Tempeste di sabbia

Sette ore di volo, esattamente quello di cui ci voleva per dormire, guardare dei film, e pensare al mondo che ti scorre sotto la fusoliera. Arrivò a Dubai lasciando una Stoccolma avvolta nelle nebbie. Esci dall’aeroporto e come al solito questo muro di calore estremo che ti colpisce come un pugno. 35 gradi la notte, oltre i 40 il giorno e circa 100% di umidità. O forse di più o di meno, ma la senti come e molto peggio che in Asia. Arrivò in albergo di notte, i grattacieli che si illuminano di fronte, la solita trafila, la notte che passa nell’aria condizionata.
Dubai hotel view
Stamattina mi sveglio di buon’ora, la luce entra dalle tende che si chiudono e si aprono con un pulsante elettrico. Non so perché ma mi viene in mente una scena del “Marchese del Grillo”. Colazione, riunione, pranzo, riunione, circa otto ore. La città é avvolta dalla solita luce ovattata e caldissima, non ho respirato aria vera nell’ultima giornata. C’é stata una tempesta di sabbia ieri mi si dice. La vedi ferma agli angoli delle strade, pronta ad andare via. Per poi tornare. Ora guardo la città dalla mia stanza al 33esimo piano, presto si va per la cena di lavoro. Altre discussioni, alla fine sarà come al solito una giornata di almeno 15 ore. In fondo, sulla destra, inizia il deserto. É un bel vedere da qui sopra. Anche il mondo sembra più gentile.
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