Le illusioni

Cosa fare di una settimana a Parigi? Arrivato domenica sera sono stato in riunione costante fino a praticamente ieri sera. Eppure, in una settimana come questa, in cui pensavo che avrei solo lavorato incessantemente, sono riuscito a perdermi di nuovo, ed a ritrovarmi in un mattina assolata in un albergo della Rive Gauche. Questa mattina, dopo una notte di sogni confusi, di voglia di abbandono e di oblio, ho visto il sole passare attraverso le finestre, le strade ancora semivuote, la città che dormiva. Nei giorni passati ho scritto, parlato, sorriso e fatto sorridere. E mi sono accorto che tutto questo non basta, niente é mai abbastanza. Non c’é mai tempo o spazio, o coraggio per affrontare il domani, soprattutto per chi vuole tutto e subito come me. Ed allora ti armi di pazienza, ma a volte hai solo una scelta, o adesso o mai più, che le distanze, le parole, le lingue, le storie, separano tutti gli uomini. Come monadi ci incontriamo e ci scontriamo in questa vita. Se solo sapessimo che alla fine le nostre molecole non si toccano mai, nemmeno quando ci baciamo o facciamo l’amore. Sono solo legami deboli di cariche ioniche che invece di toccarsi si respingono. É questo quello che siamo, e nell’attesa ci illudiamo che tutto sia diverso. Ma l’illusione é bella, crea un mondo in cui addormentarsi. Fino a quando non si é svegliati dal sole del primo mattino.

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