Galleggiare

Un paio di persone mi hanno chiamato, in questo 13 marzo che sa giá di primavera, e mi hanno chiesto cosa faccio, e come sto. Non so bene cosa ho risposto, a volte non riesco sempre a dare la risposta giusta. Ma divento migliore ogni giorno che passa. Guardo fuori questo tramonto infuocato, torna il bel tempo, il sole é piú in alto e si riflette sulle finestre dei palazzi antichi di fronte casa. Il lago é sempre mosso, ed io mi sono immaginato a nuotare. Ed ho pensato che si, se dovessi dire come sto in questo momento, mi sento come di galleggiare. Per uno come me, sempre pronto a nuotare verso il domani, é come quando da bambino mi mettevo a pancia in aria al mare, chiudevo gli occhi, e galleggiavo. Mi piaceva starmene cosi per un poco, a sentire le onde che mi entravano nelle orecchie, e l’acqua salata che mi entrava un pochino in bocca. Ricordo alcuni 13 marzo di quando ero piú piccolo, mia mamma cucinava tante cose, spesso venivano tanti bambini a casa. Non c’era il semi-freddo, per quello dovevo aspettare maggio, ma mi piacevano le torte, la coca-cola, le patatine. Alla sera, finito tutto, mia mamma veniva vicino al mio letto e mi chiedeva se ero felice. Ed io le dicevo di si.

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