La cura del cancro

Leggendo e pensando sono arrivato ad alcune riflessioni molto personali sulle recenti elezioni amministrative italiane. Ma partiamo un pochino piú da lontano. Nella mia breve carriera lavorativa mi sono occupato durante il dottorato e qui in Svezia, di ricerca medica di base. Quattro anni studiando virus, ed altri tre qui in ricerca sul cancro. Le cose non sono andate male, visto che una delle mie pubblicazioni é finita su Nature. Adesso mi occupo di malattie infiammatorie croniche, per una multinazionale e sono a contatto con le ricerche che si svolgono in tutto il mondo nel campo. Nonostante questo mi reputo una persona che conosce una parte molto piccola dello scibile umano, e che ha fatto e fa quello che puó perché alcune persone un giorno (o adesso) vivano meglio quando sono ammalate. Ovviamente il mio contributo é piccolissimo, perché dalla ricerca di base alla cura ne passa di strada. Mi sento molto piú vicino ed utile ai pazienti adesso, devo dire la veritá. E come me conosco tantissime persone che hanno fatto la mia strada, e come ho ripetuto piú volte circa il 95% di colleghi o amici italiani vivono e lavorano felicemente fuori dai patri confini. E (quasi) nessuno di noi si permette di dire che abbiamo trovato la cura di tutti i mali, nonostante tutto il lavoro, gli articoli pubblicati, le notti passate in laboratorio invece che andare a donnine. Questo lungo preambolo solo per dire che se gli italiani vogliono (e lo vogliono), uno che da un palco promette di sconfiggere il cancro in tre anni, beh, ho avuto ancora una volta la prova che abbiamo fatto proprio bene ad andare dove la scienza é considerata una cosa seria, e non dove la sofferenza viene usata a scopi elettorali. Insomma, italiani. La scelta la avete fatta, tra noi e lui. Buona fortuna, ne avete proprio bisogno.

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Aereoporti del mondo

Poiché ogni tanto parliamo anche di cose serie su questo blog, stasera leggevo la notizia dell'elezione dei migliori aereoporti del mondo. Su questo sito tutte le varie classifiche. Non sono un gran conoscente dell'Asia, ma posso dare il mio giudizio su praticamente tutti gli aereoporti europei : )

Sono molto d'accordo su Monaco, uno degli aereoporti piú belli che ci sia. Sono molto contento che sia arrivato primo in Europa. Accogliente, pieno di negozi dove si mangia cibo decente (anzi in alcuni casi molto buono), bagni puliti, tanto spazio, caffé, te e giornali gratis. Quando vengo in Italia mi fermo apposta li, pur di non fermarmi a Malpensa, che sarebbe una tragedia.

Anche Zurigo, arrivato secondo, é davvero bello e soprattutto funzionale. Si entra nell'area principale senza controlli di sicurezza, che si faranno poi direttamente al gate. Devo dire che peró personalmente preferisco Amsterdam, arrivato terzo, Di Zurigo una cosa che mi ha lasciato sconvolto é che i terminali per il check-in sono solo in tedesco, non si poteva cambiare lingua, almeno con la Star Alliance. O sono io confuso e non ci sono riuscito, tutto puó essere!

Amsterdam é un aereoporto che ho visto tante di quelle volte da conoscere quasi tutti i gates a memoria. Molto bello, con tante cose da fare, tanto posto, arioso, delle bellissime sedie/divani per riposarsi tra un volo e l'altro, nonché un fantastico negozio di cioccolata che consiglio. I controlli di sicurezza sono spesso lunghi, ma alla fine non un grosso problema. Unico neo per me é che i bagni nei vari terminal sono sempre al piano di sotto scala mobile. Altra nota dolente a pensarci é la consegna bagagli, lenta. Ottimo il servizio dei treni, con la stazione proprio sotto l'aereoporto e prezzi normali, pochi euro.

Non sono d'accordo invece sugli aereporti del nord Europa, che conosco praticamente a memoria. Non capisco davvero come Helsinki possa essere il migliore. Ci sono spesso rimasto per ore, pochi bar, quasi nessuna sedia, bagni piccoli, controlli di sicurezza non sempre simpatici,, piccolissimo. Oslo mi piace, una struttura molto bella. Controlli di sicurezza spesso lunghi, se si cambia per un volo interno ti constringono ad uscire e poi rientrare per la dogana, bagni dimensione puffi. Ma comunque mi piace, non so perché. Arlanda a Stoccolma é quasi la mia seconda casa. Ottimo sistema per i bagagli, tutto informatizzato se si viaggia con SAS (non devi stampare nessun biglietto), controlli di sicurezza sempre velocissimi, anche se con il nuovo terminal 5 hanno fatto un peggioramento secondo me. Tantissimi negozi, ci si gira che é una bellezza. Ma il preferito resta Copenhagen, che se migliorasse le file interminabili alla sicurezza sarebbe un vero gioiello. Molto grande, tantissimi bar diversi, negozi anche interessanti, niente male.

Per pietá non cito gli aereoporti italiani. L'unico che secondo me si salva é proprio Napoli, in assoluto il migiore in cui sia stato nella penisola.

I confini

Piú ci penso piú mi convinco che ero un bambino con grandi sogni, probabilmente troppi. O forse sono cosi tutti i bambini, non lo so. Da piccolo pensavo alla vita come ad un insieme di fasi ben distinte, in cui sarei stato una cosa, poi un'altra e poi un'altra ancora. Di una sola cosa ero convinto, che volevo costruire astronavi ed aerei. Ho finito per fare ricerca in biomedicina, ma va bene lo stesso, quelli erano sogni da cartoni animati giapponesi. Ma comunque, a parte questo, pensavo davvero che finita una cosa ne sarebbe iniziata un'altra, come quando finita la scuola media iniziava il liceo. E tutto era in ordnie, cinque anni di studi, nuovi compagni, tutto insieme, chiudi una porta e ne apri un'altra. Poi inizia la vita e ti accorgi che in realtá é tutto un insieme fluido. Come in un recipiente in cui si mischiano diversi colori, uno compare, ma quello di prima é ancora li, e poi piano se ne va, e poi potrebbe anche tornare. Nella vita spesso mancano i confini, sarebbe piú facile tracciare una linea.

Up in the air

Oggi pomeriggio ho visto questo film con George Clooney. Ero da un poco di tempo curioso, in quanto la vita del protagonista mi ricorda un pochino la mia (anche se molto piú accentuata la sua). E devo dire che ci hanno preso giusto. Ho proprio visto atmosfere che mi sono abbastanza note, le hall dei grandi alberghi tutti uguali, il passare la fila con la carta "frequent flyer", il passare i controlli di sicurezza con una tecnica collaudata. E poi i transfer dagli aereoporti, le riunioni, le persone che si incontrano nei bar di questi alberghi, proprio tutto cosi. A parte questo il film ha un pochino di alti e bassi, ma secondo me é uno specchio molto fedele di un certo mondo degli affari, che poi conosco da vicino. Anche il finale mi é piaciuto, molto vero. Diciamo che un pochino me lo aspettavo. Purtroppo.

Festival del cinema russo

in questi giorni tra Uppsala e Stoccolma si svolge l'undicesima edizione di questo festival, e quest'anno sono finalmente riuscito ad andarci. Il film é stato proiettato in una delle sale cinema piú vecchie di Uppsala e penso della Svezia, quella dove il piccolo Ingmar Bergman ha conosciuto per la prima volta la magia del cinema nelle lunghe giornate estive portato dalla nonna. Le sedie sono vecchissime in legno, scomodissime, ma per fortuna ci si poteva dotare di cuscini. Peró devo dire che ha un certo fascino vedere un film in quel posto. Qui il sito del cinema (http://www.slottsbio.com/) ed una foto fatta da me.

Il film che abbiamo visto si chiama "Hipsters", ed é assolutamente bellissimo. Divertente, molto movimentato, quasi un'esplosione di colori. É una specie di musical in russo ambientato nell'URSS del 1955. Immagina una serie di ragazzi che ad un certo punto inizia a vestirsi con colori sgargianti per copiare la moda americana del tempo, ballano e suonano Jazz. Il tutto é anche una critica al regime dell'epoca ed una speranza ad un futuro migliore. Qui il sito del festival e la pagine del film dove potete vedere il trailer, oppure qui una critica in inglese.

Se riuscite mai a trovarlo é assolutamente consigliatissimo, ne sono davvero entusiasta.

Toccata e fuga

Oggi ho fatto una scappata a Copenhagen per lavoro, parlato per circa cinque ore di fila per un seminario/lezione e poi tornano indietro. Li al sud, era primavera.