Le due metá del cielo

É stata una giornata con un tempo strano. Usciamo per una passeggiata con il sole che splende, poi il cielo diventa cupo, nero, pesante, ed inizia a scendere una pioggia fredda, gelida. Le gocce d’acqua sembrano quasi delle freccie di ghiaccio sul viso. Rintanati in un caffé mi delizio con una porzione gigante di "torta della mamma", che potete vedere in foto, che ha impiegato quasi mezz’ora per essere ingurgitata.

Mentre eravamo seduti al caffé, come mio solito mi guardavo intorno, ed ho notato di essere circondato solo da ragazze e donne. La cosa non mi ha stupito piú di tanto, in quanto so bene ormai come l’universo svedese sia profondamente diviso in maschi e femmine. I primi chiusi nei loro garage a riparare o pulire la macchina, fare lavori in casa o in sperdute ville in campagna a zappare, riparare tetti o stare tra maschi tra frittatona di cipolle e rutto libero. Le seconde invece, tutte insieme, bellissime, libere come il vento, in giro per la cittá, impegnate in avvenimenti culturali, al cinema, al ristorante o nei caffé. Ho anche fatto una foto per descrivere l’atmosfera.

Si é forse capito quale parte del cielo svedese mi piace di piú ?

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Appunti di viaggio

Ho finalmente finito di mettere a posto le oltre 600 foto fatte questa estate, quindi ve le faró vedere a puntate, piano piano. Forse, per alcune, ne vale proprio la pena.

1) Paesaggio dello Skåne, la zona piú a sud della Svezia

2) Gabbiano sulle acque del lago Vättern, al centro della Svezia

3) In bilico sul mar Baltico, passando sul ponte dell’Öresund, tra Svezia e Danimarca

4) Nel centro di Brema, la statua dedicata alla favola dei fratelli Grim "i musicanti di Brema"

5) Nel pieno centro di Brema, cittá molto bella, questa chiesa medioevale ed un albero, proprio lí nel mezzo.

Nature

Avevo scritto prima di partire per le vacanze che qualcosa di grosso era nell’aria, ed é successo. Beh, non sará certamente cosí interessante ma é ora di svelare il primo mistero, se la cosa interessa i miei lettori.

Lavoro ormai da tre anni come post-doc in un laboratorio di ricerca, e mi sono occupato di ricerca sul cancro, in particolare di meccanismi molecolari di attivazione di pathway apoptotici (che vuol dire morte cellulare programmata) indotti da citochine (molecole che inviano messaggi tra le cellule). Ho lavorato in alcuni periodi (per fortuna non sempre) anche 13 ore al giorno, sabati e domeniche. Ho anche vissuto per fortuna, fatto cose, incontrato gente, sentito la vita, giusto perché non voglio far sembrare che mi sto "sparando la posa" (definizione molto partenopea). Come si dice a Napoli, ho "fatto solo la metá del mio dovere".

Quello che é successo é che alla fine di luglio, finalmente, uno dei piú imporanti giornali scientifici del mondo ha deciso di accettare il nostro articolo con tutti i nostri dati, ed io sono il primo nome nella pubblicazione, successone su tutti i fronti. Alla faccia di tutti i figli di professori universitari che ora hanno il posto assicurato in Italia, a chi mi diceva di lasciar perdere, a chi mi ha detto che non potevo fare bene il ricercatore, a chi ha fatto il post-doc fuori, non pubblicato nulla ed avuto il posto nell’Universitá italiana, questa é la mia piccola soddisfazione, per quello che conta. Una cosa alla quale solo forse l’1-2% di tutti gli scienziati (o presunti tali come il sottoscritto) al mondo possono accedere.

Devo dire che sono rimasto abbastanza incredulo alla notizia, in quanto lavoriamo a questa cosa da quando sono arrivato qui, e niente sarebbe potuto accadere senza una parte dei miei colleghi con cui ho lavorato. Un successo di squadra quindi. Alla fine il mio post-doc é stato incredibilmente remunerato, molto di piú di quanto mi potessi mai aspettare.

Coincidenze

Oggi mentre tornavo dal lavoro in bici mi sono quasi scontrato contro la macchina della tristemente famosa pizzeria "Napoli", visto che il simpatico umorista non guardava chi veniva sull’attraversamento ciclabile. Sará stata questa visione improvvisa un messaggio divino per la pizza kabab (ma senza aglio), che ho avuto il coraggio di mangiare ?

Sicurezza stradale

Prima che mi dimentico delle varie impressioni di viaggio continuo con i miei post vacanzieri ma non troppo. Avendo girato per piú di 7000 km su circa 6 nazioni mi sono fatto abbastanza un’idea su come si guida in Europa e su come si rispetti o meno il codice della strada. Partiamo da una cosa : ci si lamenta spesso che non  ci sono pattuglie della stradale in Italia, beh non ne ho incontrata nessuna in tutta Europa. Fanno eccezione una pattuglia di motociclisti dal casco arancione (!) in Belgio, una macchina della "Gendarmerie" al confine tra Francia e Belgio ed un’auto della polizia in Svezia. Per il resto niente, assolutamente nulla. Tra l’altro, a dimostrare che la sicurezza non é data dal mostrare i muscoli, appena succedeva qualcosa (tipo un rimorchio rovesciato) la pattuglia della polizia tedesca appare come per miracolo. Insomma non ci facciamo vedere, ma sapete che ci siamo.

Ma le persone rispettano il codice ? Beh devo dire al 90% assolutamente si. In particolare la velocitá, in media superata non piú di un 10-20% rispetto ai limiti, il che fa di tedeschi, olandesi e francesi non dei mostri che rispettano le leggi alla virgola, ma in "discretamente" affidabili guidatori.

É divertente poi in Germania, dove una parte delle strade non ha limiti di velocitá e corrono come dei pazzi infuriati, poi si arriva ai pezzi con i limiti e tutti rallentano immediatamente. E soprattutto nessuno si é mai, dico mai, attaccato dietro, anche se io andavo piú lento in corsia di sorpasso. Rallentano, aspettano che fai il tuo sorpasso e poi sfrecciano di nuovo.

Anche in Francia ho trovato guidatori tranquilli, su tutti i tipi di strade, stop e precedenze sempre rispettati, nessun clacson. Quello che hanno é il parcheggio assurdo, spesso autorizzato con particolari segni sui marciapiedi, cosí non rimane quasi piú spazio per camminare ai pedoni! E poi si puó parcheggiare quasi dovunque ed in qualunque modo, cosa che invece tipo in Svezia ti fanno la multa dopo dieci minuti : )

Sulla qualitá delle strade. In linea di massima ottima, se eliminiamo il Belgio, ma ormai si é capito che questa nazione é ferma gli anni ’60. Strade molto grandi, mantenute alla perfezione. Anche qui qualche cantiere in estate (soprattutto in Germania), ma per il resto davvero ottime e pulite. Mi facevano morire dal ridere gli omini con il tagliaerba in Francia a sistemare tutte (e dico tutte) le aiuole delle autostrade e statali. Tranne che in Francia dove (alcune) autostrade sono a pagamento (ma abbastanza economiche), tutte le altre strade fatte sono assolutamente gratuite. In particolare ho apprezzato la rete viaria olandese, che bellissime strade, e che paesaggio. In Svezia l’autostrada che va da Malmö a Stoccolma  é a due corsie, a parte che presso Jönkoping diventa a tre corsie, a turno due a scendere ed una a salire e poi al contrario. Assurdo, la strada piú importante di comunicazione nord-sud svedese cosí per 35 km… va beh che poi il traffico é (quasi) inesistente!

Cosa strana in Francia, per passare da nord a sud di Parigi (cosa quasi obbligata in molte direzioni) devi passare per la circonvallazione di Parigi. Ora io posso essere anche contento di vedere la torre Eiffel ed altri monumenti, ma non ti rimanere bloccato su un’autostrada a quattro corsie tra i pendolari. Idem a Stoccolma, ma almeno qui c’é la scusante del lago, insomma da lí devi passare per motivi "geografici". Invece in Germania ed Olanda si va che una meraviglia, non ho mai visto tante strade (a parte gli USA), ponti, raccordi, gallerie, incredibile.

Riflessioni sulla Francia

Avendo un po’ di tempo libero questa sera stavo aggiustando le centinaia di foto che ho fatto questa estate, e mi sono ritrovato a pensare alla Francia ed alle varie cose viste, ma soprattutto alle "sensazioni" che ho avuto sul paese. Girando nei paesini piú piccoli ed in campagna, la prima cosa che salta all’occhio é l’incredibile cura dei piccoli centri. Tutto pulitissimo, fiori ovunque, piazze ben organizzate, parcheggi, servizi, tutto facile e ben tenuto. E noi non abbiamo girato in posti turistici tutto il tempo, anzi spesso eravamo i soli non francesi! Le strade sono ottime, anche in piena campagna, e cosí l’immagine che ho avuto é stata quella di un paese ricco, organizzato, capace. Ma anche dal volto umano, dai negozietti di panetteria o salumeria che io ricordo in Italia da bambino, i mercati del sabato, tutto molto bello, molto vivo ma non per questo sciatto o sporco.

Da un punto di vista turistico ovviamente i posti sono bellissimi, ma ne parleró piú in lá in dettaglio. Cioé che mi  ha (piacevolmente) colpito sono stati i prezzi molto inferiori a quelli italiani (l’anno scorso abbiamo viaggiato tra Campania, Toscana ed Umbria). E soprattutto la qualitá era ottima. Siamo sempre stati in b&b trovati su internet, con un prezzo medio di 55-60 euro per due. Curatissimi, i padroni gentilissimi, arredati con grande cura, tutti molto particolari. I prezzi dei ristoranti erano anche abbastanza bassi, con un menu di tre portate (carne, pesce, anche ostriche!), in media tra i 16 ed i 20 euro, cosa per me impossibile da trovare in Italia se non in rari casi. E la cosa bella é che il cibo era tutto molto buono, al novanta per cento gentili e disponibili. Irritante é la mancanza di volontá di parlare inglese, addirittura una mi ha risposto alla mia domanda "Can you speak english?" – "Naturalmente no!"… davvero sconfortante, come in alcuni musei dove chiedi in inglese e ti rispondono in francese. Tra l’altro l’intera Versailles é solo in francese sui cartelli, meno male che hanno l’audioguida gratis anche in altre lingue. Se non fosse per questa incredibile, stupida, anacronistica voglia di parlare solo francese credo davvero che la Francia possa essere una nazione importante e strategica e ricca a livello mondiale.

Come dicevo, ahimé, dal punto di vista turistico, in ogni modo, ho dovuto fare paragoni indecorosi con l’Italia dove siamo stati l’anno scorso. Infatti quest’anno abbiamo speso meno, viaggiato di piú e siamo stati trattati meglio, e nonostante l’anno scorso ero in Italia, dove parlo la lingua, conosco i posti e mi sono orientare molto meglio! Capisco molto bene perché molti stranieri che conosco di venire in Italia, dopo una volta, non ne vogliono sentire piú parlare. Peccato, non pensavo che la differenza fosse a questi livelli. Ovviamente parlo di quello che ho visto, ed in genere di realtá non troppo grandi o caotiche.

Ed attenzione, vorrei sottolineare che non parlo di qualitá dei posti, o della cucina o della storia, ma di attenzione alla ordinaria amministrazione, alla cura per i turisti e per i siti turistici, ma anche per le piccole cittá, per le cose di tutti i giorni. Nonché per i prezzi che non sono per niente folli, e soprattutto non piú tanto alti tra un posto turistico ed uno no.