Tra Parigi e Barcellona

Lunedì mattina, tre ore di sonno. Gli occhi che si aprono a stento, le gambe che si muovono lente, un taxi che aspetta nel buio. Arrivo dopo qualche ora in un castello del 1700 fuori Parigi. L’aria è fresca, ma si sta bene anche all’aperto. Campagna bellissima come al solito in Francia, cibo eccellente, riunioni lunghe. Vado a dormire verso l’una di notte per risvegliarmi alle 4:30. Ancora il buio, un taxi nella notte ed un altro aereo che dopo qualche ora mi porta a Barcellona. Piove, ma si sta bene. La riunione inizia dopo
qualche minuto, si continua fino al tardo pomeriggio. Vado in camera e dal sedicesimo piano del grattacielo guardo il sole tramontare dietro il mediterraneo. Stamattina mi sveglia una luce forte, che si riflette nella stanza e riscalda l’aria. Ancora riunioni fino a tarda sera, guardo ogni tanto il mondo fuori passare. Il sole splende, qualcuno passeggia sul lungomare, io mi perdo nei miei sogni quotidiani. Tanto quello che è stato è lì nella memoria. Tutto il resto è solo pane quotidiano e biscotti al cioccolato.

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