartieri diversi. Dal centro nobile, con negozi carissimi, fino alla riva del fiume Elba al quartiere a luci rosse. La mattina, i quartieri del nord della cittá, case bellissime, ville immense, pulizia, aria limpida, tanti negozi. Un chiaro segno di quanto questa cittá sia ricca, di come abbia sempre vissuto di commercio con tutto il resto del mondo. Nella luce del pomeriggio ci siamo incamminati lungo il mercato del pesce. Di fronte un porto industriale immenso, profili neri di gru immense contro il sole al tramonto. Alla spalle una collinetta piene di stradine che si inerpicano in alto. Ristoranti spagnoli, sud-americani e soprattutto portoghesi dove si mangia divinamente, a ricordo di quando da queste parti vivevano tutti gli immigranti che lavoravano al porto, facendo ricca la Germania e sfuggendo a dittature ed oppressioni. E mi é venuto in mente Sepulveda, che forse girava proprio da queste parti dopo aver lasciato il Cile, e mi sono immaginato discorsi ai tavoli delle locande, il freddo d’inverno, l’ambiente non proprio dei migliori, chi era scappato da posti lontani ad immaginarsi casa mentre una nuova nave piena di containers arrivava in porto. Fermo sulla riva, il vento che passava addosso, ho pensato a quanta vita sia scorsa in questo porto, a quante persone, quanti amori sorti in un angolo di strada. Ed ognuno di noi é parte di una nuova storia, dovunque i giorni ci portino. Perché vivere vivere è incontrarsi, aver sonno, appetito, far dei figli, mangiare, bere, leggere, amare e grattarsi, come diceva qualcuno prima di me.

Amburgo

Un viaggio sonnolento di poche ore, nuvole sparse nel cielo del nord Europa. E luce, sole, tantissimo sole. Quasi primavera. Le strade di Amburgo passavano dietro i viali alberati, poco dopo pranzo, e gli occhi quasi si chiudevano per la luce inaspettata, riflessa dai vetri dell’auto in corsa. Gente per strada, un cielo blu terso che in Svezia non si vede da circa due mesi filati, strade, palazzi antichi, canali. Il mare del Nord lí a due passi, i gabbiani che volano in cielo. Dopo una giornata di riunioni in palazzi antichi la cittá mi aspettava animosa, le luci accese dei negozi aperti fino alle 20, una Luna fredda che si riflette nell’aria gelida. Un cielo stellato sopra di me.

Una settimana nei paesi bassi

Sono stati giorni particolarmente intensi, fatti di riunioni lunghissime, e poi cene di lavoro, sveglie all’alba, seminari da tenere di fronte a tante persone, moderare dibattiti etc…. prima ad Amsterdam, e poi a Leiden. Quindi, come é facile immaginare, c’é stato poco tempo per il blog. Nonostante il tempo orribile, un pomeriggio ad Amsterdam, durante una pausa, sono uscito un attimo fuori a prendere un poco d’aria, ed ho rivisto il sole, almeno per dieci minuti. Stoccolma é di un grigio ovattato da circa due settimane, come vivere su un altro pianeta. Nonostante la grande mole di lavoro sono anche riuscito a fare delle cose interessanti. La settimana scorsa, infatti, ero invitato ad un ballo di gala al Grand Hotel. Personalmente ero in smoking, e devo dire che, nonostante non ci credessi molti, fa il suo effetto. Gli altri partecipanti erano in frack e tutte le donne in abito lungo da sera. Il tutto alla fine non é stato poi cosi esagerato, la cena era abbastanza micragnosa, come da stile svedese, e offrivano al massimo un bicchiere di champagne e due di vino… poi il tutto era a pagamento. Ma l’atmosfera era interessante,le sale molto belle anche se un pochino povere facendo il confronto con posti simili nel resto d’Europa dove sono stato.