La vita sull’isola

L’isola è un posto piccolo, che vive di turismo e poco più. Molti resort, tante spiagge, niente di più. Un giorno mi avvio in barca con una guida tra le foreste di mangrovie, scimmie ovunque, aquile, il fiume verde, ancora una volta mi ricorda i film sul Vietnam. Conosco un tassista che parla bene inglese, un ragazzo di 34 anni molto simpatico e lo prenoto per due giorni. Per me anche un’occasione di capire un poco di più sulla vita del posto. Faccio un giro delle cascate dell’isola, vado per altri posti più o meno famosi, guardo le risaie passarmi intorno, poi giungla, qualche mucca. Il ragazzo mi parla delle tradizioni del posto, della vita semplice, della corruzione ma anche della ricchezza del paese. Il turismo che dà da vivere a tanti, la gentilezza di questa gente che davvero si accontenta di niente. Lui conserva i soldi per andare a Mecca, in pellegrinaggio. Ha una moglie e vorrebbe avere dei figli. Nel fine settimana vanno a casa dei parenti per il barbecue di carne e pesce. Potrebbero essere i giorni di una persona qualunque in qualunque parte del mondo. Ci sono abbastanza turisti, specialmente arabi, che vengono qui in quanto trovano usanze simili, un paese mussulmano con cibo adeguato a loro e possono abbandonare la calura estrema del golfo persico in estate. Addirittura ci sono ristoranti mediorientali che aprono per 4 mesi l’anno, la chiamano la stagione araba. Donne vestite completamente di nero nella calura insopportabile camminano sulla spiaggia mentre i mariti in pantaloncini prendono il sole e si fanno il bagno. Molte accudiscono i bambini, alcune si avventurano in acqua, altre vanno a fare le escursioni in barca, sempre con la tenuta integrale. Fuori 35 gradi ed un umido infinito. A volte si tengono per mano ai loro mariti, altre volte hanno in braccio i figli o parlano con le figlie adolescenti che possono ancora andare scoperte. Mi sembrano, dal tono di voce, gli stessi discorsi di una qualunque mamma ad una qualunque figlia di qualunque posto del mondo.

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One thought on “La vita sull’isola

  1. Pingback: Da Langkawi con amore | gattosolitario

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