Un pomeriggio in treno

Il treno passa tra le campagne di Kyushu, lento nelle curve tra colline lussureggianti e risaie ai bordi delle strade. Io guardo lo s compartimento semi-vuoto dove tre vecchi e dormono con le loro mascherine sulla bocca. Prima di salire hanno anche cercato di attaccare bottone. Metto la musica nelle orecchie e faccio partire Battisti, che ci sta sempre bene, anche in una giornata uggiosa di un Aprile ai confini del mondo, qui nel sud del Giappone. Il treno continua lento, passerà tra poco intorno al monte Aso, lasciandosi alle spalle l’oceano. Il conduttore dice cose incomprensibili, mentre l’assetto ai biglietti passa ad ogni stazione, si inchina e controlla i biglietti. Tutto appare come calmo nella nebbia che avvolge le colline, fermo come forse era secolo fa. Tutto scorre, tutto passa, ed io con il viso attaccato al finestrino mi chiedo tante cose, ed ho sempre più domande di quante ce ne siano di risposte.

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