La pressione sociale

Dopo tanti anni qui in Svezia, si iniziano a vedere cose che prima era difficile intuire. Una delle cose che piú mi ha colpito nell'ultimo periodo é come diverse persone che conosco, e parlo di svedesi, vengano presi quasi dal "panico" di non avere una famiglia o dei figli. Mi sembra che la societá, infatti, non guardi molto bene chi non produce prole, e considerando che da queste parti é molto mal visto l'essere diversi dalla massa (anche se le cose stanno cambiando), potete capire quanto ci danno dentro con i figli. In particolare conosco piú di una coppia, che dopo essersi conosciuti, si sono fidanzati con anello dopo 6 mesi, quindi vivono insieme e poi subito sfornano il primo bambino. E la cosa vale sia per uomini che per donne quando si avvicinano i 30 anni. Visti poi i tassi di divorzio/separazione immagino che il 50% di questi bambini vivranno divisi tra due case, cosa qui molto comune, e su cui oggettivamente non ci vedo niente di male se la si fa funzionare. Capita spesso che molte persone, venendo qui in visita, notino come prima cosa l'enorme numero di bambini che girano. Certo una parte é dovuta ai benefici parentali che sono molto estesi, ma secondo me anche al fatto che oggi é "trendy" avere una famiglia numerosa. C'era anche un articolo sul giornale nazionale qualche giorno fa su questo argomento. Molti stoccolmesi amano seguire le mode, quindi non mi meraviglierebbe se non seguissero anche questa. Una cosa importante é che non sto giudicando, anzi. Per me basta che le persone sono contente e ci credono davvero in quello che fanno, non c'é nessun problema. Mi chiedo, ma potrei anche sbagliarmi, se poi lo sono davvero. Ma é giá difficile capire la propria di felicitá, figurarsi quella degli altri.

Oceano, mare

C'erano una volte dei giorni dipinti da grandi sogni, da illusioni, da parole lette su fin troppi libri. Erano tempi di grandi illusioni e di speranze, anche di poter cambiare il mondo. Erano anche tempi troppo romantici, addirittura sdolcinati in certi momenti, ma sicuramente liberi, in cui si sono fatte a volte scelte senza poi pensare nemmeno troppo al futuro. Erano tempi immaturi, ma anche tempi pieni di speranza, di grandi spazi, di possibilitá. Questi non so che tempi siano, davvero. Ho difficoltá a darne una definizione.

– A volte mi chiedo che cosa stiamo aspettando.

[Silenzio]

– Che sia troppo tardi madame…

Un'altra settimana

É stata una giornata molto lunga, oggi pienissima di lavoro. Ci siamo visti con alcuni colleghi alle 7:00 del mattino al mio albergo, poi via in riunioni, seminari, altre riunioni, teleconferenze… sono arrivato praticamente verso le 15:30 che ho alla fine chiuso tutto e via, di nuovo di ritorno verso la Svezia. In queste giornate si sente davvero la stanchezza delle tantissime cose da fare, torni a casa e l'unica cosa che si vuole fare é dormire.

Copenhagen, finalmente tu

 

Come ho scritto anche qualche altra volta, passo costantemente a Copenhagen per lavoro e non avevo mai visto la cittá. Dico finalmente avevo, perché oggi pomeriggio, dopo essere arrivato al mio solito albergo in aereoporto, ho deciso di smettere di lavorare alle 17:00 e me ne sono andato in centro per una lunga camminata. Devo dire, che per quel che ho visto, la cittá mi ha sorpreso molto positivamente. Bei palazzi antichi, canali, lunghe strade piene di piste ciclabili e soprattutto un'architettura interessante, da capitale. Mancano (o almeno non li ho visti), tutta quella miriade infinita di palazzi anni ´60 che hanno distrutto tanti angoli di Stoccolma. In quel periodo, mi é stato raccontanto, per una mania di modernitá in Svezia buttarono giú interi quartieri molto antichi per costruire orribili palazzoni grigi in cemento armato a vista. Ho anche letto da qualche parte che avevano in mente di buttare giú Gamla Stan (la cittá vecchia)… meno male che si sono fermati. In ogni modo Copenhagen mi ha colpito per i bei palazzi antichi, le strade che si intrecciano le une alle altre nella parte piú vecchia, un senso di "cittá antica" che ho raramente visto nel Nord Europa, dove tutto é relativamente moderno e spesso archittettonicamente molto discutibile. Altra cosa interessante é la quantitá di persone fuori a mangiare e bere un qualunque giovedí sera, considerando anche il freddo glaciale di questi giorni. Insomma, merita una visita piú approfondita!

Rhapsody in blue

Notte scura, notte gelida questa di Stoccolma. Ho spento le luci e mi sono messo alla finestra a guardare il lago riflettere i muri dei palazzi antichi. Silenzio intorno, pochissime macchine che passano sotto le mie finestre. Chiudo gli occhi, ed ho immaginato di essere qui… da provare.

L'esodo

Una cosa che sto notando sempre di piú nell'ultimo periodo, é che conosco sempre piú italiani. Sembra davvero che negli ultimi 2-3 anni il numero di ragazzi e ragazze che lascia il Bel Paese stia crescendo in maniera esponenziale. E non parlo solo di ricercatori o dottorandi, ma anche di persone con un altro tipo di educazione, dai medici agli ingegneri, passando per i pizzaioli, musicisti, artisti, muratori… chi piú ne ha piú ne metta. Ed immagino che se l'ondata migratoria sia cosi forte in Svezia, che di per se é un paese piccolo, ai confini d'Europa, dove difficilmente puoi lavorare in inglese e con la disoccupazione che sale (anche se mediamente benestante), mi chiedo cosa succeda in posti piú grandi, tipo Londra, Parigi, la Svizzera, gli Stati Uniti. Ma davvero, qualcuno rimane in Italia? Guardando la tv, quelle poche volte che passo per Napoli, mi sembra di vedere una serie di programmi ottimo per un centro anziani. Gli amici della mia etá sono spesso senza un'occupazione fissa o con un salario abbastanza basso, nessuno si fa una famiglia… Chi sa cosa succederá tra 10-20 anni, forse sará una nazione abitata da vecchi italiani e giovani immigrati. E forse potrebbe anche essere una soluzione interessante.

Due notti

Stanotte, tornando a casa, si vedevano nell'aria piccoli cristalli di ghiaccio volare contro le luci dei lampioni, volteggiare nell'aria fredda della notte svedese. Ci si accorge man mano che le giornate si stanno alungando, dalla luce che arriva sempre prima nella stanza da letto la mattina, dalle giornate che diventano man mano piú lunghe. Intanto il tempo passa, le cose succedono, ed altre arrivano, come in un continuo. A volte vorrei fermarmi a guardare il cielo sotto una panchina, e perdermi nei pensieri. Ieri notte la Luna, quasi piena ma un pochino triste come sempre quando é calante, si é fermata per un attimo su Kungsholmen, proprio vicino al campanile del municipio. Sembrava di essere in un quadro, illuminati dalla luce argentea. Le strade deserte, pochi autobus, e la Luna fra i tetti. Stasera, invece, tra le vie piccole e strette di Söder, si sentiva un sassofono arrivare da un appartamento in alto, e poi risate di amici, qualche applauso. Non sono riuscito a capire da dove venisse, nonostante mi sia guardato un attimo in giro. Un pochino come la felicitá, sai che da qualche parte c'é, la senti, ma é difficile da trovare.