Un matrimonio svedese

Tornato da Dubai, ho approfittato di una settimana senza viaggi per riposarmi, svegliarmi un attimo un pochino piú tardi, e sistemare una serie di cose che si erano accumulate da troppo tempo. Poi, questo fine settimana, sono andato a Karlstad, nella Svezia centro-occidentale, per un matrimonio. Non ero mai stato ad una cerimonia del genere completamente svedese, quindi non mi sono fatto scappare l’occasione. In piú la sposa era la mia prima studentessa di quando ero ad Uppsala, e con cui siamo rimasti buoni amici per tutti questi anni. Ancora me la ricordo, mentre entrava la prima volta nei corridoi dell’istututo, con quella faccia un attimo spaesata, ed io che la venni incontro per portarla in laboratorio. Saranno passati almeno sette anni, forse qualcosa di piú. Lei é in cinta di sette mesi, ed i due si sono conosciuti solo verso settembre dello scorso anno. La avevo vista l’ultima volta a Stoccolma in estate, triste, chiaramente abbattutta per una storia finita male. A saperlo cosa sarebbe successo solo di li a qualche mese. La cerimonia é stata in chiesa, in mezzo alle campagne. Una di quelle chiese dei paesini svedesi, dove un’umanitá circondata da una natura non proprio benigna, si riuniva nei secoli passati. C’é un senso di luteranesimo in queste comunitá, che spiega molto la Svezia e gli svedesi. Questo loro essere cupi e silenziosi, la mancanza totale o quasi di socialitá, questo bisogno di aiutarsi per far fronte alla natura. La povertá incredibile di questa nazione completamente contadina, repressa da una religione molto forte, da un senso del peccato costante. Chi ha visto un poco di Bergman forse capisce cosa intendo. E questa malinconia, anche nelle canzoni estive che parlano di estate e fiori colorati, con dentro giá il pensiero dell’autunno che venirá presto. La cerimonia é stata molto semplice, e la cosa mi é piaciuta molto, con canti, una benedizione brevissima, e nessuna predica del prete, che si é limitato ad officiare la cerimonia. Da lí una piccola festa in una fattoria lí vicino, qualche bicchiere di vino, una cena a buffett con patate e salmone, un dolce fatto in casa. E poi via nella cascina a ballare tutta la notte, fino a quando le luci dell’alba iniziano a colorare le punte degli abeti verso le 2:00 del mattino. Tanti canti durante la cena, discorsi dei padri, fratelli amici, un poco come da tradizione americana. Il padre di lei é stato molto bravo, ma é davvero una persona particolare, che ha speso tanti anni in vari paesi africani per aiutare le popolazioni locali. É stata un’esperienza interessante, e sono contento di averla fatta. Soprattutto per vedere una persona che mi é cara iniziare un nuovo capitolo della sua vita. Questa vita che puó solo andare avanti, verso il futuro. Che sará pure un’ipotesi, ma é sempre meglio cosi´.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...