Vigilia

Venerdi sera sono tornato in Italia, per le vacanze di Natale. In aeroporto a Monaco, centinaia di persone, la solita umanitá che vedo ormai da otto anni. Aumentano in genere i ragazzi tra i 25 ed i 35 anni, che compongono la metá dell’aereo. Tutti napoletani che sono andati a lavorare fuori, ormai non li conto nemmeno piú. Ma alla fine é meglio cosi, almeno si sono salvati da questa cittá tremenda. Poi le poche coppie miste con bambini, quelle non so perché si vedono di piú in estate. Una piccola parte, che noto invece in diminuzione, sono uomini tra i 40 ed i 60, in genere parlano napoletano in maniera sguaiata, urlano allegramente di tutte le salsicce che si devono mangiare, mandano a quel paese i tedeschi con cui lavorano, si atteggiano da cammorristielli e danno fastidio. Il resto sono pochissimi turisti e qualche persona piú anziana. E cosi, per migliaia di persone, si svolge anche quest’anno il pellegrinaggio verso pandori, struffoli e spaghetti con le vongole. Un’intera parte di una nazione una volta industrializzata, che ormai vede una buona fetta della propria popolazione solo nelle feste comandate. C’é chi non vede l’ora di tornare, ancora legato agli amici, quelli che vengono solo per salutare la famiglia (tipo me), quelli che si struggono davvero, e quelli che non vedono l’ora di andarsene ma non lo danno a vedere. Quanto a me, per far passare il tempo, ho giá comprato 150 SEK di giochi per l’iPad, almeno ho qualcosa da fare per far passare i giorni. Mi sento come intrappolato in una realtá parallela che non mi appartiene, come Alice caduta in un buco vedo cose che non mi spiego piú, e che soprattutto non voglio spiegarmi piú. I giorni passano veloci, come le donnine seminude in qualunque programma TV. Non mi manca la Svezia, e non sono a casa qui. Mi aggiro nella vita come in un limbo, con due paesi che mi danno due passaporti per andare via lontano, e nessuno che mi tenga una mano per farmi sentire a casa. E capisci che eravamo fatti per incontrarci, ma restare uniti era una chimera. Ma odiarsi mai, per chi si é amato come noi.

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2 thoughts on “Vigilia

  1. Capisco il sentimento (o non sentimento) per la Svezia e anche per la terra natia. Anche se tornare per qualche settimana è esattamente il tempo necessario per godere delle cose belle e non iniziare a stancarsene.
    Dai che Natale è una volta all’anno!

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