Vilnius

L’autobus riparte da Riga in direzione sud, ancora la via Baltica. Il paesaggio cambia leggermente, ed anche se ci sono sempre tantissime foreste, molte piú campagne coltivate, ogni tanto qualche paesino. Quattro ore e mezza dopo iniziano a vedersi i palazzoni in stile sovietico, la solita torre della televisione altissima, e poi piano piano la cittá. Vilnus appare diversissima da Riga e Tallin. Come in una macchina del tempo passiamo dal medioevo al barocco. Il centro é un vero e proprio gioiello di architettura, con chiese bellissime praticamente ad ogni angolo, bei palazzi, piazze larghe e stradine acciottolate. Potrebbe benissimo essere una cittá del centro Italia se non fosse per le scritte in lituano sui negozi e nelle vie. Abbiamo chiaramente lasciato la scandinavia, e si entra a pieno titolo nell’Europa centro-orientale. A pochi chilometri di qui c’é infatti la Belorussia, ma qui si sente aria di Polonia, quasi di Praga. Anche le persone e la lingua ricordano molto la Polonia. Ovviamente anche qui donne ovunque e di una bellezza indicibile, ma molto piú socievoli e simpatiche delle spigolose lettoni. Gli uomini fanno pian piano la ricomparsa, anche se la sera fondamentalmente spariscono o quasi. Si dice siano a bere e guardare basket in TV, sport nazionale. La vita notturna, anche se non eccessiva data la dimensione della cittá, é comunque eccezionale. Tantissime terrazze all’aperto in vecchi cortili medioevali e barocchi, vino ed ottima birra a prezzi bassi, concerti jazz con band di studenti, persone tutte vestite molto bene, strade pulite, luci gialle e soffuse nei vicoli dove si sentono ovunque rumori di tacchi di ragazze vestite con una cura incredibile. Si nota molto piú stile ed eleganza, sopratutto se si confronta con Riga, dalla forte influenza russa. Esco tutte le sere, incontro una decina di americani in cittá per il matrimonio di uno di loro con una ragazza locale, trovo un bar incredibile dove fanno probabilmente i migliori cocktails che ho mai potuto provare, mi fermo a parlare con persone sconosciute, e mi trovo all’improvviso quasi a casa nelle stradine del centro medioevale. All’esterno la cittá ha ovviamente ancora da migliorare, ed una ragazza conosciuta il giorno prima mi porta in gita con la sua auto ad un castello a 30km (Trakai), costruito su un’isola in mezzo al lago. Le periferie di Vilnius sono piene di palazzoni grigi di epoca sovietica, grosse fabbriche, stradoni illuminati. Mi si dice che uno straniero qui sarebbe quasi sicuramente derubato, e le stesse cose me le avevano dette anche a Tallinn e Riga. Guardando in giro, comunque, riconosco la fisionomia di tanti quartieri, in quanto Stoccolma é praticamente uguale nelle sue periferie. Tranne per l’aspetto della sicurezza ovviamente. E simili sono anche molte periferie di altre grandi cittá occidentali. Dopo tre giorni lascio Vilnius in una bella giornata di sole, cielo azzurro e vento fresco. Tante nuvole sulla piazza della Cattedrale, e nuovi ricordi da portare con se.

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