L’elogio della flessibilitá

Dove sono stato in questi giorni? Probabilmente troppi posti per poterli raccontare, troppe persone nuove incontrate. Era domenica l’ultima volta che ho scritto. Una bella domenica di sole caldo, di estate svedese. La stessa sera avrei capito alcune cose. Non che non le sapessi prima, ma diciamo che adesso mi sembrano un attimo piú chiare. Nella vita, quello che facciamo spesso, é incontrare persone. Tutto, alla fine, si riduce a come interagiamo con gli altri, e come ci proponiamo agli altri, a come gli altri ci percepiscono. Anche la scienza, che dovrebbe essere una cosa di per se oggettiva, finisce per diventare spesso influenzata dalle varie personalitá di chi la pratica. E vuoi parlare quanto vuoi di numeri e di coefficienti di errore, come spieghi le cose fa tanto la differenza. Siamo umani, fin troppo umani. Ed allora inizi a pensare a cosa fare quando incontri un’altra persona, che sia lavoro, amici, affetti, amore. Possiamo essere noi stessi, o alla fine la vince chi piú diventa flessibile per far credere agli altri di essere come loro? É una domanda che mi pongo in continuazione.

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