Un viaggio alla fine del mondo (parte prima)

Dopo una prima tappa ad Oslo, la Norvegia passa sotto il finestrino, andando verso nord. I fiordi, le montagne, i piccoli villaggi persi nel nulla. È la prima volta che atterro a Tromsø in estate. La luce forte del sole nei giorni che sull’artico non finiscono mai. L’ultima volta era gennaio, ma era anche un’altra vita. Forse troppo felice, ma questa é un’altra storia. La mia metà é ancora più a nord, oltre il mare artico, altre due ore di volo verso nord. Ad un certo punto spuntano montagne altissime, ghiacciai, neve, e poi mare, mare fino a perdita d’occhio. L’aereo si abbassa all’interno di gole profonde, sembra quasi toccare i picchi delle montagne ancora pieni di nevi. Scendiamo, e si apre una vallata stretta, in un fiordo. A sinistra scorre la piccola città di Longyearbyen, “capitale” delle isole Svalbard. Poi si scende e si atterra in in lembo di terra stretto tra i monti a picco ed il mare artico. Dormo in una specie di dormitorio che anni prima era usato da minatori di carbone, alla fine della valle dell’avvento. Dalle finestre due renne brucano l’erba pacifiche. Centinaia di scooter da neve sono parcheggiati in attesa che tutto si ricopra di nuovo di bianco. Il sole non tramonta mai, e devo usare una mascherina per dormire nella stanza senza tende. Continua….

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