Riga

L’autobus lascia Tallinn velocemente, e dopo pochi minuti siamo in mezzo alle foreste. Scendendo verso sud ogni tanto si intravede il mare a destra. É la vecchia via Baltica, che collega questa parte di mondo all’Europa. Passiamo in confine con la Lettonia, e la polizia sale a bordo per controllare i documenti dei passeggeri, anche se siamo in area Schengen ogni tanto capita in effetti. Passiamo la periferia di Riga, tra i soliti casermoni sovietici, case mezze diroccate, e queste persone per strada che hanno un chiaro sentore i est Europa. Lo vedi nelle facce, che raramente sorridono, nelle scarpe tutte uguali, in questo senso di “lasciato andare” che mi sembra così comune da queste parti. La stazione degli autobus di Riga si trova giusto fuori dalla città vecchia, in un mercato all’aperto immenso costruito tra i capannoni dei dirigibili lasciati dai tedeschi dopo la prima guerra mondiale. Potrebbe essere tranquillamente un mercato dell’Asia centrale, per le persone, la quantità di merce e verdure, pesce, carne. Riga é molto più grande di Tallinn, forse meno pittoresca, ma molto più vitale. Tante case molto belle di vari stili architettonici, chiese medioevali, interi quartieri costruiti in art nouveau, che sono fianco a fianco a case diroccate. Tantissimi russi, che costituiscono un 40% della popolazione totale, e la maggioranza nella capitale. E si capisce facilmente come le due etnie non si amino troppo. Ancora una volta i maschi non sono pervenuti, una minoranza rispetto alle donne bellissime che girano per strada. Anche qui é facile identificare le russe dalle lettoni. Lasciato il pallore e la “perfezione” scandinava dell’Estonia, qui sembrano molto più mitt-europei, dai tratti molto più spigolosi, gli occhi fieri, capelli più scuri, sguardo fiero e deciso. La sera, e specialmente il fine settimana tutti per strada, bar, discoteche, locali aperti fino alla mattina presto. Chiaramente si capisce che molti posti sono per turisti ed altri non tanto raccomandabili, ma ci sono anche posti dove si trovano solo persone del posto, è dedicati alla parte di popolazione che invece ha un medio-alto tenore di vita. É un posto pieno di contrasti, ma anche pieno di voglia di fare, di guardare al domani. Stamattina mentre facevo colazione, una musica simile a quella del dottor Zivago nella sala. Guardavo i tram passare dalle grandi finestre, i bei palazzi di fronte che hanno sicuramente visto giorni migliori, le persone che camminano per strada, e mi sono chiesto come tutto questo possa esistere ad un braccio di mare dalla Scandinavia. A volte la geografia é quella che decide i destini delle persone.

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