Things are not perfect (and so you move again)

Sono tornato da Dubai domenica pomeriggio, con una luce quasi di tramonto che arrivava verso mezzogiorno. I corridoi di Arlanda, quando si esce dall’aereo nella parte nuova, dedicata ai paesi extra Schengen, sono sempre ghiacciati. Quindi esci dall’aereo con il ricordo dei 25 gradi e ti ritrovi di poco sopra lo zero. In questi giorni ho riflettuto tanto, ma proprio tanto, sulle persone, su chi pensi di incontrare, su quelle con cui fai dei passi insieme per poi lasciarle andare sulla loro strada. A volte, fare la cosa giusta, fa soffrire non solo te ma anche gli altri. E lo fai ben sapendo che non sarai ringraziato. Ma a volte é bene cosi. Nell’ultimo periodo mi sono anche molto appassionato alla serie TV “Mad man”. Ora mi manca l’ultima stagione da vedere. Trovo molto bello lo stile dei vestiti, visto che spesso mi vesto in maniera simile ultimamente (e non conoscevo lo show fino a qualche settimana fa). E poi mi piace questo racconto che sa un poco di “Padrino”, ma senza assassini. Ma indubbiamente un affresco molto esatto di tanti ambienti di lavoro ambiziosi, di come siamo tutti “homo homini lupus”, di come alla fine, “things are not perfect”, come dice una delle protagoniste all’ex marito prima di lasciare la casa dove hanno abitato per tanti anni. Anche se poi mi viene da pensare, come dice il protagonista principale, “Everything’s gonna be okay”

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