Tolosa

Arrivi a Tolosa in una mattina di estate in cui il caldo scioglie il cemento per strada. La cittá é piena di gente ovunque, i tavolini dei bar pieni, persone che vanno e vengono, donne ben vestite, una luce incredibile. E questi palazzi tutti rosso molto chiaro, mattoncini che sembra di essere in una Inghilterra colorata. I bar ed i ristoranti spruzzano acqua e vapore per refrigerare un poco, ma l’unica salvezza é l’aria condizionata di un albergo. Poi la sera, mentre il sole tramonta piano, grande e rosso sulla Garonna, le piazze si riempiono ancora di piú, si beve e si mangia con poco, ed é tutto buonissimo. La vita intorno, i marciapiedi un poco sporchi, qualcuno che urla, ma in generale un’atmosfera incredibile. Tutti fuori, tutti a sorridersi, a chiacchierare, a prenderla questa vita. Perché alla fine basta mezzo litro di rosé ghiacciato, e va via anche un poco di calore.

Verso l’Atlantico

Questi giorni sono stati molto pieni di sensazioni, posti, persone, cibo. Quindi poco tempo per il blog. Lasciata la linguadoca varie tappe portano sempre più verso ovest. Carcassone, con la sua incantevole città medioevale ormai diventata un luna park a cielo aperto, era caldissima. Un forno vero e proprio dentro cui si muovevano turisti in caccia di souvenir da quattro soldi mentre mangiavano carne arrosto e patate fritte sotto il sole delle sei del pomeriggio. Ci sarebbe stato bene anche un bel cappuccino pensandoci. Da qui poi verso Tolosa, incantevole adagiata sulla Garonna. Un centro bellissimo, pieno di negozi, case, ristoranti, piazze. Anche qui caldissimo, ma almeno la bellezza intorno ti aiutava a girare per le strade. Certo, ad un certo punto l’unica salvezza è stata l’aria condizionata dell’hotel, ma va bene così. E poi ancora via. Verso ovest, perché in un viaggio è sempre bello arrivare al confine del mare. E quando arrivi sull’Atlantico sai che oltre non puoi andare. Ma questo è un altro post.

Il mezzogiorno francese

Andare in giro per la linguadoca è come vedere un posto che conosci già, ma anche diverso allo stesso tempo. Tanti paesini persi nella campagna ricordano moltissimo la Basilicata, le stesse atmosfere ed anche le stesse luci. L’unica cosa è la quasi totale mancanza di ristoranti, mangiare è stata abbastanza un’impresa. Intorno solo vigneti, quasi a perdita d’occhio, ed il vino, di ottima qualità, costa infatti pochissimo. Alle spalle delle lunghe spiaggia sabbiose si trovano poi delle montagne incantevoli, si può fare il bagno bei fiumi cristallini che scorrono in mezzo a canaloni strettissimi. A volte formano delle piscine tre scendendo a valle. Tutto costa pochissimo, sembra incredibile. Anche per questo, forse, inglesi, olandesi ma anche scandinavi stanno invadendo la regione, comprando case di vacanza ed aprendo b&b. La costa è anche molto bella, anche se larghi tratti sono rovinato dal turismo di massa, sembra di stare a Paestum, per chi conosce i luoghi. Certo che peró le spiagge sono gratis, pulitissime, attrezzate…

Linguadoca

Si lascia la Provenza, e poi di corsa verso sud. Le indicazioni stradali ti dicono Barcellona tra 350 km, ma si decide di restare qui. Che è in fondo la Francia che vuoi vedere. La lingua dica mi dà, fino ad ora, l’impressione di come potrebbe essere il sud Italia, quello profondo, se non fosse nello stivale. Immensi campi coltivati a vite, arsi da un sole cocente, e piccoli villaggi sonnacchiosi. Le vecchie del paese ti salutano quando passi, c’è un solo bar in mezzo alla piazza dove i guaglioni locali si incontrano per un aperitivo. Ma molto silenziosi nonostante tutto. I negozi che vendono un pochino di tutto hanno alle porte quelle strisciline di plastica colorata che mi ricordano la Basilicata, o comunque qualsiasi paese sperduto nel sud Italia. Le case sono di pietra, un pochino meno curate di quelle della Provenza, ma comunque ben tenute. Come al solito in Francia, almeno nei piccoli centri, nemmeno una carta per terra. Tutto è pulitissimo. L’opposto delle grandi città del paese, ma qui parliamo di gite in campagna. Ieri sera, in mezzo ad un parcheggio, avevano allestito un palchetto dove una improbabile band spagnola faceva finta di suonare. I vecchietti del paese si erano portati le sedie di plastica o di ferro, si erano messi li in mezzo a sentire, ed intanto si serviva un ottimo vino ad 1 euro al bicchiere. Da notare che la coca-cola costava 2 euro invece. Tutto mi ricordava le feste di paese del sud, dove i bambini corrono per strada contenti, i vecchietti escono la sera, ed il sindaco si fa bello per la grande organizzazione. Certo, mancava lo stand con la salsiccia e porchetta, e questa è indubbiamente una grande mancanza, i pochi adolescenti stavano buttati su dei gradini a parlare, probabilmente nell’attesa di diventare grandi e prendere la macchina. Stamattina al mare una spiaggia di sabbia finissima, immensa, pulitissima e soprattutto completamente gratis. Ogni tanto torrette di osservazione con i bagnini, bagni e docce gratis e pulitissimi. Insomma una giornata al mare spendendo tipo 5 euro per un onestissimo pranzo. E tante famiglie felici, bimbi al mare e ragazzi a giocare a racchettoni. Intanto un bel venticello arrivava sulla battigia, il mare era pulito, quasi trasparente. Un tuffo e si poteva stare al sole senza quasi sentirne il calore.

Vacanze

Tardo pomeriggio in Provenza. Il sole scende piano dietro gli alberi, lontano un cane abbaia, un padre cerca di dar da mangiare alla figlia. Una luce arancione, fortissima, entra in questa veranda di vetri e ceramica, solo il rumore di una farfalla che non riesce ad uscire rompe il silenzio. Un pomeriggio passato in piscina, nessun pensiero in testa. Chiudo gli occhi e mi sento qui, presente. Nel momento.

Odore di lavanda

Sembra un cliché, eppure la lavanda è letteralmente ovunque in Provenza. Strade piccole e piene di curve attraversano una campagna curatissisma, elegante, verde di vigne e di alberi. E poi si scende in una valle, apri i finestrini, e l’intera vallata profuma di lavanda. Intere distese di macchie viola, e questo odore che impregna ogni cosa. Sembra quasi arrivarti incontro.

Provenza

Rumore di cicale, milioni ma invisibili. Un corvo in lontananza, campi di lavanda forse qui intorno. Un caldo incredibile, ed il rumore delicato dell’acqua di una piscina in cui dei bambini giocano a palla. Colazione con pan-aux-chocolate, marmellata e pane e burro. Al mercato donne in sandali brikenstock ed uomini a torso nudo. Il vino costa meno dell’acqua. Soprattutto silenzio, tanto silenzio. E quasi 9 nove ore di sonno. La sera, in campagna, fa addirittura un pochino fresco. Ieri notte si vedevano milioni di stelle, da perdercisi dentro.