32 gradi di separazione

Dopo un fine settimana nel Belgio, si arriva domenica notte a casa verso le 23:00. La seconda valigia é giá sul divano, con i vestiti piegati e giá pronti ad un altro viaggio. Togli quelli sporchi, cambi, chiudi, dormi si e no 5 ore e poi si riparte. Lunedi mattina, taxi, scalo a Copenhagen e poi circa 7 ore di volo. Lascio una Stoccolma innevata a -7 per atterrare a +25, sole che splende ed odore di mare salato in lontananza. Dai grattacieli vedo le autostrade su cui passano tantissime automobili, allungo di poco la testa ed eccolo lí, blu, profondo. Il mare.

Annunci

Ghent

In giro da qualche giorno, come capita spesso. Martedì a Copenhagen, giornata lunga ma interessante. Tanta neve, freddo e ghiaccio. Mercoledì dopo pranzo verso il Belgio, per un’altra due giorni a Ghent, nelle fiandre. Non ci ero mai stato, e devo dire che la città è assolutamente incantevole. Il centro è tutto messo a nuovo, completamente medioevale. Le case si affacciano sul fiume, che biforca proprio davanti la cattedrale. Tutto pulitissimo, tanti studenti per strada, bellissima illuminazione, ponti, bar, biciclette. Stamattina colazione lungo il fiume, mentre il sole illuminava la stanza dalle grosse vetrate. Uno sguardo fuori, tempo di portare fuori la valigia. E si continua con un altro taxi che ti aspettava da dieci minuti.

Una domenica mattina

É proprio un inverno che non se ne vuole andare questo qui. Nelle ultime settimane ci si sveglia tranquillamente a -6, a volte anche -11. E continua a fare freddo tutto il giorno. Per esempio in questo momento guardo fuori la finestra ed addirittura nevica… Ieri mattina ne ho approfittato per una corsetta mattutina intorno al lago. Un giro diverso dal solito, verso il terminal delle navi che vanno in Finlandia, e poi su per Södermalm. Mattina presto, cielo cristallino e pochissime persone per strada. Qualche corridore, un padre che spinge un passeggino nell’aria polare. Il silenzio delle poche macchine per strada. Ancora qualche lastra di ghiaccio che impedisce di camminare bene. Un campo giochi per bambini trasformato in una pista di pattinaggio. Le altalene in attesa dell’estate. Quasi come i passanti chiusi ancora nei cappotti lunghi e le sciarpe. A fermarsi a guardare il sole. Almeno quello, é tornato.

L’ottimismo é il sale della vita

Un’aria fredda in faccia questo pomeriggio, ed il sole che quasi scaldava. In pausa pranzo ho fatto un giro qui intorno, prima Södermalm, poi la cittá vecchia. Non tanta gente per strada, ma questo vento tagliente che entrava nel cappotto. Troppo leggero, troppo ottimista. Ma forse la vita va presa anche un pochino cosi certe volte. Vedi il sole, sai che é marzo, e ti ostino a vestirti troppo leggero nella speranza che l’inverno stia per finire. Se poi arriverá la primavera, lo scopriremo solo vivendo.

Caraibi o quasi

Apro piano la finestra, la luce del sole entra prepotente. Un’aria fresca, vento e sentore di primavera. In lontananza rumori di macchine, costante. Grattacieli all’orizzonte che si illuminano la notte. Dal 29esimo piano guardo l’oceano di fronte a me, blu, azzurro, cristallino. I Caraibi sono di poco più in là, grandi navi da crociera sono attraccate al porto e tantissime altre barche si muovono nelle isolette della baia. Ho passeggiato a lungo tra ponti, ville ed isole per poi trovarmi sulla spiaggia. Tolto le scarpe mi sono messo sul bagnasciuga e sentire l’oceano venirmi addosso. L’acqua del colore del cristallo, fredda, gelida, tremendamente invitante dopo la sudata della mattina. Molti stesi sulla spiaggia si fermavano a guardare l’orizzonte, che sa a cosa pensavano.