Un viaggio alla fine del mondo

Salgo in aereo a Dubai nella calda notte mediorientale, mi metto la mascherina e dormo. Mi sveglia una luce calda ed intensa il mattino dopo. Dal finestrino si vedono enormi spiagge bianche, scogliere, campi coltivati. Il tempo é variabile, e le montagne che circondano la città sono avvolte da nuvole, che lasciano trasparire i vari picchi, coperti da alberi. Le strade salgono e scendono, si guida a sinistra. Dopo essere saliti in cima lasciamo la città per inoltrarci lungo la costa. Sulla sinistra i dodici apostoli, picchi altissimi vicino al mare. Spiagge e baie si susseguono le une dopo le altre, un vento incredibile arriva dall’atlantico, il mare é cristallino ma pieno di onde, alcune anche alte. Continuiamo verso sud, tra babbuini fermi per strada, antilopi e strani uccelli che vengono chi sa da dove. Qui e li vigne coltivate, poi una township dove ancora vivono prevalentemente persone di colore. Il paesaggio é struggente, di una tale bellezza che sembra darti un pugno in faccia ad ogni curva. Non credo di aver visto niente di più maestoso nella mia vita. Mi dava un senso di nostalgia, come ti qualcosa che ho già visto in una vita passata. Quella luce, quell’intensità. Arriviamo alla fine della strada, la strada alla fine del mondo. É inverno, e ci sono poche persone. Si sale fino al faro, li dove una striscia di terra separa l’Atlantico dall’Oceano Indiano. Di fronte solo mare, la fine di ogni terra. Solo l’Antartide. Ti giri e davanti a te, verso nord, un intero continente. A sinistra, dietro una spiaggia dalle acque verdi, il capo di buona speranza. Si può mai chiamare con un nome più bello un posto tanto remoto? Chi sa cosa pensava Vasco de Gama, quando non c’erano cellulari, radio, gps… ed i suoi uomini. Chi sa quando hanno capito che l’Africa era finita, che potevano solo andare ad est. Dopo aver visto foche, pinguini e leoni marini, si torna al lavoro, per una tre giorni di riunioni ed incontri durante tutto il fine settimana. Ieri sera, prima di andare a dormire, mi fermo in giardino a guardare il cielo, e la vedo per la prima volta. Li sopra di me. La croce del sud, chiarissima nel cielo nero e terso. E chi sa se lo sai, ma sei l’unica persona che mi é venuta in mente mentre ero perso in tutta quella bellezza.

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