In giro per la province

Nel poco tempo libero riesco comunque a vedere un poco della capitale iraniana. Nel caveau della banca centrale si trovano i gioielli della corona, che lo shia ha lasciato prima di abbandonare il paese del 1979 a causa della rivoluzione. Poi il palazzo reale di Golestan, in cui sembra quasi di essere nel vecchio videogioco di “Prince of Persia”. Immagino chiunque sia della mia etá lo ricorda.

E poi si inizia a lasciare la capitale, per altre riunioni nelle principali provincie. I voli interni in Iran non sono proprio la cosa piú affascinante di questo viaggio. A causa delle sanzioni internazionali, infatti, é molto difficile, se non impossibile, importare pezzi di ricambio o comprare nuovi aeroplani. Quindi finisco per viaggiare in vecchi MD80 risalenti alla fine degli anni ´90, e penso addirittura di avere preso un Tupolev una volta. Ma forse preferisco non pensarci. Gli aerei sono davvero vecchi e mal messi, e non so se lo rifarei un’altra volta. Ma almeno sono qui a raccontarla.

La prima provincia che visito é a nord, quella dell´Azerbajdzjan, che ha lo stesso nome dello stato confinante. La capitale si chiama Tabriz, ed ospita uno dei piú antichi bazar al coperto del mondo, che riesco a visitare. Una cosa interessante che noto é come, essendo praticamente l’unico occidentale in visita, nessuno cerca di vendermi qualcosa, o mi tira da una parte o da un’altra come accade in Turchia o in altri paesi del medioriente. Mi guardano con aria di curiositá, e quando chiedo qualcosa (tradotta dai miei colleghi), sono pronti a rispondermi molto gentilmente, anche se non sono lí per comprare nulla. Questo é il posto piú famoso in Iran per i tappeti, ed é incredibile vedere cosa sono capaci di produrre, la qualitá delle tele… sembra di toccare una nuvola. Molti parlano turco come lingua nativa, e poi persiano. Mi si dice con un forte accento. Dall’albergo che ci ospita per un giorno si vedono le montagne di sfondo, pochi centinaia di chilometri ed inizia il caucaso, l’Armenia e la Georgia. Un altro mondo, lí a pochi passi, che quasi profuma d’Europa.

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