Interno notte

Scende la notte che non sará mai notte, nel cielo azzurro all’orizzonte, e rimango qui a pensare ai giorni ed ai destini, alle cose successe ed a quelle che non lo sono. La televisione parla in lontananza in una lingua che non mi é praticamente piú straniera, e la sensazione é a volte strana, ma fa sentire a casa.

Le strade sono ovviamente deserte, con una macchina passata proprio adesso, le luci si spegono. La lampada gialla dipinge le pareti di un colore pastello, anche le piante sembrano dormire.

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Vecchio e nuovo

Il cielo é stasera un tappetto azzurro chiarissimo, con il sole ancora alto, giallo e caldo. Tutto é verde, si sentono gli uccelli cantare e poche macchine in lontananza. Il laboratorio vuoto, poche persone. Poco fa ho trovato su msn una studentessa che lavorava con me a Napoli, e mi ha raccontato di come vanno li le cose.

Tutti andati via, solo studenti che devono insegnare ad altri studenti. Non é rimasto nessuno. Ed é anche un peccato in quanto ho sempre pensato che il mio ex prof sia molto bravo e che mi ha anche dato un’ottima preparazione scientifica. Ma tutto rimane lí nella polvere, nulla resiste. Mi immagino anche quel laboratorio come fatto di silenzi, di passi di studenti che arrivano sognando la scienza e poi gli viene dato un biglietto di non-ritorno incluso nel prezzo delle tasse universitarie.

E giusto per chiarire. Qui non siamo cervelli in fuga o grandi scienziati, ma persone normali che fanno solo un lavoro un po’ strano, curiosi di conoscere cio’ che non si sa, per quanta importanza possa mai avere. Ma é bello pensare a questa Europa dove le persone vanno in giro, dove nascono amicizie, amore, dove ci si perde per la strada per poi reincontrarsi chi sa quando. E fa niente che il flusso dall’Italia sia unidirezionale verso fuori, l’importante é esserci, e vedersi, e sapere che ognuno di noi é da qualche parte.

Riflettendo

Avrei da buttare fuori il mondo per il numero di parole che mi partono nella testa, invece vedo e sento solo vuoto e silenzio. Passerá anche questa estate che esplode negli occhi, quest’aria fresca riscaldata dal sole, questo frusciare di foglie che confonde i pensieri.

Vive la France

Come dicevo ieri c’é stata la finale dell’Eurovision, una cosa in genere assurda e con canzoni ridicole, anche se seguita da praticamente tutti gli europei esclusa l’Italia. Ho anche letto da qualche parte che é l’evento televisivo al mondo non sportivo che ha piú ascolti in contemporanea (chi sa se é vero!). C’é peró da dire che é almeno una trasmissione per persone giovani e non solo, insomma non come Sanremo che immagino si apprezzi solo dai settanta anni in su. A parte queste considerazioni, ieri, invece, c’era un unico cantante davvero geniale secondo me, molto ironico sulla manifestazione, che ha presentato una canzone che (stranamente) mi piace tantissimo!

Anche la sua performance é stata molto bella, questo video ve lo dovete assolutamente vedere! Lui rappresentava la Francia e si chiama Sebastiane Tellier con la canzone "Divine"

Sere d’estate

E mentre tutta la Svezia sta guardando l’Eurovision guardo questa giornata infinita passare lenta, il sole che é ancora quasi alto, la luce che filtra tra i palazzi, questo senso di alba e non tramonto che si accende tra le luci della sera. Sento in lontananza alcuni suoni di televisioni lontane, poche macchine, ancora meno biciclette.

Tutto é silenzio, in questa notte che non arriverrá mai. Ieri notte sono andato a dormire molto tardi, verso le 2:30 del mattino, quando l’alba iniziava lentamente per far tornare il giorno. Mi piace moltissimo vedere questa luce salire piano a nord, trasformarsi nelle tonalitá del blu, tutte quelle che ho e che non ho mai immaginato.

Scirocco

Riguardo attraverso le foto su internet posti che conosco fin troppo bene, posti dove adesso la polizia picchia le persone, altri si difendono come possono, e non riesco piú a capire chi abbia torto e chi ragione. Tutto mi appare alquanto "irreale", come diverso, lontano, come frutto di un sogno che fa fatica a sparire.

Quasi come sogni che vanno via al mattino mi lasciano i ricordi di alcuni posti, i marciapiedi rotti, la polvere ed il caldo dell’estate, l’umido pazzesco in inverno, che mi entrava nelle ossa. E quegli stradoni deserti di quando ero bambino, quando ancora esisteva un confine in quell’ammasso informe che ingiotte ogni cosa della periferia a nord di Napoli. E poi case e palazzi e negozi e traffico, e spartitraffico e nuove strade e poi strade, case, palazzi avvolti su loro stessi.

Ricordo quando distrussero il giardino gigantesco che c’era dietro casa dei miei. Da bambino, a maggio, diventava completamente rosa, tutti gli alberi erano in fiore, allo stesso tempo. Ci sembrava quasi di vivere in campagna, e forse campagna lo ero davvero. Poi, quasi come d’improvviso, distrussero tutto, anche quell’albero di fronte la stanza da pranzo, alto quasi sei piani. Vai a scuola e lo saluti prima di scendere, torni e non lo trovi piú, quasi come i "vent’anni" di Buffalo Bill, quasi come la fine dell’etá dell’innocenza. E me lo ricordo quel pomeriggio, c’era tanta di quella sabbia e terra, e soffiava tanto di quel vento che la casa ed il balcone ne furono ricoperti, sembrava dovesse arrivare la fine del mondo.

Che poi forse é arrivata con le "pruvase" stese al sole cocente dell’agosto metropolitano bollente che ci vennero ad abitare, con la musica neomelodica di Mariarca (o come si chiamava lei), con quella domenica quando una donna venne ad urlare sotto una casa vicina alla rivale in amore di lasciare stare suo marito, con tutto quello sporco, il rombare di motorini fino a notte inoltrata, i guaglioni che pariavano.

Ho un ricordo distinto dei vari momenti, ma non riesco a capire quando é tutto cambiato, quando la periferia ha inghiottito anche le anime, perse e vaganti. Soffiasse almeno il vento di scirocco, cantava Guccini, e che portasse tutto via, anche i ricordi, perché é meglio cosí.

Magia

Leggo qui e lí nel mio poco tempo libero i giornali italiani e scopro che :

1) La munnezza di Napoli sará resa segreta, come se si potessero occultare migliaia di camion e puzze varie

2) Chi si opporrá alle discariche finirá in galera. Certo, se sono persone normali, se sono i camorristi ho qualche dubbio in proposito

3) Si torna al nucleare in cinque anni, quando é tecnicamente impossibile (bellissimo questo articolo)

Allora penso che probabilmente basterá organizzare un paio di "Porta a porta" e gli italiani vedranno sorgere centrali nucleari, sparirá la monnezza e tutti saranno piú ricchi e piú giovani.