Giorni stoccolmesi

Le lunghe serate estive, i tramonti dietro Kungsholmen, l’aria che odora di mare al mattino, una passeggiata per Mariatorget piena di bambini che giocano, l’odore di caffè nell’aria. Guardo questi giorni di metà giugno passare come il dejavu di un sogno mai finito. Mi rigiro nel letto troppo grande e guardo fuori le macchine passare, cammino la notte tra le strade piene di persone, la terrazza di Mosebacke dietro casa, le luci colorate nel cielo che non riesce a fare scuro, i rumori di passi. L’estate si avvicina veloce, e con essa il sapere che le giornate torneranno a farsi più scure. Ogni tanto fa un caldo asfissiante, ed allora passeggio tra i vicoli acciottolati di Mariaberget, li il vento passa veloce tra le stradine in salita e discesa, tra le case vecchie. Mi fermo su una panchina a contemplare il silenzio della mattina presto, il fine settimana che finisce. Lascio la bellezza nostalgica di Stoccolma in un pomeriggio assolato di domenica. Nel mio albergo a Parigi, e lontano, dietro il sacro cuore, vedo i fulmini illuminare il cielo nero.

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