Il tempio

Oggi la temperatura é salita davvero molto, e si avverte un caldo umido che permea le strade, questa giungla d'asfalto che circonda la cittá. Essendo domenica buona parte dei negozi era chiusa, e quindi il continuo caos ed andirivieni era di molto diminuito. In mattinata dopo aver lavorato un paio d'ore ho visitato un tempio buddista. Entrando si passa sotto una porta dove ci sono dei mostri giganti che guardano le persone all'entrata. Vecchiette orientali si inchinavano davanti ad ognuna di queste statue, girandosi intorno e chiudendo le mani come in preghiera. Piú avanti, sul grosso cortile interno, erano appese centinaia di lanterne di carta colorata, che oscillavano al vento. Poi, piú in alto, un grosso cortile, dove invece le lampade erano tutte bianche, e coprivano ogni spazio. Al cento un altare con delle candele votive, mentre nei piccoli tempi migliaia di piccole statuette di Buddha dorate sulle pareti, mentre tante persone, per lo piú anziani in veritá, pregavano verso la statua piú grandi. In uno di questi templi c'era anche un monaco che intonava il suo "om", svolgendo una specie di cerimonia religiosa. É stata un'esperienza molto interessante, quasi ad essere in un altro tempo. Per il resto la giornata é stata principalmente dedicata al lavoro.

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Lungo il fiume

Ieri sera, dopo una cena con delegati da tutto il mondo, siamo andati in centro per una passeggiata. Una cosa molto interessante di questa cittá é che c'é sempre gente per strada, a qualunque ora del giorno e della notte. In particolare poi, proprio nei pressi dell'albergo dove sono, c'é un canale che immagino sia stato ristrutturato da poco diventando una specie di lungo fiume cittadino. É davvero molto bello, e la sera pienissimo di persone che passeggiano. Si trova in una parte della cittá piena di grattacieli, ed é impressionante camminare lungo questo fiume, dove é stata ricreata una parvenza di "campagna", e poi guardare in alto e vedere enormi grattacieli in vetro e metallo, pubblicitá multicolore al neon, e caratteri orientali ovunque. Erano circa le 22:00, e quasi tutti erano vestiti con giacca e cravatta o comunque con vestiti da uomini e donne d'affari. Immagino che avessero finito da poco di lavorare e se ne andavano in giro con le rispettive mogli/mariti. Sul fiume poi sono stati creati dei giochi d'acqua e di luci davvero bello, con dei laser che creavano delle figure in movimento con musica di sottofondo. Questa mattina poi sono riuscito a prendermi un attimo per andare in giro e vedere due palazzi reali, ma di questo ne parlo un'altra volta.

Un mondo alla fine del mondo

Questo posto brulica di attivitá continua. Persone sempre in giro, macchine ovunque, un traffico incredibile eppure abbastanza ordinato. E poi case su case, che si arrampicano sulle colline, che si affacciano su vicoli piccolissimi pieni di insegne luminose. La cittá sembra non avere un piano regolatore, tutto cresce senza un ordine ben preciso. Dalla finestra del mio albergo guardo i tetti del quartiere di fronte, fatto di stradine piccole, case le une sulle altre, lampade di carta arancioni, verdi e rosse su un terrazzo dove forse un giorno hanno fatto una festa. In giro tanti uomini d'affari, donne con vestiti business e cellulari ovunque. Questo senso di modernitá a volte eccessiva si contrappone alla miriade di negozietti che sembrano usciti dal secolo scorso, ed ognuno specializzato in qualcosa. Ci sono quelli che vendono solo sedie, altri solo cassaforti, altri lampade, animali, cibo, ferramenta, computer, tutto misto, tutto insieme. Ieri sera siamo usciti verso mezzanotte e nei ristorantini in mezzo alla strada uomini d'affari senza piú la cravatta bevevano un liquore dolciastro fatto dalle patate (non male tra l'altro), ed alcuni mezzi ubriachi camminavano abbracciandosi per strada e salutandoci. Coppie di persone, ragazzi e ragazze erano seduti anche loro, mentre le propietarie ci invitavano a sederci e si lasciavano scattare foto sorridendo. Su un marciapiede un ragazzo sui 30 anni aveva adagiato la 24 ore come un cuscini e si era addormentato direttamente lí, forse per non dover fare tutto il tragitto fino a casa ed essere al lavoro il giorno dopo. Non sono in Giappone, ma i soldi qui sono fatti cosi.

Nice money :)

Primo giorno a

Questa mattina é iniziata molto presto, con la luce del sole che filtrava attraverso le finestre verso le 6:00 del mattino. Il cielo era come coperto da una sottile nuvola che sembrava come latte, che bloccava il sole, facendo riverberare la luce. Le strade erano abbastanza silenziose, e tutti i vari negozietti, venditori ambulanti etc non avevo ancora aperto bottega. Il resto del giorno é poi passato tra riunioni varie, ed alla fine ho rivisto la luce verso le 18:00, quando siamo andati a cenare in un ristorante in un posto che non saprei descrivere, dopo aver attraversato il fiume e passato quartieri su quartieri, incroci su incroci. Pochissime cose sono scritte con l'alfabeto occidentale, ed é divertene a volte cercare di leggere intere frasi ma alla fine si capiscono solo i numeri qui e lí. Quasi nessuno parla inglese, ma alla fine ci si capisce a gesti oppure mostrando piccoli tagliandini su cui c'é scritto qualcosa che capiscono solo loro. Per il resto la vita scorre, come l'acqua del fiume che attraversa la cittá, come gli uccelli che mangiano nei prati, come le auto che scorrono su questi vialoni a tre corsie, che a volte sembra quasi di essere in America.

Dopo un lungo viaggio

E cosi eccomi qui, in questa parte strana di mondo. Il viaggio in se é andato molto bene. Sono partito domenica pomeriggio da Arlanda in direzione di Istanbul. L'atterraggio sul Bosforo non é stato niente male. Il cielo tutto scuro, e poi tantissime luci, la cittá sotto gli occhi, da una parte Europa e dall'altra Oriente. L'aereoporto non mi ha colpito piú di tanto, ma almeno il cambio é stato molto veloce e senza grossi problemi. Dalla capitale turca ho poi preso questa volta un aereo piú grande, mi sono seduto nella mia poltrona e quindi ho aspettato quasi 10 ore prima di rimettere piede a terra. Al risveglio la luce era intensa, e l'oceano si rispecchiava in tantissime isole piene di vegetazione. Fa abbastanza caldo, ma non cosi umido come mi immaginavo. La cittá é piena di grattacieli ed insegne luminose, se non fosse che c'é bel tempo mi ricorda alcune scene di "Blade Runner". Peró c'é da dire che i vialoni sono larghi e pieni di auto, tantissime persone per strada a tutte le ore, ragazze anche molto belle. E cosi sono qui, che guardo dal 16esimo piano questa cittá brulicante di persone, mentre il mondo mi gira intorno. Anche qui… chi sa dove sono.

Långholmen

Ieri era un bellissima serata qui a Stoccolma, calda ma non troppo, con quel sole che scende pianissimo dietro l'orizzonte, il cielo sempre brillante, tanta gente per strada. Mi sono arrampicato sopra Mariaberget per guardare la cittá dall'alto, per poi scendere lí dove c'é un'antica birreria. É un insieme di palazzi molto grande, dai mattoni rossi e le ciminiere che svettano verso l'alto. É stato da un pó trasformato in un posto dove si fanno feste, e ieri c'erano tantissimi ragazzi sui 18 anni che festeggiavano non so cosa. Le ragazze erano incredibili, praticamente semi-svestite, tutte mezze ubriache e molto allegre. Ballavano sulla riva del fiume, urlavano, si facevano foto, a volte mi chiedo se era cosi anche quando io avevo quell'etá. Come ci si dimentica a volte di quello che é stato. Comunque era divertente vederli tutti lí festeggiare, urlare al cielo, ed iniziare il lungo percorso nell'alcool che probabilmente li accompagnerá per tutta la vita. Da ló ho poi continuato fino a Långholmen, che é una piccola isola poco fuori Södermalm, dove prima c'era la prigione. Devo dire che é un posto molto bello. Passi un ponticello e si é nel mezzo di una foresta, intorno l'acqua, fiori, giardini, piccole case coloniche in legno. Sembrava di essere nel mezzo della campagna svedese, ma alla fine dentro Stoccolma. Dopo circa due ore e mezzo sono poi tornato verso casa, e la serata é continuata altrove. Ma questa é un'altra storia.

Senso d'estate

A volte in questa casa di Stoccolma mi piace accostare le tende, e lasciare la luce entrare piano. L'atmosfera mi ricorda quella dei pomeriggi d'estate al mare, quando tutti dormivano e nessuno usciva per strada. Ricordo che quando ero piccolo si andava in una casa dal portone bianco, che appena entrati ti lasciava un senso di fresco addosso. Poi si salivano le scale in muratura, per arrivare ad un appartamento che ancora ricordo con precisione. Il salotto sulla destra dove si dormiva, i miei genitori su un divano che aveva una tappezzeria a fiori arancio e verde, e le finestre su un giardino di fronte. La cucina, poco piú in la, con un tavolo di legno e le gambe di metallo nero, e fuori un balcone su cui tutte le sere arrivava una lucertola. L'avevo quasi adottata, secondo me era sempre la stessa. La stanza piú grande era invece usata dai miei nonni quando questi erano con noi, altre volte era chiusa a chiave. Ripensandoci adesso non farei mai una vacanza del genere, né la farei mai passare ad una mia eventuale famiglia. Ma era l'Italia degli anni '80, io ero un bambino e tutto mi sembrava andasse bene. Giocavo con mio fratello a riconrrerci sui letti, e ricordo mi dava certi morsi quando ero piccolo che ancora mi sono rimasti impressi. Il pomeriggio andavo in bicicletta avanti ed indietro per la stessa stradina, finendo da una parte e poi da un'altra, dove iniziavano delle case bianche e l'asfalto finiva. É cosi strano pensare come certi ricordi di tanti anni fa tornino in mente adesso quando guardo il mare di Stoccolma, le guglie di fronte, questa luce che illumina potente il cielo, questo vento che in qualche modo mi porta un odore di mare che tanto so benissimo non esiste.