1950

Come d’improvviso, quasi inaspettata, arriva una primavera precoce qui a Stoccolma. Sole splendente, dieci gradi sopra lo zero, e quindi tutti gli svedesi impazziti che si stendevano al sole, camminavano in coppia, alcuni addirittura sorridevano, cosa alquanto rara. La cittá era indubbiamente incantevole, le strade piene di gente, i bambini che giocano nei tantissimi parchi attrezzati e pulitissimi, i genitori li spingono sulle altalene. E questo vento che passa sul viso e ti ricorda di sentirti sveglio, di far parte di questi giorni. Ho camminato circa 15 km, fermandomi in vari punti, ammirando la vita. Non sará il 1950, ma questi giorni profumano di capelli al vento e di occhi spalancati sul futuro. Avrei solo bisogno di una vespa per correre al mare. Eppure poi penso che il mare ce lo ho qui di fronte ogni giorno, davanti alle mie finestre.

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