Esplorazioni caraibiche

La notte, tornando in albergo, sento migliaia di suoni nell’aria, come uccelli, o forse grilli. Tra la strade buie piene di piante tropicali, mi chiedo se ad un certo punto. In escano dei pipistrelli, o chi sa quale strano animale che produce questi suoni alti, come se fossero ultrasuoni. Mi viene poi detto che sono milioni di rane piccolissime, quasi invisibili, che ogni notte iniziano a cantare. Tutta l’isola rimbomba di questi suoni, come essere su un altro pianeta. Il giorno successivo riesco finalmente a fare un pass per gli autobus, e mi dirigo verso il villaggio di Saint George, il primo insediamento inglese su queste isole, quando una nave diretta in Virginia, sorpresa da una tempesta, trovò queste isole deserte. É tutt’ora il più antico insediamento inglese al di fuori delle isole britanniche, avendo poco più di 400 anni. Il paesino é carino, casette di pietra colorate, mare turchese, un grandissimo silenzio. Nella piazza la Town Hall ricorda tempi lontani di colonie, alcuni vecchi di colore giocano a carte sulla piazza, pochi turisti. Mi incammino verso i forti nel caldo tropicale, e solo il panama di ripara da un sole che in due giorni mi ha completamente abbronzato. Arrivo su una collina e trovo un vecchio forte, i cannoni puntati contro l’oceano, enorme. C’è abbastanza vento, quanti sempre, che muove gli alberi e le palme, increspando le acque e passando sulla pelle. Sulla spiaggia, come quasi ovunque, intere famiglie locali campeggiano organizzatissime, fanno grigliate di carne e bevono birra. La cosa che mi sorprende é che, viaggiano così sui bus locali e camminando a piedi, incontro solo persone del luogo, per la maggioranza di colore. Pochi turisti, che invece affollano le spiagge ed i numerosi resorts di lusso. Tutti molto gentili, e si nota un buon benessere generale, ma con sacche di povertà abbastanza evidenti. Torno in centro con il bus, e faccio un giro per le strade delle capitale. Qualche negozio, molti di lusso, ma niente di particolare. Il traghetto mi porta poi di nuovo verso i Dockyards, dove ero stato la sera prima. Lungo la costa case e ville miliardarie, yacht enormi, vegetazione lussureggiante. Arrivati dall’altra parte dell’isola noto come sia arrivata anche una nave da crociera americana. Vedo scendere orde di americani white trash che si riversano nei negozi orribili di souvenirs fatti in Cina. Mi guardo un poco in giro, faccio due chiacchiere con una famiglia del Queens (New York) che si siede con me a mangiare un panino, e giro per il forte. Non c’è moltissimo da vedere, e torno in città. Continua.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...