Sulla strada

Partiamo di prima mattina, la strada sarà lunga. Prima tappa un mercato poco fuori Siem Reap, dove sono indubbiamente l’unico straniero in giro. Che differenza rispetto ai mercati per turisti del centro. Il traffico ed il caos sono infiniti, e l’odore penetra le narici. Vendono di tutto, frutta, verdura, carne, pesce. Mosche ovunque, sul cibo, sulle persone, sui bambini che siedono vicino alle loro mamme che sono li a vendere. Il cibo è conservato a temperatura ambiente, nei 35 gradi asfissianti. I motorini girano ovunque, anche all’intero del mercato, due, tre persone alla volta. La zona del pesce è parzialmente allagata, si crea del fango al centro, e l’odore di marcio riempie l’aria. Bambini e vecchi tagliano carne, pesci, insetti, con grossi coltelli. In un’altra sezione cinesi vendono oro ed argento, poi vestiti, elettrodomestici. A cerca bene avrei probabilmente anche trovato l’arca perduta…

Il viaggio continua lungo la strada principale della nazione, una statale ad una corsia dove l’artista continua a sorpassare ogni tipo di essere vivente o macchinario semovente. Ad un certo punto la strada si restringe per lavori, diventa sterrata, la polvere rossa ovunque, nell’aria. Passiamo infiniti campi di risaie dove mucche ed uomini sono nell’acqua fino al ginocchio, grandi palme punteggiano il paesaggio. Ogni tanto il solito acquazzone che passa dopo pochi minuti, lasciando l’aria fresca per qualche minuto, le nuvole bianche contro il cielo azzurro che si riflettono nei campi di riso. Ci fermiamo ad un ristorante sulla strada dove gli ambulanti servono regni, scarafaggi, grilli ed altri insetti. I bagni sono puliti, e c’è un grosso ristorante al centro che serve piatti locali cotti la momento. Intere famiglie cambogiane, mamme, nonne, zii, bambini mangiano affamati tra milioni di mosche che si fermano ovunque. Il cibo sembra molto appetitoso. Per la strada ci fermiamo un’altra volta per uno spuntino. Sul ciglio della via vendono riso con il latte di cocco e fagioli, tutto messo in una canna di bambù e poi abbrustolito sulla brace. Non male. Proviamo anche delle palline di riso schiacciato con latte di cocco e spezie,un pochino meno buone ma dolci.

Dopo quasi sette ore il traffico inizia ad aumentare, si fa fatica a passare. Compare un fiume, motorini, auto, case, galline. Poi il centro, strade grandi e caffè, turisti in giro, pagode colorate. Siamo a Phnom Penh.

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