Una settimana romana

E così anche questo giro di riunioni è finito. Devo dire che l’incantevole clima romano ha molto aiutato a far sentire tutti a proprio agio. Camminare la sera nelle stradine illuminate dalle fioche luci gialle, perdersi tra i vicoli della Roma medioevale e rinascimentale, sentire la storia che trasuda dai muri, sono tutte cose che ridanno un senso ai giorni, e sopratutto ti fanno capire quanto diverso sia questo mondo in cui tutti viviamo. Certo, ci sono poi cose che non fanno piacere, come la forte maleducazione di chi lavora nei servizi, la strafottenza degli italiani, questo “trattar male” i turisti che oggettivamente continuo a non spiegarmi, ma ci sarà pure un motivo per il quale un posto incantevole come l’Italia non può assicurare un certo tenore di vita ai suoi cittadini. Certo a volte mi chiedo cosa sia un alto tenore di vita, se la perfezione esterna può appagare abbastanza, ma sono discorsi lunghi e complessi. Ieri sera ho poi preso un treno per Napoli dove sono arrivato verso ora di cena. Il tempo continua ad essere meraviglioso, con un sole alto nel cielo ed il profumo della primavera. Vi lascio intanto qualche foto di Roma.

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Roma non fa la stupida stasera

Le giornate romane continuano ad essere deliziose. C’è un tempo incantevole, caldo ma non troppo, con un venticello serale che rinfresca la testa dopo un paio di bicchieri di rosso dei castelli. Purtroppo per me sono comunque in una sala riunioni senza finestre per circa 10 ore al giorno, ma la sera è bellissimo perdersi tra le stradine del centro. Le persone per strada a sera tardi, i negozi e ristoranti aperti, il vociare dei gatti che si rincorrono la notte e quasi si azzuffano, le luci gialle delle strade antiche, una persona che cammina silenziosa lungo il fiume. Mentre la città sembra dormire, ma in realtà ti guarda dietro le serrande di legno di una finestra socchiusa.

Quel ponentino della sera

Tornati da un viaggio si parte per un altro. Una vita tra le valigie da fare e disfare. Oggi sono a Roma, una cittá caotica ma incredibile. Quanto adoro camminare per le strade del centro e perdermi nei colori caldi dei palazzi, guardare quelle finestre bellissime, le colonne, le torri, le cupole che si innalzano in un cielo azzurro. Roma é una di quelle cittá che rende felice sono a camminarci dentro, nonostante il Tevere che proprio non ha piú un color biondo, o il traffico che é letteralmente folle. Ma quando ti trovi in una serata di fine marzo a girare solo con una giacca, mentre un venticello fresco passa tra i viali ancora caldi della giornata, ecco, allora l’unica cosa é sedersi ad un’osteria, ordinare un piatto di cacio e pepe, e guardare lontani la Luna, Giove e Venere che si allineano proprio sopra il Cupolone.

Immagini di San Diego

Dopo un viaggio molto lungo con due scali (Chicago e Copenhagen), sono tornato a Stoccolma oggi pomeriggio. Stranamente sento meno il jet-jag che all’andata per il momento. Sará che ho dormito come un bimbo in aereo. Stavo guardando adesso le foto fatte in California e ne ho trovate tante che sono davvero incantevoli. Mi sa che ne posteró un pochino nei prossimi giorni.

1) Surf

2) Vecchietto asiatico che preparava le esche per pescare. Con grande interesse dei gabbiani…

3) Il pontile di Ocean Beach

4) Sará un cormorano ?

5) Il Pacifico. Era davvero come essere alla fine della terra.

Pacific coast

Ieri pomeriggio ho finalmente avuto un attimo di riposo. Quindi dopo essere andato ad Ocean Beach come ho scritto, mi sono visto in serata con vecchia amica che non vedevo da tanto. Ho così avuto la possibilità di vedere la parte più genuina di San Diego, dove vivono le persone “normali”. Insomma non downtown che è piena di alberghi. Devo dire che il senso di essere in California era fortissimo. Saranno i tanti film che uno ha visto, ma queste casette basse, i viali su cui si affacciano palme alte e sottili, le auto, gli incroci. Tutto sapeva tanto di America. Ci sono poi dei quartieri davvero molto belli a San Diego, che si affacciano sulla baia da un lato e sull’oceano dall’altro. Abbiamo poi finito camminando un pochino lungo il Pacifico. Le onde grandi ma lente che si infrangevano lunga la costa, gli skaters che si divertivano sul lungomare, questo riverbero quasi blu delle onde, sembrava tutto come in un sogno. Anche la temperatura era piacevolissima, con circa 15-20 gradi. Le stelle alte in un cielo pulitissimo, quasi senza inquinamento luminoso, visto che in US l’illuminazione stradale è spesso non esistente fuori dal centro. Si vedevano chiaramente Venere e Giove allineati ed inclinati quasi a 90 gradi sull’orizzonte, un chiaro segno del fatto che si avvicina all’equatore. Tornado in albergo le macchine sfrecciavano sulla freeway a quattro corsie, nel buio della notte. Fino a quando le luci dei grattacieli di downtown si sono affacciate nel buio. Come in un sogno ad occhi aperti.

L’onda perfetta

Questi giorni in California sono stati davvero impegnativi da un punto di vista lavorativo, ma anche pieni di soddisfazioni. E mi sono anche divertito qualche volta. Il tempo é invece stato miserabile, con pioggia, vento e tempeste tropicali. Secondo quelli che vivono qui a San Diego, é una cosa che succede per massimo 4-5 giorni l’anno. Ovviamente doveva succedere quando eravamo qui noi 🙂 Comunque oggi invece la giornata é stata incantevole. Un sole bellissimo e caldo, circa 25 gradi e tanto vento che porta il profumo dell’oceano. Dopo una mattinata in cittá sono andato in taxi su una spiagga lungo l’oceano. Il posto é abbastanza famoso, si chiama “Ocean Beach” ed é un pochino una community di fricchettoni, ma mi í piaciuto molto. Sembrava davvero di essere in un film. Su questo mare azzurro scomposto da un vento piacevolissimo si ergevano onde molte grandi, che rimbombavano nella testa. Un pontile lunghissimo si inoltrava nel mare, con i gabbiani che volavano alti nel cielo, il vento tra i capelli ed i pensieri che volavano via. La spiaggia era lunga e sabbiosa, ed il sole in controluce creava milioni di riflessi mettendo in evidenza le siluhette nere dei surfisti. Mi sono seduto ad un caffé a guardare il mare, gli occhiali da soli per nascodere la solitudine, i pensieri che volavano via da soli, il sentirsi in un posto magico, mai visto ma da sempre sognato. Ero arrivato alla fine del mondo, piú in lá solo la solitudine immensa del Pacifico. Una volta arrivato lí, puoi solo guardarti indietro e ricominciare.