Napoli in moto

Finito di lavorare oggi non avevo nessuna voglia di tornare a casa (come se poi qualche volta ne avessi, ma questo è un altro discorso…). Prendo la moto, metto il casco (cosa quantomai rara a Napoli!), e con gli occhi che escono furtivi dalla visiera vado in giro per la mia città… osservando le persone, i passi ed il respiro di una Napoli che torna piano dalla vacanze. Dalla zona ospedaliera dove lavoro passo per il Vomero. Persone, traffico, negozi che riaprono,e poi ancora persone e passi e rumori, e semafori… caos come al solito, ma quel caos vomerese a cui puoi anche abituarti, mentre passi sotto le strade alberate, mentre vedi persone che corrono, ragazze che camminano, gonne che si muovono su gambe snelle ed ancora abbronzate… è proprio vero quello che diceva Truffaut, le gambe delle donne sono i compassi che misurano il mondo. Salgo fino a S.Martino, e mi fermo a guardare il Vesuvio, io guardo lui e la città vecchia si stende sotto di me come una vecchia signora piena di ferite, piena di vicoli che si infilano l’uno in altro, sistema circolatorio impazzito… rumore di motorini in lontananza… giro e torno indietro.

Adesso via Aniello Falcone, il golfo nobile, i palazzi affacciati sul mare, Capri in bella vista adagiata sul mare come una ragazza distesa tra le onde, pochissima foschia e più a sinistra la penisola sorrentina, ho pensato che ho proprio voglia di conoscere una persona che mi sta sorprendendo, che mi sembra cosi interessante e speciale da colpirmi… Scendo per via Maria Cristina di Savoia e mi ritrovo a Mergellina. Caos, macchine, ingorgo e poi niente, solo il mare…. mare e nient’altro nei miei occhi e nel mio naso. Persone a passeggio sul lungomare, chi corre, chi si tiene la mano, due ragazzi si baciavano come se domani dovesse crollare il mondo, altri mangiavano i taralli, umanità varia, persone, occhi che guardavo e dai quali venivo guardato. Negli sguardi di tutti però vedevo riflesso il mare…

Da lì percorro tutta via Caracciolo, fino al porto… persone che vanno, altri che tornano, gente che fa casino, che si muove, traffico più ingolfato, rumore di freni e puzza di benzina, mi avvicino al cuore "sporco" ed antico di questa città. Giro per gli orefici, l’Università centrale, corso Umberto, strade rotte, palazzi bellissimi ed imponenti, il cuore di Napoli, il cuore bello e sporco di questa città così diconotomica da essere simile a me in certi momenti. Via S.Anna dei Lombardi, l’orrenda zona fascista degli uffici, poi piazza Dante e li lo slargo, i ricordi del liceo, le passeggiate al centro, i negozi, i vicoli che si aprono come tanti occhi sulla luce della strada centrale.

Il Museo nazionale, via S.Teresa e poi Capodimonte. Qui c’è l’Osservatorio e poi il bosco. Ricordi di partite di pallone quando si faceva filone, la fontanella fantastica lì nell’angolo, gelata anche d’estate, la pizzeria dove compravo le pizze a portafoglio a 1000 lire… e poi di nuovo su, risalgo in collina… torno al tramonto che scende dietro ai Camaldoli.

Poco più di un’ora, poco più di un battito di ciglia.

Oceano mare

Ho passato queste ultime due ore a rileggere questo libro. Lo lessi la prima volta credo almeno 10 anni fa… non so cosa mi abbia detto di riprenderlo in mano. Era lì, nella mia libreria e non so perchè ho sentito il desiderio di averlo tra le mani. Ho sfogliato quelle pagine già un pò ingiallite, ho l’edizione originale, quella con il quadro Blue and Silver: Chopping Channel in copertina. L’ho riletto tutto e mi ha ridato le stesse emozioni, ho ascoltato per due ore il rumore del mare, ho viaggiato insieme ai personaggi assurdi di quel libro, mi sono perso sulla zattera dimenticata in mezzo al mare, mi sono reinnamorato di Elisewin e riso di Barteleboom che invano cerca di consegnare il suo baule pieno di lettere, ho tremato rileggendo la storia di Adams e di Savigny e quella di madame Deverià, ho visto il mare nei dipinti di Plasson.

Si, stasera ho sognato il mare.

Enjoy the silence

Ascoltavo questa canzone dei Depeche Mode prima, con le cuffie al massimo, senza più sentire i rumori del mondo. Cielo plumbeo, domenica come al solito deprimente quando non riesco ad uscire di casa… ascolto musica per non sentire, per non ascoltare nessuno, nemmeno le voci che nascono dentro di me. La musica è forte, martellante, le chitarre profonde come caverne… la voce mi avvolge come queste nuvole basse. Mi piace questa sensazione di sentirmi perso, lontano da tutti. Normalmente ho voglia di scrivere, oggi invece avrei solo voglia che il cielo finisse di chiudersi su di me, e che mi lasci solo, in silenzio…le parole in questo momento sono solo suoni che violentano il silenzio, che colpiscono in fondo al cuore. Tutto ciò di cui ho bisogno è tenerti tra le mie braccia, tutto ciò che voglio adesso è guardarti negli occhi… le parole non sono necessarie, ora possono solo ferire…(libera traduzione con mie aggiunte).

Viaggiare

Mi sono svegliato con un gran mal di testa, che non fa altro che aumentare la mia confusione mentale. Ho la mente piena di idee, avrei mille cose da fare eppure non riesco a trovare una mia organizzazione mentale serena. Ieri notte, come sempre, sono andato a dormire molto tardi, o chiuso le luci e sono rimasto in ascolto delle mie parole. La mente a volte vaga troppo ed in maniera confusa, lasciando dietro pezzi di vita che pensavo dimenticati. Ho ripercorso le ultime cose che mi sono successe in questi mesi, le persone incontrate e soprattutto quelle che ho lasciato, l’estate passata qui a Napoli, i lavori che sto finendo e quelli che spero inizieranno presto… ho una gran voglia di ricominciare e di spostarmi, voglia di andare via.

Avete mai fatto caso alla sensazione di libertà che si sente quando si parte per un viaggio. Immagino ora l’aereo che decolla, l’orizzonte che pende di 45° e poi chiudi gli occhi ed incominci a volare… verso posti nuovi, dove conoscerai persone diverse da te, dove mangerai cose assurde…. se fosse possibile viaggerei per tutta la vita, dovrei fare fotoreportage…

Se fosse una radio ora vi metterei Battisti….

Quel gran genio del mio amico
lui saprebbe cosa fare,
lui saprebbe come aggiustare
con un cacciavite in mano fa miracoli.
 
Ti regolerebbe il minimo
alzandolo un po’
e non picchieresti in testa
così forte no
e potresti ripartire
certamente non volare
ma viaggiare.
 
Sì viaggiare
evitando le buche più dure,
senza per questo cadere nelle tue paure
gentilmente senza fumo con amore
dolcemente viaggiare
rallentare per poi accelerare
con un ritmo fluente di vita nel cuore
gentilmente senza strappi al motore.
E tornare a viaggiare
e di notte con i fari illuminare
chiaramente la strada per saper dove andare .
Con coraggio gentilmente, gentilmente
dolcemente viaggiare.
 
Quel gran genio del mio amico,
con le mani sporche d’olio
capirebbe molto meglio;
meglio certo di buttare, riparare
Pulirebbe forse il filtro
soffiandoci un po’
scinderesti poi la gente
quella chiara dalla no
e potresti ripartire
certamente non volare ma viaggiare.
Si viaggiare…

Dedicato ad una persona…

… che mi ha chiesto di vedere la Luna! Questa foto l’ho fatta un mese fa, ma il risultato è molto simile a quello che ho visto lo scorso fine settimana. Luna calante e leggermente rossastra perchè sorge dietro i monti della penisola sorrentina… dal vivo era di un rosso talmente intenso che sembrava colorata con il pennerello.

Come mi piace salire sui tetti la notte e guardare il cielo 😀

Tramonto

Oggi voglio dedicarvi questo tramonto sul golfo di Napoli. La foto è stata fatta dalla sommità del cono del Vesuvio e per chi è del posto (o lo conosce) è possibile vedere sullo sfondo Ischia e Procida… poi ai più attenti lascio il compito di individuare Castel dell’Ovo!

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